ECONOMIA VERONESE | martedì 18 febbraio 2020 21:04

ECONOMIA VERONESE | 23 gennaio 2020, 23:55

dal SOle 24 ORE una inchiesta di copertina dal Rapporto Nordest del 24 gennaio,

Ecco le notizie principali che potrete trovare sul prossimo numero come ci è stato trasmesso dalla redazione del Sole24   Il Veneto regione laboratorio per gli Its: nove studenti su dieci trovano subito lavoro. Tutti i percorsi in vista delle iscrizioni Luce, il distretto diventa fabbrica diffusa Risiko dell’energia: per le multiutility del Veneto obiettivo il Nord Italia   INoltre un commento sulla situazione lavoro giovanile nel Veneto che riportiamo sotto:

AGSM: a Verona  non la vogliono  più?

AGSM: a Verona non la vogliono più?

Nove giovani su dieci al lavoro appena dopo gli studi. È la formazione il fattore chiave per portare i talenti nelle aziende e trattenerli. La Regione Veneto – come si legge sul Rapporto Nordest in edicola con Il Sole 24 Ore venerdì 24 gennaio -  ha scommesso con convinzione sugli Its (Istituti tecnici superiori) che si stanno dimostrando sempre più un porta aperta sul mondo del lavoro per chi esce  dalla scuola secondaria superiore e una valida alternativa all’università. I percorsi di formazione professionale di queste Academy mirano a soddisfare la domanda delle imprese che chiedono nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche, e sono fortemente orientati all’applicazione pratica in azienda, all’innovazione e allo sviluppo 4.0. Il legame con le aziende nasce fin da subito: ciascun semestre comprende attività teorica, pratica e di laboratorio, gli stage aziendali - anche all’estero - sono obbligatori per almeno il 30% della durata del monte ore e i docenti provengono per almeno il 50% dal mondo del lavoro. Su 61 corsi definiti di “eccellenza” dall’ultimo monitoraggio annuale nazionale di Indire-Miur, uno su cinque è veneto. Al primo posto assoluto nella classifica dei 139 percorsi nazionali si è classificato l’Its “Last” con il suo corso per “tecnico superiore dei trasporti e dell’intermodalità”. In tutto in regione sono state costituite, a partire dal 2009, sette Fondazioni (cui  partecipano scuole, enti di formazione, imprese, università e centri di ricerca, enti locali).  
In generale, l’attenzione sulla formazione sta facendo nascere alleanze, collaborazioni, nuovi corsi. Due settori specifici sono quelli del calzaturiero e dell’occhialeria, ciascuno dei quali può ora contare su un proprio Politecnico.
 
Formazione fattore chiave per affrontare le trasformazioni dei distretti produttivi e delle imprese. Un po’ fabbrica che non c’è, un po’ fabbrica diffusa: l’industria della luce nel Veneto è una costellazione di piccole, piccolissime imprese specializzate che concentra mestieri antichi (la lavorazione del vetro e dei metalli, soprattutto) e creatività contemporanea. Ci sono i grandi marchi che vendono in tutto il mondo, spesso soltanto editori, o al massimo assemblatori, dei loro prodotti, privi di impianti produttivi al proprio interno. E ci sono le imprese artigiane che lavorano i materiali e i componenti da assemblare per creare gli apparecchi di illuminazione. Questa combinazione dalla tradizione secolare – che affonda le radici nell’antica arte del vetro di Murano, utilizzato per lampade  e lampadari – fa di questa regione il territorio con la maggior presenza di aziende del settore dopo la Lombardia. Il 24% delle società ha sede nel Veneto, in particolare nel “distretto della luce” che si espande tra Venezia e Treviso.
 
La ricerca resta decisiva: grazie a un brevetto internazionale l’impianto pilota della startup Mirnagreen - ospitata dal Noi Techpark, il parco scientifico e tecnologico di Bolzano - estrae dalla materia prima vegetale il microRna: una sostanza naturale che numerosi studi  riconoscono  come uno fra i più efficaci  immunomodulanti e anti infiammatori a supporto del sistema immunitario. In corso due sperimentazioni: per il morbo di Crohn, che colpisce l’intestino, viene utilizzata un’integrazione alimentare di microRna vegetale, mentre per la psoriasi l’uso è topico, con l’aggiunta del principio attivo in pomate. Il brevetto per l’uso terapeutico è già stato concesso. Interessante anche l’esperienza della Biovalley  (scienze della salute e della vita) che prepara  lo sbarco in Borsa con il crowdfunding.
Inoltre, il presidente Sandro Parisotto fa il punto sulle strategie dell’azienda familiare di Asolo specializzata in calzature da montagna alla vigilia della presentazione all’Ispo di Monaco di Baviera  dei nuovi prodotti frutto di ricerca sui materiali e collaborazione con atleti e alpinisti.  Dopo i 102 milioni di fatturato del 2018 l’obiettivo è di salire a quota 150 milioni entro cinque  anni. La quota di export si attesta sull’80%, mentre il 75% della produzione resta concentrato ad Asolo. L’azienda punta tutto sulla  rete distributiva specializzata, solo negli Usa un progetto di e-commerce.
E veniamo al credito ed al rapporto con le imprese. Banca Ifis cresce a Nord-Est con finanziamenti e servizi alle Pmi. Varato il piano di sviluppo della Banca che fa capo alla famiglia Fürstenberg. L’obiettivo è crescere nei servizi corporate a Nord-Est con particolare attenzione per le medie imprese.
 
Infine il risiko dell’energia. Il Veneto è sempre più ago della bilancia degli equilibri energetici del Nord Est. Dopo che Hera ha firmato una maxi joint venture su clienty energy e reti gas con Ascopiave, Aim Vicenza e Agsm Verona hanno iniziato a trattare in esclusiva per una fusione in cui A2A apporterebbe asset in cambio di una quota di minoranza stimabile intorno ad almeno il 30% circa della nuova entità a maggioranza pubblica.  
«È un riassetto destinato a recuperare il terreno perso in termini di crescita e di competitività, che ci proietterà tra le principali multiutility italiane con benefici per i cittadini-utenti» spiegano i sindaci di Verona e di Vicenza, rispettivamente Federico Sboarina e Francesco Rucco. La tabella di marcia prevede un accordo vincolante entro la fine di aprile e la chiusura dell’operazione entro il primo semestre, anche se la tabella di marcia  potrebbe cambiare.  
Intanto, in Veneto, si muove anche l'altoatesina Alperia, che negli ultimi due anni è cresciuta nella regione rilevando Bartucci, Sum e il Gruppo Green Power, quotato sull'Aim. L'idea è quella di investire in modo massiccio su queste realtà, per quasi 150 milioni al 2024, per crescere su rinnovabili, digitalizzazione ed efficienza energetica.

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