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ESPRIME CULTURA | 14 gennaio 2020, 00:07

1321-2021: 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Verona, anticipando l’inizio delle celebrazioni, ricorda il sommo Autore, con un convegno sulla “Quaestio de aqua et terra”.

Non poteva, Verona, non ricordare agli appassionati, che la nota “Quaestio de aqua et terra” fu stesa, in lingua latina, da Dante Alighieri, a Verona.

1321-2021: 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Verona, anticipando l’inizio delle celebrazioni, ricorda il sommo Autore, con un convegno sulla “Quaestio de aqua et terra”.

Egli stesso, la lesse, il 20 gennaio 1320, un anno prima della sua dipartita, nella Chiesa, tuttora esistente ed ottimamente conservata, di Sant’Elena. Evento, quindi, avvenuto, proprio settecento anni orsono, visto che l’anno in corso, con il suo millesimo 2020 – scritto sul manoscritto della “Quaestio”, con tanto di giorno e mese – è anno ad hoc, per aprire in anticipo, con un’iniziativa eccezionale, curata dall’Università e dal Comune di Verona, le cebrazioni dantesche veronesi. La “Quaestio de aqua et terra” – scrive l’Università veronese – è l’unica opera organica di Dante Alighieri, che esibisca una datazione topica e cronica: Verona, chiesa di San’Elena, 20 gennaio 1320. Il testo si preseta, nella forma classica “quaestio disputata”, in cui, un “magister” universitario espone la propria tesi, rispondendo e confutando, di volta in volta, le obiezioni degli avversari. Dante affronta il tema dell’emersione delle terre, rispetto alla sfera dell’acqua, che, secondo la fisica aristotelica, diffusa all’epoca del Poeta, doveva, in linea teorica, ricoprire interamente. Il tema sarà trattato nel convegno, organizzato dall’Università di Verona, cui prenderanno parte studiosi e specialisti di università di tutto il mondo, e previsto per i giorni 20 e 21 gennaio 2020. In tale quadro, la mattina del 20 gennaio, alle ore 11, nella citata Chiesa di Sant’Elena – ingresso da piazza Duomo – il regista ed attore veronese, Alessandro Anderloni, guiderà la lettura integrale, in italiano, della “Quaestio”, assieme a studentesse e studenti dell’Ateneo e di Scuole secondarie veronesi – partner organizzativo Associazione Le Falìe. In un secondo tempo, autunno 2020, avrà luogo uno spettacolo di prosa, a cura di Anderloni, con la trasposizione, in forma teatrale, della”Quaestio”. L’iniziativa è stata presentata il 13 gennaio scorso, dall’assessore alla Cultura del Comune di Verona, Francesca Briani. Quanto all’anno prossimo, è previsto un grande convegno, 17-22 maggio, da titolo:“Con altra voce omai, con altro vello”. Dante, fra antico e moderno”, presenti tutti i maggiori studiosi del mondo.
Pierantonio Braggio

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