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ECONOMIA VERONESE | 14 gennaio 2020, 00:03

IN ACCADEMIA DI AGRICOLTURA E SCIENZE I DATI DEL PROGETTO “ALTI PASCOLI DELLA LESSINIA”

Mercoledì 15 gennaio dalle 9 alle 12 nella sede di via Leoncino 6, a Verona, verranno presentati i dati dello studio multidisciplinare realizzato da un team di esperti per il progetto Alti Pascoli della Lessinia. L’incontro anticipa il prossimo del 18 febbraio a Roma nella sede dell’Enit (Agenzia nazionale del Turismo).

IN ACCADEMIA DI AGRICOLTURA E SCIENZE I DATI DEL PROGETTO  “ALTI PASCOLI DELLA LESSINIA”

 
Entra nella sua fase conclusiva e sicuramente decisiva il progetto denominato “Alti Pascoli della Lessinia”, finalizzato all’iscrizione del territorio montano veronese, e in parte anche trentino e vicentino, nel Registro nazionale dei paesaggi storici rurali e delle pratiche tradizionali.
Mercoledì 15 gennaio, infatti, dalle ore 9 alle 12 nella sede dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona si terrà l’incontro di presentazione dei risultati dello studio multidisciplinare richiesto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali che, con la seduta di consiglio del 27 maggio 2016, aveva approvato la richiesta di candidatura, ma con riserva.
Il Ministero, attraverso l’Osservatorio Nazionale del paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali, aveva fatto sapere che «L’area (degli Alti Pascoli) è di sicuro interesse per il registro, ma si ritiene necessaria una sua più accurata perimetrazione e che si propone di approvare la proposta di candidatura con le raccomandazione espresse nella Valutazione».
In pratica veniva richiesto ai soggetti promotori, tra cui l’Associazione di tutela della Lessinia e l’Associazione per la promozione e la tutela della pecora brogna – oggi confluite nell’Associazione temporanea di scopo Alti Pascoli della Lessinia assieme a sette comuni, due società agricole private e altri enti territoriali di tutela e valorizzazione - di predisporre un dossier definitivo tenendo conto sia delle integrazioni richieste, sia dei criteri di candidatura pubblicati sul sito della Rete Rurale Nazionale che, in estrema sintesi, riconducono a requisiti di persistenza, unicità e integrità del territorio preso in esame.
Per raggiungere questo obiettivo, l’ATS ha messo insieme un team di esperti e professionisti, tutti profondi conoscitori del territorio, che da maggio a dicembre 2019 hanno lavorato affrontando varie tematiche per evadere la richiesta ministeriale.
Mercoledì 15 gennaio verranno presentati per la prima volta i risultati dello studio. A differenza dell’incontro del 30 novembre scorso a Bosco Chiesanuova, la mattinata avrà un taglio numerico-scientifico e divulgativo con l’esposizione di singole presentazioni della durata di circa mezz’ora per intervento.
Dopo i saluti istituzionali del Presidente dell’Accademia Claudio Carcereri De Prati, dei
rappresentanti di Regione, Province di Verona e Trento, Parco della Lessinia, Comune di Verona e
dei quattro presidenti degli Ordini professionali patrocinanti, interverranno per spiegare cos’è il Registro nazionale, l’architetto Chiara Zanoni e il perito agrario Giuliano Menegazzi, che furono i promotori nel 2015 dell’iniziativa.
Il dottore forestale Sebastiano Lucchi e l’ingegner Marco Pietrobon dello Studio Proterra descriveranno i dettagli dell’analisi di integrità del paesaggio con metodologia VASA, che mette a confronto immagini aeree del 1954 con quelle attuali.
Un altro dottore forestale, Davide Pasut, farà una panoramica sui risultati dell’analisi del patrimonio alpicolturale, in particolare sulla vegetazione pascolativa e sistemi di gestione del territorio montano.
Dopo una breve pausa prevista per le 10.30, è previsto l’intervento del professor Geremia Gios, ordinario di Economia Agraria all’Università di Trento, che si concentrerà sullo studio effettuato sugli aspetti socio-economici del settore alpicolturale.
Le relazioni tra il patrimonio zootecnico, la fauna selvatica e il paesaggio saranno affidate ai medici veterinari Marcello Volanti e Antonio Scungio.
«Arrivano finalmente le prime analisi scientifiche del territorio predisposte e confezionate così come previsto dalle linee guide richieste per il dossier ministeriale. – afferma Giuliano Menegazzi, coordinatore del progetto – Si tratta di una mole di dati importante che, oltre all’obiettivo di
iscrivere gli Alti Pascoli nel Registro nazionale, assume anche un valore concreto per l’intero territorio montano, una sorta di punto zero da cui ripartire per le scelte future di gestione economica, ambientale e amministrativa della Lessinia».
«Siamo arrivati fino a questo punto – conclude Menegazzi – grazie alla preziosa collaborazione dei comuni dell’alta Lessinia, e non solo veronese, ma anche in parte vicentina e trentina, e il fondamentale contributo del GAL Baldo Lessinia».
L’evento, organizzato in collaborazione con la stessa Accademia, gode del patrocinio degli Ordini professionali dei medici veterinari, dei dottori agronomi e forestali, dei periti agrari di Verona e degli architetti. Agli iscritti a questi tre ultimi ordini professionali (esclusi i medici veterinari) verranno riconosciuti i crediti formativi richiesti dalla legge.
Tutte le informazioni e un’ampia gallery fotografica sul Progetto sono disponibili sul sito
www.altipascolidellalessinia.it.
Alla mattinata di Verona seguirà la presentazione tecnica dei lavori nella sede di Enit, a Roma, il prossimo 18 febbraio.

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