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ESPRIME CULTURA | 16 novembre 2019, 10:10

Serenissima Repubblica di Venezia: 33 navi trasferite, dalla Laguna, sul Lago di Garda

L’incredibile storia, nel volume “1439: galeas per montes - navi attraverso i monti” del giornalista e scrittore, Ettore Beggiato.

Beggiato e Scalzotto

Beggiato e Scalzotto

Un nuovo studio, un nuovo libro – da leggere attentamente, perché propone un grande accadimento, troppo dimenticato, ma, dalle proporzioni inimmaginabili, anch, al giorno d’oggi – è stato presentato nella Sala Rossa della Provincia di Verona, dal presidente Manuel Scalzotto, presente l’autore, Ettore Beggiato. Sotto il titolo: “1439: galeas per montes – navi, attraverso i monti”, l’opera racconta di un trasporto eccezionale, da parte della Serenissima, realizzato, nel 1439, di un’intera flotta dalla Laguna di Venezia, sino a Torbole, a nord del lago di Garda, risalendo il fiume Adige. Venticinque grandi navi, due galee – una galea pesava 250 tonnellate – e sei fregate furono trasportate, come cennato, via Adige, sino a Mori, Trento, e, da qui, superando il Passo di San Giovanni, a 264 m.s.m., sino a Torbole. Scopo dell’intervento era liberare la città di Brescia dall’assedio dei Visconti. L’impresa coinvolse centinaia di uomini, di carri e di circa 2.000 buoi. Costo del trasferimento: 15.000 ducati. Verona fu protagonista, nell’impensabile trasloco, offrendo, un’Adige, guarda caso, in secca…, per cui, segnala l’autore Beggiato, beggiato@hotmail.com, fu necessario costruire "galleggianti", per continuare la navigazione, verso nord. Nel volume – 107 pp., copertina cartonata e lavabile, prodotto da Editrice Veneta, Vicenza, 2019 – è narrato il contesto storico, ricostruito, sulla base di quanto, riportato dagli storici del tempo. Diverse schede sono dedicate ai capitani di ventura, al doge dell’epoca, Francesco Foscari, e ai Visconti. Tra i documenti, di maggiore rilievo, il testamento del doge Tommaso Mocenigo, un vero e proprio spaccato della Serenissima del 1400. Un lavoro interessante, che fa scoprire momenti importanti dell’attiva Venezia – peraltro, dal 1405, presente anche nelle Istituzioni veronesi – e che, in ogni pagina, propone, in dettaglio, particolarità, che meritano, per i loro contenuti, d’essere conosciute.
Pierantonio Braggio  

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