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ATTUALITA' REGIONALE | 03 novembre 2019, 18:18

A Savàl, Verona, si è parlato di Pace e di Amicizia, fra popoli, sotto la bandiera europea.

Nel Cimitero austro-ungarico, ricordati caduti italiani, austriaci ed ungheresi.

A Savàl, Verona, si è parlato di Pace e di Amicizia, fra popoli, sotto la bandiera europea.

Su iniziativa del Consolato onorario ungherese a Verona, in collaborazione con il Comune di Verona e di AGEC, Verona, che amministra i Cimiteri di Verona e Provincia, è stato celebrato, la mattina dell’1 novembre 2019, un importante momento, commemorativo dei caduti delle guerre, combattute da italiani, austriaci e ungheresi, nel Veronese. Questo, perché il Cimitero austro-ungarico di Savàl, istituito dall’Austria, allora presente in Verona, nel 1851, conserva 5684 salme di soldati delle parti citate. Il Cimitero, in passato, dimenticato e in istato di degrado, pur presentando numerose lapidi, che sono storia, era stato riordinato, in più riprese, negli ultimi anni Ottanta del 1900, dall’Österreichisches Schwarzes Kreuz, Croce Nera austriaca, che si occupa, appunto, della conservazione di cimiteri di guerra, anche all’estero. L’evento è stato caratterizzato dalla presenza dell’ambasciatore ungherese a Roma, Ádám Zoltán Kovács; dell’assessore del Comune di Verona, Marco Padovani; del console onorario a Verona, Lajos Pintér; del rappresentate della Croce Nera Austriaca,  Walter Strnad; del direttore di AGEC, Giovanni Governo, di Autorità civili e militari; di dame della Croce Rossa Italiana, nonché di numerose Associazioni d’Arma, con i relativi labari. Dopo la deposizione di corone – fra le quali, quella della Croce Nera Austriaca – e l’ascolto degli inni nazionali italiano, ungherese ed austriaco, nonché di sentite relazioni, si è data l’importante opportunità di contatti diretti, fra i presenti. Le Autorità, si sono, quindi, recate a San Martino Buon Albergo, sul cippo, che ricorda i giovani ungheresi, vittime dello schianto del loro autobus, avvenuto il 25 gennaio 2017.
Pierantonio Braggio

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