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ECONOMIA VERONESE | 15 ottobre 2019, 19:51

LXVII anniversario di costituzione della Sezione Carristi, Verona.

Ricordati il col. Alberto Andreani – carrista, ed il col. Giovanni Fincato – alpino, in lotta contro fascismo e nazismo e Medaglie d’oro al Valore Militare.

LXVII anniversario di costituzione della Sezione Carristi, Verona.

Sabato, 12 ottobre 2019, nel Circolo Unificato dell’Esercito, Castelvecchio, Verona, è stato celebrato il LXVII anniversario della creazione della Sezione Carristi di Verona, concentrando l’attenzione sulla resistenza a fascismo e nazismo, da parte dell’Esercito, dopo il noto 8 settembre 1943, e ricordando, quindi, le figure del carrista, col. Alberto Andreani (1902-1951), e dell’alpino, col. Giovanni Fincato (1891-1944), ambedue, caduti in mano nazifascista, nel 1944, finendo, il primo, nel campo di concentramento di Bolzano, e morendo, a seguito di torture indicibili, a Verona, il secondo: due eroi, che hanno dato la loro vita, per avere fermamente creduto nei valori del rispetto dell’uomo e della sua libertà. Erano presenti all’importante incontro – che è servito a dare dovuta luce, non solo a due persone, ma, a tutti coloro, che per la libertà, nel secondo conflitto mondiale, hanno dato il massimo di se stessi, in lotta contro i totalitarsimi – il nipote del col. Andreani, col. Luca; il figlio del col. Fincato, dott. Giancarlo, e il presidente regionale dei Carristi del Veneto occidentale e del Trentino Alto Adige, nonché Presidente onorario nazionale dell’Associazione Nazionale Carristi, gen. Giuseppe Pachera. Ha portato il saluto del Sindaco di Verona, il consigliere del Comune di Verona, Alberto Zelger. Il convegno è stato aperto dalla relazione del dott. Stefano Biguzzi, necessaria a chiarire il difficile quadro degli avvenimenti storici, nazionali e veronesi – dal 25 luglio 1943, caduta del governo fascista, al 1945 – periodo, nel quale, appunto, sono stati protagonisti, il col. Alberto Andreani e il col. Giovanni Fincato.

Il col. Luca Andreani ha sottolineato, come l’azione dello zio Alberto, sia stata ispirata ad alti valori, che sono in noi, e il dott. Fincato, ha ricordato, non solo l’alta personalità di tanto Padre, ma, ha anche il grande cuore della propria Madre, che ha dato il consenso, perdonando, al Tribunale, circa la liberazione d’uno dei torturatori dell’eroico marito. Sono state lette, quindi, da uno studente, le motivazioni dell’assegnazione delle Medaglie al Valore Militare ai due eroici militari ricordati. Per il col. Alberto Andreani: “Subito dopo l’armistizio, soldato deciso e fedele, intraprendeva la lotta di liberazione, molto distinguendosi, per esimie doti d’animatore e di organizzatore e fornendo, in numerose e difficili circostanze, belle e sicure prove di coraggio. Attivamente ricercato dai tedeschi, finiva per cadere, insieme ad un collega, in mani nemiche. Interrogati sull’organizzazione partigiana, venivano, a causa del fiero silenzio, sottoposti ad inaudite sevizie, che, protrattesi per più giorni, causavano la morte del collega e compagno di martirio, che spirava, fra le braccia del tenente colonnello Andreani. Per altri sei giorni, si protraevano, sul vivente, le torture, senza poterlo indurre a deflettere, dal nobile ed esemplare atteggiamento. Ridotto ad una larva di uomo, pressoché cieco ed ormai materialmente lesionato, trovava ancora la forza di tenere alta, fra i compagni di prigionia, in un campo di concentramento germanico, la fede nell’avvenire della Patria”; per il col. Giovanni Fincato: “Prode ufficiale, già tre volte decorato della medaglia d’argento al valor militare, durante l’occupazione tedesca del Paese, organizzò, tra i primi, la resistenza armata nella zona di Verona. Affrontando, per sé e per i familiari, gravi privazioni e seri pericoli, animò la lotta, con la fede e con l’esempio. Comandante clandestino della piazza di Verona, dopo un anno d’indifesa e coraggiosa attività, cadde nelle mani del nemico, durante uno scontro, nelle vicinanze della città. Ripetutamente interrogato e barbaramente seviziato, per circa un mese, mantenne contegno fiero ed esemplare, nulla rivelando, sino a che, il 6 ottobre 1944, dopo sedici ore di torture, il suo nobile cuore cessò di battere. Il suo corpo, gettato nell’Adige, più non venne trovato, ma, il suo spirito continuò a levarsi, animatore della lotta, per la Patria e per la Libertà”. Il gen. Pachera, ha affidato ai molti ragazzi presenti il compito di seguire gli ideali perseguiti dalle due Medaglie d’Oro, perché, anche oggi, c’è bisogno di credere in ideali elevati. Domenica 13, i Carristi veronesi, davanti al monumento, dedicato ai Caduti carristi, in Lungadige Capuleti – vedi foto – hanno incontrato il Picchetto Armato dell'8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti "Folgore". Significative le testimonianze del col. Luca Andreani e del dott. Giancarlo Fincato, che hanno sottolineato l'importanza della Memoria storica e della Resistenza dei nostri Militari. Annalisa Santi e Lilly Sartori, figlia di Gentile Sartori, Croce d'Argento al Valor Militare, sul Campo, hanno letto le Motivazioni delle M.O.V.M. di cui sopra. Una Santa Messa, nella vicina Chiesa, dedicata a S. Filippo Neri, ha celebrato, liturgicamente, i valori che hanno guidato il sacrificio dei Colonnelli. Ricordati. L’incontro – reso straordinario da eccezionali intermezzi musicali – è stato organizzato dall’Associazione Nazionale Carristi d’Italia, sezione di Verona, nella persona del presidente, col. C. N. Puglisi, carristi.verona@alice.it. Un incontro/celebrazione importante – uno dei tanti, dei quali la società ha estremamente bisogno – perché, se per agire bene, basterebbe fare uso, come sopra giustamente menzionato, dei valori, che sono in noi, la conoscenza della storia delle grandi gesta dei Personaggi, nel convegno ricordati, è sicuramente di spinta al meglio, ad “egregie cose”, particolarmente, per i giovani. L’avere posto, poi, nella dovuta luce l’eroica storia, di settantacinque anni orsono, di due importanti nomi, che distinguono due arterie di Verona, permetterà ai cittadini di rendersi finalmente conto del grande significato delle denominazioni “Col. Fincato” e di “Col. Andreani”.

Pierantonio Braggio


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