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CONSULENZE e INIZIATIVE | 11 ottobre 2019, 00:00

Polizze vita e pianificazione successoria(4) LA POLIZZA TEMPORANEA CASO MORTE (TCM)

Prosegue la trattazione da parte dell'esperto del problema legato alle tematiche successorie

Polizze vita e pianificazione successoria(4) LA POLIZZA TEMPORANEA CASO MORTE (TCM)

 
Si tratta della classica polizza sulla vita, nella quale il cliente (contraente) paga un premio con il quale si garantisce che alla morte dell’assicurato (che può essere lo stesso contraente come una terza persona, purché, ovviamente, sia consapevole della “scommessa” sulla sua propria vita), se avvenuta entro un certo periodo di anni (da qui la sua temporaneità), sia devoluto un determinato capitale ai beneficiari appositamente designati nel contratto. Quasi tutte le compagnie assicurative che operano in Italia offrono questa tipologia di servizio.
Le caratteristiche della TCM.
Le variabili fondamentali che generano, tramite appositi calcoli attuariali, il premio da pagare all’anno, sono quattro: l’età dell’assicurato; il suo stato di salute e se fuma; la durata del contratto; il capitale assicurato. Vediamole in dettaglio:
•Età dell’assicurato. È abbastanza intuitivo comprendere come l’età della persona sulla cui vita “si scommette” nel contratto assicurativo sia un elemento fondamentale per determinare il costo della copertura: più anziani si è, più sarà statisticamente probabile il decesso e più si pagherà.
•Stato di salute dell’assicurato. In fase di sottoscrizione  del contratto l’assicurato ha l’obbligo di dichiarare – tramite apposita modulistica – il suo stato di salute (se ha patologie in corso, se ha avuto problemi di salute in passato, se fuma, se beve alcolici, ecc.). Tale dichiarazione è parte integrante del contratto e, se mendace, può comportare l’annullamento dello stesso. In caso di patologie conclamate, possono scattare sovrappremi, cioè aumenti di costo o, nei casi più gravi (ad esempio patologie tumorali), addirittura l’inassicurabilità.
•Durata del contratto. Durate più lunghe corrispondono a premi più importanti. Le compagnie si assumono infatti un rischio proporzionalmente più elevato più si allunga la durata contrattuale, in quanto l’evento morte è statisticamente sempre più probabile con l’avanzare dell’età.
•Capitale assicurato. Più è alta la somma assicurata, più si paga la copertura.
Di norma la copertura assicurativa è prestata sin da subito – più precisamente dalle ore 24 del giorno in cui il premio è messo a cassa – per i casi di morte accidentale, mentre è prevista una carenza (copertura non attiva) di sei mesi per malattia. In molti casi è possibile evitare la carenza sottoponendosi preliminarmente ad alcune visite mediche. Un’altra caratteristica contrattuale che può variare da compagnia a compagnia e che è bene prendere in esame per un confronto omogeneo tra i vari prodotti offerti sul mercato è il capitale massimo entro il quale è possibile stipulare il contratto senza visita medica e con il normale periodo di carenza di sei mesi: al di sopra di un certo capitale assicurato, infatti, le compagnie assicurative impongono le visite mediche per una loro maggior cautela nell’accettare l’esposizione al rischio. Infine, è spesso possibile richiedere una garanzia complementare in caso di morte da infortunio: in tal caso, ad esempio, il capitale assicurato raddoppia in caso di morte per infortunio e addirittura triplica in caso di morte per incidente stradale. Ovviamente, la presenza di garanzie complementari fa crescere l’entità del premio, per cui è molto importante, nel confronto, valutarne la presenza.

 Ricordiamo che tali assicurazioni sulla vita consentono di destinare capitali a terzi, i cosiddetti beneficiari caso morte. Queste somme assicurate escono dalla successione legittima, in quanto la prestazione – l’erogazione del capitale al beneficiario – discende da un contratto stipulato inter vivos, è cioè un diritto preesistente al decesso dell’assicurato. Ne discende che tali somme sono esenti da imposta di successione. Nei casi di convivenza “more uxorio”, può essere ragionevole tutelarsi reciprocamente con una polizza temporanea caso morte, poiché, come abbiamo già visto, al convivente superstite non spetta per legge alcunché.(4 continua).

g. vezzari

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