ECONOMIA VERONESE | domenica 20 ottobre 2019 04:21

ECONOMIA VERONESE | 08 ottobre 2019, 10:20

Manovra governativa asfittica, senza visione per la crescita, per cui le borse ballano nonostante l'intervento della BCE

Giorni duri per le Borse valori europee. Motivi per stare allegri non ce ne sono, eppure i tanti soldi che vengono immessi malamente sul mercato dalla BCE tamponano un po' il crollo dei mercati lasciando spazio alla finanza speculativa.

Manovra  governativa  asfittica, senza visione per la crescita, per cui le borse ballano nonostante  l'intervento della BCE

La borsa negli ultimi mesi  è stata un saliscendi.  La notizia  del via libera del WTO ai dazi statunitensi  che tra breve dovrebbero essere  ricambiati  da dazi europei, ha avvalorato ancor di più la tesi  che la guerra dei dazi   non fa bene ad economie integrate come sono quelle dei principali Paesi. E le borse  mondiali, complici guai che non  mancano (da Hong Kong alla Brexit), veleggiano a vista verso   tempi minacciosi. E' pur vero che veniamo da un periodo in cui Wall Street ha macinato  record su record, e che negli ultimi due anni le borse mondiali hanno brindato  per le performance di  molti titoli , ma questo  non vale per l'Italia ed il mercato un  po' asfittico  italiano. Solo la quantità di titoli di Stato che riusciamo a piazzare  a prezzi tutto sommato  buoni fa brillare il mercato  telematico (MOT). Ora una manovra economica  di recessione che tappa il buco dell'IVA con debiti  e con un improvvisata risibile    che si chiama recupero dell'evasione, non promette bene per il futuro dell'economia reale. Diverso  lo stato dell'economia finanziaria,    dopata quanto  mai, in  cui  ogni regola  economica viene invertita ( solo nel medio evo  si pagava per portar i soldi in banca). L'homo economicus  viene beffato anche nella teoria dai movimenti tellurici  finanziari dei nostri tempi. Mala tempora currunt?  Si con politici incompetenti  o   privi di responsabilità intenti solo a accaparrarsi poltrone per significare che  sono  qualcuno, no se stiamo attenti al reale, ai beni prodotti, alla ricchezza che in Italia e nel Veneto c'è, e che con manovre espansive e pure senza soldi si potrebbero fare. Basterebbe impiegare quelle decine di  miliardi stanziati per  opere pubbliche  bloccate da paure  e da privilegi di cui l'Italia è piena e aggiungere  una piccola manovra sul cuore della ricchezza che muove  il nostro Paese e che non danneggerebbe che alcuni settori ben circoscritti, di cui nessuno parla.   Intanto che a Roma,  Dum Romae consulitur, Venetum  expugnatur economicamente  parlando.

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