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ECONOMIA VERONESE | 14 settembre 2019, 10:41

Verona: l’export, nel primo semestre 2019

A 5,8 miliardi, è in crescita del 3,9%. In calo marmo, ortofrutta, calzature e mobili.

Verona: l’export, nel primo semestre 2019

 

Provincia di Verona. Esportazioni principali prodotti periodo gennaio-giugno 2018 e 2019 (valori in Euro)

Prodotti

I sem. 2018

I sem. 2019

Var.%

Peso %

Macchinari

1.153.689.296

1.131.969.355

-1,9

19,5

Alimentari

692.744.730

813.915.272

17,5

14,0

Tessile/Abbigliamento

496.524.976

549.039.543

10,6

9,4

Bevande

456.555.363

500.229.574

9,6

8,6

Ortofrutta

323.677.649

279.675.425

-13,6

4,8

Calzature

195.883.821

183.836.055

-6,2

3,2

Marmo

180.402.849

174.570.695

-3,2

3,0

Termomeccanica

74.973.112

74.317.080

-0,9

1,3

Mobili

51.817.408

44.436.693

-14,2

0,8

Altri prodotti

1.973.707.633

2.067.586.635

4,8

35,5

Totale export

5.599.976.837

5.819.576.327

3,9

100,0

Fonte: Ufficio Studi e statistica, Camera di Commercio di Verona, dati in euro al 30/06/2019.



L’Export veronese, secondo rilevamenti della Camera di Commercio scaligera, cresce del 3,9% su base annuale, nel primo semestre 2019, arrivando a 5,8 miliardi di euro, più della media veneta, dell 1,8%, e di quella italiana, del 2,7%. Continua la crescita, a due cifre, del tessile/abbigliamento, seguita da una robusta ripresa dell’agroalimentare, ortofrutta a parte, la quale continua a perdere di competitività. In calo importante sono anche marmo, calzature e mobili, mentre meccanica e termomeccanica rimangono al palo.

Il modesto calo della meccanica non preoccupa – afferma Giuseppe Riello, presidente della Camera di Commercio di Verona - poiché il comparto si rivolge, prevalentemente, ai mercati europei, nei confronti dei quali abbiamo recuperato le posizioni, perse nei mesi precedenti. I primi sei mercati di destinazioni, Stati Uniti inclusi, sono tutti in forte crescita e quotano il 50% del totale delle esportazioni scaligere. Diversa è la situazione dell’ortofrutta, che registra, da ormai due anni, un continuo ridimensionamento del valore esportato. E’ in atto un pesante ridimensionamento, dovuto a più fattori: la guerra dei dazi con la Russia è stato solo l’inizio di un periodo nero, funestato, da un calo dei prezzi al consumo e quindi anche all’export, dalla sempre maggiore concorrenza straniera e dalle malattie e invasioni di insetti, pesantemente nocivi per le coltivazioni. E’, poi, probabilmente necessaria, una revisione dei mercati di sbocco, essendo quelli tradizionali europei, ormai, controllati dai paesi dell’Est Europa”. Il marmo perde un 3,2%, rispetto al primo semestre 2018, ma, questo dato si aggiunge alla perdita del 10%, realizzata lo scorso anno. “Un andamento a macchia di leopardo dell’export - riflette Riello - sia analizzando i settori principali, che i primi venti mercati di destinazione, riflette una congiuntura economica e politica incerta e caotica. Nel Regno Unito i prodotti veronesi volano, ma sappiamo tutti che si tratta di un accumulo di scorte, in vista della Brexit. La guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina penalizza le piccole imprese. Anche la Russia sta divenendo paese per pochi, o per altri”.


Verona, i primi 20 mercati dell'export nel I semestre 2019

 

PAESE

I semestre 2019

var. %

1

Germania

1.004.454.886

7,8

2

Francia

585.285.220

12,4

3

Regno Unito

371.988.189

14,7

4

Stati Uniti

371.691.676

16,0

5

Spagna

332.668.222

3,0

6

Austria

219.280.275

9,9

7

Svizzera

188.012.385

-1,0

8

Polonia

146.482.845

-20,6

9

Belgio

142.155.310

-4,5

10

Paesi Bassi

131.448.836

6,4

11

Russia

121.544.010

-14,4

12

Repubblica ceca

103.378.974

4,9

13

Croazia

101.058.286

0,5

14

Cina

98.432.328

-11,4

15

Romania

91.854.555

-6,8

16

Svezia

90.047.421

6,5

17

Canada

85.522.266

1,7

18

Portogallo

75.598.106

13,5

19

Bosnia-Erzegovina

67.101.353

6,8

20

Slovenia

66.365.577

-13,7

Fonte: ufficio studi e statistica, Camera di Commercio di Verona, dati in euro al 30/06/2019


Importanti i dati, di cui sopra, i quali vanno bene esaminati, e tenuti in considerazione, sia, per avere una visione completa del nostro export, base principale, per la creazione di valore aggiunto e di buon andamento, quindi, della nostra economia, che significano, al tempo, ricchezza e benessere sociale, sia per ricorrere a provvedimenti, che, valutate le possibilità e le esigenze dei vari mercati esteri, contribuiscano a migliorare le opportunità di esportazione, escludendo la Russia, ovviamente, che costituisce un assunto, notoriamente, a parte e che ci auguriamo possa risolversi al più presto. Quanto all’agroalimentare, va aiutata radicalmente la nostra agricoltura, che deve confrontarsi, appunto, con il concorrente Est europeo.

Pierantonio Braggio

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