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ECONOMIA VERONESE | 14 settembre 2019, 18:00

Le clausole di salvaguardia: bufale e realtà!

Fare investimenti in cultura e infrastrutture controllati, eliminare il fiscal compact, nel quadro dell'autonomia differenziata.

Le clausole di salvaguardia: bufale e realtà!

Alcuni anni fa,  per pararsi la faccia con la Commissione Europea, furono  create le clausole di salvaguardia. Gli allora premier e tutti i seguenti, hanno creato impegni finanziari oltre il dichiarato. Non solo hanno fatto deficit, ma avendo proposto manovre poco credibili,  ci hanno ulteriormente indebitati virtualmente,  impegnandosi  con  la Commissione Europea ad applicare le cosiddette clausole di salvaguardia nel caso che la manovra proposta non avesse prodotto il deficit sperato. Ci siamo impegnati a rimanere entro le regole europee o  scatta, per legge,  l'aumento IVA. E questo è un debito potenziale. Ricordo che gli europei  spillano soldi dall'Italia più di quanti in teoria ne ritornino ( noi ne impieghiamo solo parte per incompetenze nostre), eppure temono che gli italiani furbetti, azzardino sui dati come fece la Grecia di qualche anno fa.  L'Iva  in più graverebbe sui consumi  con "scontrino".  Da mesi i politici nostrani danno seguito, in questi giorni ad appelli, notizie, proclami su questo aumento IVA che tra l'opinione pubblica viene visto  venduto come  un guaio. A ben guardare questa è un notizia parziale. Non  è vero che l'aumento creerebbe un disastro, forse è la soluzione  migliore se venissero rispettate regole normali.Ivece, non aumentare l'Iva,  come molti  dicono, significa trovare   30mld di euro tra la spesa pubblica e questo provoca senz'altro disastri. Oppure si parla di recuperarli dall'evasione, dal taglio delle spese improduttive, dalla vendita di cespiti dello Stato....., tutti refrain oramai stancanti e poco credibili! La realtà è che la manovra si fa o con entrate (da debito e tasse)   o con tagli. Scuola? Sanità? Pensioni? Questo di solito il bacino di  intervento degli ultimi anni. Secondo  noi che scriviamo, invece, serietà vorrebbe che si applicassero  questi aumenti IVA, senza toccare altre  entrate,   per non andare a comprimere ancora i servizi sociali. La manovra di bilancio con i soldi liberati, assieme ad uno sfondamento  straordinario significativo del tetto del 3%,  dovrebbe servire ad impiegare le risorse così ottenute in investimenti infrastrutturali e culturali. Questo farebbe  la differenza. Ma  ci vorrebbe un De Gasperi  a gestire questi soldi. Persone serie potrebbero dire: cara Europa, ti interessa  che l'economia italiana riparta o volete spolparla lentamente e creare situazioni sociali  insostenibili?  I cari Paesi europei vogliono che l'Italia sia un contributore netto, ed allora non pensino al pur elevato debito pubblico ( circa 2500mld, contro 9000mld di ricchezza venale del Paese, a parte il resto). L'Europa dovrebbe autorizzare e legittimare  una spesa straordinaria, ed invece che imporre clausole di salvaguardia (criteri  economico-giuridici anacronistici non validi  per il merito creditizio),  dovrebbe  imporre  il controllo della spesa sugli   investimenti e su chi prende i soldi. 
La regola da imporre è : “Se non investite nei tempi e nei  modi che avete promesso e che con voi riteniamo seri,  l'Europa vi commissaria  e vi  manda ad elezioni".  Così successe in Grecia, ma nel nostro caso non per deficit eccessivo, ma per manifesta incapacità. A questo dovrebbe seguire l'eliminazione della clausola del  fiscal compact o “patto di  bilancio” in Costituzione, abominio  politico per uno Stato sovrano.  Ovviamente,  poi , dovrebbero seguire le altre riforme molte delle quali  a costo zero. Tutto ciò avrebbe ripercussioni immediate sul PIL. La ripresa   aumenterebbe significativamente e porterebbe un ristorno  del debito, alla diminuzione  delle tasse che in Italia sono  insopportabili e alla ripartenza economica   finchè siamo ancora  un Paese  industriale e innovativo su  molti fronti.  Un conto è il controllo su come si  spendono i soldi delle partite in conto capitale, un conto è impedire lo sviluppo del Paese.  Al di là delle politiche  di  parte corrente,  tutti sono concordi sul fare gli investimenti, ma  senza  adottare modelli di efficienza e di controllo,  ritorneremo ai tempi della Cassa del Mezzogiorno. Ed i modelli da prendere inconsiderazione quali sono? Qui va  introdotto  il concetto di autonomia differenziata costituzionale. Chi  è bravo  con 100 fa,  chi non  è bravo,  con  1000  riesce ad essere inconcludente. Quindi i soldi non bastano, servono efficacia ed efficienza di spesa, altrimenti si scialacqua. Avanti dunque con i  modelli di efficienza e di controllo  da adottare. In Italia, ci sono  e sono  quelli delle Regioni  che rivendicano l'autonomia differenziata; non per dividere il Paese, ma per smascherare gli inefficienti, i corrotti ed il malaffare. Con la sola  maggior autonomia avremmo attenuato i nostri  guai in passato, perchè questo asset avrebbe  creato delle  paratie regionali  stagne contro  la crisi del 2008, di cui siamo stati inondati dalla cara Europa, e dal resto del mondo, senza saperla contenere.

Prof. Maurizio ZUMERLE

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