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ECONOMIA VERONESE | 13 settembre 2019, 14:42

Cimice, la protesta dal prefetto: “A Verona 80 milioni di danni”.

Confagricoltura, Cia e Agri Veneto hanno chiesto più risorse e l’utilizzo di insetti antagonisti

Cimice, la protesta dal prefetto: “A Verona 80 milioni di danni”.

Verona, 13 settembre 2019 – A Verona si stimano 80 milioni di euro di danni a causa della cimice asiatica. Sono le cifre contenute nel documento consegnato stamattina al prefetto di Verona, Donato Giovanni Cafagna. dai rappresentanti di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura e Agri Veneto, che, in concomitanza con gli agricoltori emiliani e friulani, hanno voluto manifestare il grave problema della cimice asiatica che sta mettendo in pericolo la frutticoltura del Veneto e del Paese.

 

Il prefetto ha fatto molte domande per capire la gravità del fenomeno: ha chiesto da quanto tempo c’è la cimice sul territorio, l’entità dei danni per la frutticoltura e le altre colture, e quali sono gli strumenti messi in campo per la difesa degli agricoltori. Il presidente di Confagricoltura Verona, Paolo Ferrarese e il vicedirettore Dino Boni; il presidente di Cia Veneto, Gianmichele Passarini e di Agri Veneto, Renzo Aldegheri, hanno spiegato che i danni principali sono a carico dei frutteti e dei vivai e che il danno riguarda dal 40% al 100% della produzione.

 

“Dal 2012 i danni economici sono in costante aumento, dovuti sia alla rapida espansione della cimice asiatica, sia alla mancanza di una strategia di azione nazionale e regionale per contrastarne la diffusione e salvaguardare le colture”, hanno sottolineato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. “Purtroppo il caso della cimice asiatica è solo l’esempio più recente di parassiti alieni che, a causa della mancanza di un pronto intervento e di una rapida linea di azione con programmi e piani sia a livello legislativo che pratico, devastano intere colture continuando a produrre danni economici, dove una perdita di tempo nella repentina risposta al problema si traduce in una perdita economica delle aziende prima e dei fondi pubblici poi”.

 

Il documento consegnato al prefetto contiene anche i dati estratti dal report annuale di Veneto Agricoltura sull’andamento del settore agroalimentare veneto nel 2018, nel quale si stima un danno per le principali colture colpite (melo, pero, pesco e nettarine, actinidia) superiore al 40% per un importo stimato superiore a 80 milioni di euro. Gli ettari colpiti in Veneto sono così ripartiti:

 

Coltura

Superficie Veneto 2018 in produzione

(ha)

Superficie provincia di Verona 2018

(ha)

Melo

5.840

4.550

Pero

2.950

1.390

Pesco e nettarine

2.000

1.700

Actinidia

3.350

2.620

Totale

14.140

10.260

Considerando la continua espansione e diffusione della cimice asiatica, i danni alle colture previsti per la campagna in corso e le prossime saranno inevitabilmente superiori. In aggiunta si deve considerare che attualmente il danno da cimice asiatica non è assicurabile. I rappresentanti del mondo agricolo chiedono di attuare la lotta biologica con l’utilizzo di insetti antagonisti, vale a dire il parassitoide autoctono Anastatus bifasciatus unitamente a un rilascio massivo del parassitoide naturale Trissolcus japonicus (vespa samurai). Nel breve periodo vanno messi in campo, invece, interventi come la definizione dello stato di calamità naturale, misure di indennizzo alle aziende agricole, misure di finanziamento per l’installazione di reti antinsetto, monitoraggio, comunicazione e assistenza agricola.

La protesta non si ferma. Martedì 17 settembre alle 18, a Badia Polesine (Rovigo), centinaia di agricoltori di Confagricoltura provenienti da tutto il Veneto manifesteranno davanti al teatro Balzan, insieme ai dirigenti nazionali e regionali di Confagricoltura. Hanno confermato la loro presenza Giuseppe Pan, assessore regionale all’agricoltura; Cristiano Corazzari, assessore regionale al territorio, cultura e sicurezza; Sergio Berlato, presidente della III commissione regionale; Graziano Azzalin, vicepresidente della III commissione regionale; i deputati Antonietta Giacometti, vicesindaco di Badia Polesine e Roberto Caon, componente della commissione Agricoltura della Camera; i senatori Roberta Toffanin, membro della commissione parlamentare per le questioni regionali e Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura e produzione agroalimentare.

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