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ESPRIME CULTURA | 09 settembre 2019, 10:33

Chiusa la stagione areniana 2019: bilanci e prospettive

Aida di Giuseppe Verdi in Arena ha fatto calare il sipario sul 97° festival lirico ieri sera.

Chiusa la stagione areniana 2019: bilanci e prospettive

È l’opera di Giuseppe Verdi, come da tradizione, a coronare e salutare la stagione: la regina dell’Arena va in scena diretta per una sera d’eccezione dal maestro valenciano Jordi Bernàcer. Lo spettacolo ormai classico del grande regista italiano Gianfranco de Bosio è una dichiarazione d’amore all’Arena di Verona, di cui valorizza la magia e l’unicità degli spazi ripercorrendo le scelte della prima Aida del 1913. Una stagione, tutto sommato, senza fuochi d’artificio, e ne sono testimoni i molti posti vuoti che hanno regalato uno spettacolo abbastanza monotono al pubblico areniano. Termina quindi così, nel più classico e nostalgico dei modi questo festival, che ha già nel frattempo presentato il cartellone del prossimo anno. Accanto ai soliti (ormai sono scelte più commerciali che musicali) titoli di Aida, Nabucco, Turandot e Traviata, spicca una novità: andrà in scena, infatti, Cavalleria Rusticana di Mascagni e Pagliacci di Leoncavallo. Un barlume di innovazione all’interno di un festival che, oramai, sembra vivere di passati e dolci ricordi e che non è più capace di stare al passo, in qualità di varietà dell’offerta, con le altre principali Fondazioni italiane. Per il momento attendiamo con curiosità un’iniziativa in programma nel prossimo futuro: parlo della rassegna operistica “Viaggio in Italia nel tempo e negli stili”.

m° F. Avesani

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