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ECONOMIA VERONESE | 04 settembre 2019, 23:15

Per l’internazionale “Weinwirtschaft”, o Economia vinicola, la Cantina Valpolicella Negrar è in vetta, alla Top 20. La Rivista giudica anche i vini delle cantine cooperative.

Nuova, ripetuta vittoria, in Germania, di Cantina Valpolicella Negrar. I vini della Cooperativa sono al Top 20, come stabilito dalla nota ed internazionale Rivista “Weinwirtschaft”, che, guarda caso, ha la sua sede, nella città di Neustadt sulla Strada del Vino ed è attiva nel settore vitivinicolo, dal lontano 1929…

Per l’internazionale “Weinwirtschaft”, o Economia vinicola, la Cantina Valpolicella Negrar è in vetta, alla Top 20.          La Rivista giudica anche i vini delle cantine cooperative.

Le Cantine concorrenti devono proporre vini di qualità, in tutte le categorie, dal vino più popolare e diffuso, sino ai crus e alle specialità. Se due vini “quotidiani” raggiungono determinati parametri di qualità, si passa a valutare gli altri, altrimenti si è fuori competizione. Cantina Valpolicella Negrar aveva partecipato con: Valpolicella Classico (categoria gdo), Valpolicella Superiore Domìni Veneti, Ripasso La Casetta Domìni Veneti (categoria bestseller), Amarone Mater e Amarone Jago Domini Veneti (migliori espressioni di selezione), e Recioto Amando Domìni Veneti (specialità rispecchiante tradizione e territorio), ottenendo un punteggio medio di 89,2 punti, dei quali, 91, assegnati all'Amarone Jago, e 89, al Recioto Amando, all'Amarone Mater e al Ripasso La Casetta. Garanzia di massima serietà, dunque, nella valutazione dei vini presentati.
Siamo fra le cooperative più antiche di Verona, ma, anche una delle più moderne, perché 86 anni di attività non sono trascorsi invano: oggi rappresentiamo, infatti, un felice esempio di filiera corta, in connessione diretta, con il consumatore, siamo in grado di seguire l'evoluzione del mercato, nonché di competere, a livello mondiale, nel settore dei vini di lusso, quale è quello dell'Amarone, che è vino molto complesso, che oggi deve essere fedele alla tradizione, ma, anche più facile da bere. Senza dimenticare, che gli effetti benefici della nostra attività ricadono sul territorio e non inseguono valori fondati, sul profitto personale", afferma Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, una volta a conoscenza del riconoscimento, assegnato dalla Rivista specializzata tedesca. Che Cantina Valpolicella Negrar, quindi, sia giudicata modello di cooperazione, e, quindi, sia da considerarsi come tale, è confermato anche dai numerosi inviti di condivisione del proprio "saper fare". Ha partecipato, infatti, a "Stelle della cooperazione, stelle di successo", organizzato, lo scorso giugno, in Abruzzo, da Cantina Frentana, cooperativa vitivinicola di Chieti, facente parte della rete “The Wine Net”, di cui, Cantina Valpolicella Negrar è stata promotrice, e che ha visto, tra gli ospiti d'onore, il direttore ed enologo Daniele Accordini. Il quale, invitato a esprimere la sua opinione sul presente e sul futuro della cooperazione vitivinicola, ha ricordato, come non si debbano considerare competitori le cantine vicine, bensì i francesi, i sudafricani, gli australiani, che sono già presenti e aggressivi, nei nuovi mercati”, aggiungendo, con riferimento alla figura dei viticoltori, che conferiscono le loro uve alle cantine cooperative, che "Il socio cooperatore è imprenditore due volte, prima, nella sua vigna, producendo ottime uve, poi, in cantina, che è sempre casa sua". Non vi è dubbio che il cooperativismo sia la forma migliore di lavoro, perché permette di condividere idee, ricerche, concretizzazioni, introduzione d’innovazioni, e di creare, al tempo, risparmi, in ogni iniziativa, per esempio, anche pubblicitaria o di commercializzazione, quindi, che si riflettono positivamente, sul buon andamento produttivo e in fatto di utile. Tutto, nel caso in esame, creando occupazione locale e valorizzando il territorio, reso paesaggio dalla feconda mano del viticoltore.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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