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ECONOMIA VERONESE | 27 agosto 2019, 17:27

Dove esportare? I veneti fanno così:

Pubblicato il rapporto SACE SIMEST che indica quali sono le principali linee di esportazione delle imprese venete. Nel 2018 sono 63 i mld di merci e servizi destinati all'estero, pari al 13,7% di tutte le esportazioni italiche. L’export veneto traccia la rotta: su quali paesi e settori possono puntare le imprese? A seguire trovere dati interessanti su dove investire e quali prodotti esportano el imprese venete, terza regione dopo Lombardia e Emilia Romagna per volumi

Dove esportare? I veneti fanno così:

Riportiamo il comunicato ricco di  interessanti spunti.

 

 Le tensioni geopolitiche in diversi paesi emergenti e l’escalation protezionistica, i cui effetti si stanno rapidamente acuendo, oltrepassando il perimetro della contesa sino-americana, condizionano gli scenari del commercio internazionale. In un mondo più incerto, su quali Paesi e settori possono puntare le aziende venete per continuare a cogliere le opportunità offerte dai mercati internazionali?
“Export Karma”, l’ultimo Rapporto Export a cura del Polo SACE SIMEST delinea, nonostante la presenza di diverse complessità, un quadro positivo per l’export italiano e delle sue regioni.
SACE SIMEST è presente in Veneto con gli uffici di Venezia e Verona, grazie ai quali nel corso del 2018 ha mobilitato risorse per oltre 1,6 miliardi di euro a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione di quasi 3.300 aziende. Il Veneto anche nel 2019 resta sul podio dell’export italiano segnando un +1,4% nel primo trimestre e restando al terzo posto dopo Lombardia ed Emilia Romagna.
Di seguito un focus sull’export della regione e una sintesi dei principali risultati pubblicati nel Rapporto Export 2019 di SACE.
 
Rapporto Export SACE 2019 | Settori e mercati di opportunità per l’export veneto
Dopo l’ottima performance del 2017, l’export territoriale ha continuato ad avanzare anche nel 2018 e nel 2019. Il Veneto, regione di vitale importanza per le esportazioni del tessuto imprenditoriale del Made in Italy, ha registrato un aumento dell’1,4% nel primo trimestre del 2019 e del 2,8% nel 2018 rispetto all’anno precedente, restando così sul podio nazionale per esportazioni.
Infatti la regione, terza dopo Lombardia ed Emilia Romagna a livello nazionale con più di 63 miliardi di euro di beni venduti nel 2018, rappresenta il 13,7% del totale dell’export italiano.  
Oltretutto questo territorio ha ancora davanti a sé un ampio potenziale di crescita grazie al ruolo trainante di alcuni settori, che da soli rappresentano il 70% del Made in Veneto: meccanica strumentale (12,8 mld di euro, +6% nel 2018 rispetto al 2017), tessile e abbigliamento (10,5 mld di euro, +1,5%), altra manifattura (8,6 mld di euro, +0,4%), prodotti in metallo (6,4 mld di euro, +4,1%) e alimentari e bevande (5,8 mld di euro, +1,9%).  
SACE SIMEST ha individuato le geografie più promettenti per ciascun settore di traino dell’export regionale. Per la meccanica strumentale grandi opportunità sono emerse in Polonia, dove l’export veneto è cresciuto del 12,3% rispetto al 2017; ma anche in India, Paese in forte sviluppo che necessita di nuovi macchinari (+21,1%). Per quanto riguarda il settore dei prodotti in metallo sono due i mercati interessanti: la Romania (+2,2%) e Messico (+30,8%). Infine per quanto riguarda il tessile e l’abbigliamento la Russia è cresciuta dell’1,2% e la Tunisia del 7,6%.
Infine, le 5 destinazioni nelle quali l’export veneto ha generato più valore sono: Germania con 8,3 mld di euro (+2%), Francia con 6,5 mld di euro (+7,6%), Stati Uniti con 5,2 mld di euro (+4,5%), Regno Unito con 3,6 mld di euro (+2%), Spagna con 3,1 mld di euro (+7,6%) e Svizzera con 2,2 mld di euro (+3,5%).  
“Export Karma” | Le previsioni dell’export italiano per il 2019-2022
Quello delineato nel Rapporto Export 2019 di SACE SIMEST è un quadro di opportunità per le imprese italiane. Nonostante le incertezze e il clima di tensione geopolitica, nei prossimi anni l’export italiano continuerà infatti ad avanzare (+3,4 % nel 2019 e +4,3 % nel 2020-2022) sfiorando i 500 miliardi di euro già nel 2020 e superando i 540 miliardi nel 2022.  
Lo Studio, che include le previsioni 2019-2022 sull’andamento delle esportazioni italiane per Paesi e settori e fornisce approfondimenti sui fenomeni globali a maggiore impatto, prospetta un quadro di moderato ottimismo per le nostre imprese esportatrici. Da qui il titolo del Rapporto, un invito a puntare ancora sulla qualità del Made in Italy cercando di raccogliere tutti i frutti di quanto seminato.
Il rapporto contiene anche una mappatura delle geografie a più alto potenziale per esportazioni e investimenti italiani nel medio-lungo termine: 15 Paesi prioritari (Arabia Saudita, Brasile, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Kenya, Messico, Perù, Qatar, Repubblica Ceca, Russia, Stati Uniti, Sudafrica e Vietnam) che da soli hanno intercettato 108 miliardi di euro di vendite nel 2018, un quarto del totale, e 5 nuove promesse (Turchia, Senegal, Colombia, Filippine e Marocco), mercati emergenti sui quali le imprese italiane potranno puntare per allargare il ventaglio di opportunità . Nel Rapporto Export 2019 SACE SIMEST ha dedicato un focus specifico a tre di queste geografie: Brasile, Emirati Arabi Uniti e India, nelle quali, a fronte di una penetrazione ancora limitata del Made in Italy, le previsioni del Polo evidenziano un forte potenziale di crescita.
Leggi il Rapporto Export 2019 completo >>  
 
SACE SIMEST, il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo CDP, valorizza l’eccellenza delle imprese italiane - soprattutto quelle piccole e medie - nel mondo ed offre un’ampia gamma di strumenti assicurativo-finanziari in grado di soddisfare tutte le esigenze connesse alle attività sui mercati esteri. In particolare, SACE mette a disposizione delle imprese servizi di export credit, assicurazione del credito, protezione degli investimenti esteri, garanzie finanziarie, cauzioni, factoring e recupero crediti. SIMEST (controllata al 76% da SACE e al 24% da primarie banche italiane e associazioni imprenditoriali) affianca le imprese nel loro percorso di internazionalizzazione attraverso finanziamenti a tasso agevolato e partecipazioni al capitale. Con € 114 miliardi di operazioni sostenute, il Polo serve oltre 21mila aziende, soprattutto Pmi, supportando la loro crescita in 198 Paesi.

mz

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