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ATTUALITA' REGIONALE | 19 agosto 2019, 23:31

Autonomia, Zaia difende i principi costituzionali da false accuse

L'ultima polemica inordine di tempo l'ha cercata Fassina che, con il suo fare fintamente dimesso, piazza bordate che politicamente hanno una valenza anche maggiore di quella del giovanetto Di Maio. Stanno alimentando insieme a molti altri per raccattare voti tra gli ignoranti e malpensanti , un falso sentimento anti italico.

Autonomia, Zaia difende  i principi costituzionali da false accuse

Ecco i due interventi di Zaia  nella gioranta di oggi a difesa dell'autonomia richiesta dal Veneto.ZAIA, “FASSINA PARLA DI SECESSIONISMO A VANVERA. SPIEGHI PERCHE’ IL SUD SOFFRE DA DECENNI MA L’AUTONOMIA ANCORA NON C’E’”
 
“Quando parla di autonomia, Fassina sembra un disco rotto. Per parlarne seriamente dovrebbe spiegarci come mai le cose al Sud vanno tanto male da decenni, ma l’autonomia non c’è ancora”.
 
Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, rispondendo alla polemica sui temi dell’autonomia, mossa dall’esponente di Leu, Stefano Fassina.
 
“Invece di parlare a vanvera di secessionismo – aggiunge Zaia – Fassina, memore dei suoi continui richiami alla dignità sociale, dovrebbe provare a darci una spiegazione rispetto al fatto che migliaia di cittadini del Sud sono obbligati a fare le valige per andare a curarsi e che ci sono intere comunità dove si è abdicato al ruolo pubblico della sanità”.
 
“Ce lo deve spiegare, o deve tacere – incalza il Governatore del Veneto – dal momento che, purtroppo aggiungo io, l’autonomia non c’è ancora e quindi si dovrebbe immaginare che i motivi delle difficoltà del sud siano altri”.
 
“La verità – conclude Zaia – è che l’autonomia significa responsabilità degli amministratori e che qui c’è qualcuno che vuole legittimare la mala gestio”.

E ancora prima in  mattinata Zaia rilasciava il seguente comunicato stampa:“E’ ora di finirla con la bufala della secessione dei ricchi e dell’Italia di serie A e serie B. In tutti i modelli autonomisti non esiste che si possa nemmeno immaginare che una parte dei un Paese possa andar male in un contesto nazionale. L’Autonomia è responsabilità. Semmai irresponsabile è chi non la vuole. La proposta di autonomia, partita da tre Regioni, ma estendibile a tutte le altre che volessero raccogliere la sfida della responsabilità e dell’efficienza, è la medicina per i mali del sud, non ne è la causa”.
 
Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commentando l’intervento tenuto oggi al Meeting di Rimini dal Presidente di Svimez, Adriano Giannola.
 
“Così come stanno le cose – incalza Zaia – ogni anno in questo paese ci sono 30 miliardi di sprechi, (dati ufficiali, non di partito) che non vanno certo a beneficio delle popolazioni del Sud, ma sempre nella direzione dei soliti noti.  Tanti cittadini del Sud hanno fatto sapere in tanti modi di volere questa svolta e hanno già mangiato la foglia dei luoghi comuni come l’Italia di serie A e B, il Nord egoista nemico del Sud, lo sgretolamento dell’unità nazionale. La gente ha capito. Il popolo del Sud ha una straordinaria opportunità, quella di poter controllare i suoi amministratori”.
 
“L’Autonomia – aggiunge Zaia – aiuterà prima di tutto a riallineare la qualità dei servizi, perché è scandaloso, immorale, che migliaia di meridionali debbano emigrare per curarsi. E non è vero che il Sud abbia avuto meno trasferimenti o meno opportunità. E’ vero invece che qualcuno ha gestito male le risorse, a cominciare da quelle per la sanità”.
 
“Se tanti soloni avessero letto la nostra proposta di autonomia – aggiunge il Governatore del Veneto – saprebbero con certezza che non c’è traccia di egoismo e che, al contrario, sono previste solidarietà e sussidiarietà. Chi non vuole l’autonomia – aggiunge – vuole lasciare l’Italia e le sue Regioni nel medioevo. Autonomia significa invece attivare un nuovo rinascimento, puntare dritto alla modernità. Non siamo irresponsabili, irresponsabili sono coloro che non la vogliono”.
 
 
“Assicuro inoltre il Presidente dello Svimez – aggiunge Zaia -  che sull’autonomia abbiamo le idee chiarissime. Per capirle basterebbe leggere le montagne di documenti che sono stati prodotti, non da una segretaria di partito, come velatamente si vorrebbe insinuare, ma da un team di esperti giuristi, costituzionalisti, economisti, tributaristi, che hanno tradotto in una proposta organica il messaggio inviato a tutta Italia da milioni di veneti e lombardi che hanno votato il referendum”.
 
“Caro Giannola – prosegue Zaia – non rivogliamo i nostro soldi, come Lei superficialmente afferma, ma vogliamo che tutti abbiano ciò che a loro serve, gestito in maniera corretta, senza sprechi e ruberie”.
 
“Quando Giannola afferma tra l’altro che ‘il Nord da solo puo' ambire al massimo a fare il terzista di lusso alla Germania’ – conclude Zaia – rivolge una pesante offesa a migliaia e migliaia di imprenditori, alle nostre seicentomila partite Iva, che ogni giorno aprono le saracinesche delle loro aziende, e non convegni in giro per l’Italia”.

 

em. zum

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