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ECONOMIA VERONESE | 16 agosto 2019, 18:04

Gestione patrimoniale: funzionamento, costi, vantaggi e svantaggi

Per una valutazione delle possibilità di investimento occorre che i nostri lettori valutino tra le altre la gestione patrimoniale.La gestione patrimoniale, che in Italia è molto richiesta dalle persone over 55, è una delega scritta con cui un soggetto, il quale in genere è quasi sempre un investitore alle prime armi o che non ha tempo di occuparsene in prima persona, affida ad un team di professionisti il compito di investire il suo patrimonio personale.

Gestione patrimoniale: funzionamento, costi, vantaggi e svantaggi

La gestione patrimoniale, oltre ad essere fiscalmente efficiente, è molto flessibile, in quanto non presenta limiti temporali di alcun tipo, permette di risparmiare fino al 50% sui costi di gestione e di rimanere anche sempre aggiornati su quello che accade al proprio capitale, perché gli esperti sono tenuti ad informare l'investitore su tutte le decisioni prese ed eseguite.
Sottoscrivere una gestione patrimoniale significa affidarsi ad esperti che si prendono cura del capitale da investire, oltre a rispettare i livelli di rischio stabiliti dall'investitore e tutti gli adempimenti fiscali.
Come funziona la gestione patrimoniale
Come funziona però nei fatti la gestione patrimoniale? Innanzitutto, l'investitore, dopo aver scelto il broker con cui effettuare i suoi investimenti, dovrà consultarsi con gli esperti per capire quali sono gli obiettivi e se desidera una crescita veloce e breve del capitale o, al contrario, più lenta, ma costante nel tempo. Fatto questo, i professionisti stabiliscono un portafoglio di investimento con il soggetto e iniziano ad investire al suo posto. Alcuni broker, oltre ad affiancargli un team di esperti, offrono anche al soggetto l'opportunità di avere un personal advisor, che si occupa di consigliarlo e di dargli suggerimenti preziosi in merito alla composizione del suo portafoglio.
Gestione patrimoniale: Quanto costa?
La gestione patrimoniale, indipendentemente dal broker che si sceglie, in genere ha costi molto elevati e anche molto variabili, pertanto è impossibile stabilire con certezza, a meno che non si richieda un preventivo all'azienda che eroga il servizio, il prezzo nella fase iniziale. Oltre al pagamento di un tot per i costi fissi, spesso la gestione patrimoniale richiede anche una commissione per la gestione annua, una commissione per la performance e una commissione per le uscite. Per quanto riguarda l'importo dell'investimento minimo, anche in questo caso spesso si parla di cifre molto alte: anche se, soprattutto negli ultimi anni, sempre più banche hanno cominciato ad offrire la possibilità di averne una con un investimento di appena 10.000 euro, o anche 30.000, una gestione patrimoniale richiede il deposito di un capitale iniziale che va dai 50.000 ai 100.000 euro, fino ad arrivare a toccare la soglia record dei 500.000 per i grandi patrimoni.
Gestionale Patrimoniale: quali sono i vantaggi?
La gestione patrimoniale è forse l'unico modo, nonché quello più significativo, per gestire in modo attivo il proprio patrimonio e far fruttare i propri investimenti. Gli investimenti vengono pianificati da un team di esperti, quindi ci saranno meno probabilità di incorrere in perdite o di fare scelte sbagliate. Gli investimenti sono diversificati.
Gestione patrimoniale: quali sono gli svantaggi?
La commissione per la gestione annua, come pure quella delle performance, sono soggette all'IVA, quindi l'investitore dovrà pagarla. E da questo purtroppo non ci sono scappatoie.
La gestione patrimoniale, al contrario degli altri strumenti finanziari, presenta una scarsa versatilità nel caso della gestione dei prodotti derivati.(I.P.)

Antonello Di M.

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