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ECONOMIA VERONESE | 13 agosto 2019, 22:38

Le clausole di salvaguardia: bufale e realtà!

Alcuni governi or sono per pararsi la faccia ed il resto con la Commissione Europea ha indebitato gli italiano oltre il debito pubblico, non solo hanno fatto deficit, entro il 3%, ma si sono indebitati con gli europei impegnandosi ad applicare le cosiddette clausole di salvaguardia nel caso la manovra proposta agli italiani non avesse prodotto il deficit sperato.

Le clausole di salvaguardia: bufale e realtà!

 

Deficit più debito più clausole di salvaguardia, uguale non ci fidiamo. Gli europei  che ci spillano  soldi più di quanto   ne riceviamo  in teoria  temono che gli italiani  facciano i furbi,   azzardino sui dati come fece la Grecia di qualche anno fa, ci trattano da  potenziali imbroglioini e sicuri spendaccioni. Almeno li spendessimo i soldi  europei che ci ritornano!!Ma torniamo a noi: si disse, se non tenete il deficit  entro tot miliardi, voi applicherete l'IVA maggiorata. In tal modo  i consumatori, e non le imprese, pagherebbero il buco di bilancio. Questa la realtà di come ci  hanno combinato i governi precedenti per far credere agli italiani che erano bravi e che sapevano tener a freno le bramosie  Europee, che ripeto, nonostante noi siamo largamente  contributori netti, ci considerano  polli da spennare.   Ora le bufale-notizie che  molti  sprovveduti   e politici  navigati spargono a larghe mani: guai a voi governanti se non  farete bene i conti  che in tal caso si abbatteranno sugli  italioti  decine di miliardi di IVA, con le conseguenze  più spaventose. Ecco  qui  quando si lasciano ad intendere  i disastri cominciano le bufale.Sarà vero o sarà  opportuno? Qualche ministrro dell'ìEconoia  flebilmente azzardava  l'ipotesi  di applicare la maggiorazione IVA  ma senza lasciare iltempo di spiegare i cacciatori di voti di scambio  li zittivano subito. Ma ragazzi, sveglia! Se bisogna recuperare 30mld di  euro è evidente che da qualche parte si devono prendere. Ora lasciando perdere proclami come il noto  recupero dell'evasione, il taglio delle spese improduttive, la vendita di cespiti dello Stato, ecc, tutti refrain oramai  stancanti, l'unica cosa certa che si prenderannoi soldi  da altre parti.  Dopo  decenni di siffatte dichiarazioni, le bufale,   nemmeno in Europa ci credono più e sono al sicuro con  l'IVA.  Serietà vorrebbe che   si applicassero  e con i soldi liberati, assieme ad uno sfondamento del tetto del 3%, si andasse ad impiegare le risorse così ottenute  in investimenti infrastrutturali e culturali, cose che passati Governi avevano anche timidamente annunciate  ma poi  frettolosamente ritirate. Il  PIL aumenterebbe significativamente e assieme ad altre riforme  strutturali , che non costano, risolverebbero  la situazione. Parlo   della burocrazia di garanzia e  della  giustizia (che non può restare  in mano ai soli  magistrati nonostante  il grande lavorio di molti di loro). Manca il coraggio e la lealtà di dire le cose e poi di farle anche in faccia a  gruppeti di facinorosi  che impediscono  il bene comune per il loro particulare. Un conto  è il  controllo degli atti, un conto è impedire lo  sviluppo  del Paese. Gli errori si  sono sempre fatti e sempre si faranno, ma le cose si possono sempre aggisutare col  buon senso. Tutte le  Autorità di garanzia   che sono stati  create  per difendere diritti anche giusti, sono diventare rendite  di posizione,  some sulla schiena dei pochi  che producono. Se non si prende qualche rischio calcolato si  porterà l'Italia allo sfacelo e le imprese produttive  ad uscire dal nostro territorio lasciando nella penisola italiana  solo quelle relative ai  beni di   consumo ma con  sempre minori mezzi da spendere. Dall'estero  ci hanno scaricato addosso  la crisi  che non siamo  minimamente riusciti a gestire, ora stiamo sperperando anche i beni comuni e storici che  sono  l'ultima vera ricchezza indivisa degli italiani. Solo  le crisi  di Paesi più malconci di noi  ci tengono a galla,  ma anche questo durerà poco, perchè  i ragazzi più laboriosi  se ne vanno all'estero e non solo dal “povero”  sud Italia, ma anche dal “ricco” nord.  E se negli anni 50 e '60  parte della ricchezza italiana  era data dalle rimesse degli emigranti  spero che  non si creda di poter contare  sulla nostalgia di casa per rimpinguare le casse erariali e finanziarie esauste. 

mz

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