ECONOMIA VERONESE | mercoledì 16 ottobre 2019 07:45

ECONOMIA VERONESE | 11 agosto 2019, 07:51

Domenica 11 agosto 2019, nell’Arena di Verona, “Carmina burana” di Carl Orff. Sarà il momento dell’atteso debutto del M° Ezio Bosso, sul più grande e antico palco lirico, all’aperto, del mondo

Protagonisti dell’importante serata saranno, dunque, il Maestro Ezio Bosso, l’Orchestra areniana, le voci del Soprano Ruth Iniesta, del controtenore, Raffaele Pe, e del Baritono Mario Cassi, il Coro, diretto da Vito Lombardi, e il doppio Coro di voci bianche – con oltre 60 bambini – A.d’A.MUS, diretto da Marco Tonini e A.LI.VE diretto da Paolo Facincani. I Carmina Burana, in ventiquattro brani, musicati da Carl Orff, furono presentati, la prima volta, in Arena, nel 2014 e nel 2015 e vi tornano, con l’apporto fondamentale, appunto, del Maestro Ezio Bosso, nell’atteso e lungamente preparato debutto in Arena.

Domenica 11 agosto 2019, nell’Arena di Verona, “Carmina burana” di Carl Orff.                                          Sarà il momento dell’atteso debutto del M° Ezio Bosso, sul più grande e antico palco lirico, all’aperto, del mondo

I “Carmina” , prevalentemente in latino, alcuni in alto tedesco antico ed uno in provenzale, sono tratti da una raccolta di testi poetici medievali dell’XI e XII secolo, essendo stati ritrovati nel monastero bavarese di Benediktbeuern, nei pressi di Bad Tölz, in Baviera, e tramandati da un importante manoscritto, contenuto in un codice miniato del Tredicesimo secolo, il Codex Latinus Monacensis 4550 o Codex Buranus: da qui il termine Carmina Burana, introdotto nel 1847 dallo studioso Johann Andreas Schmeller, in occasione della prima pubblicazione del manoscritto.  Sovrintendente Cecilia Gasdia: «Abbiamo iniziato a pensare al Maestro Bosso già per la scorsa edizione ma problemi di calendario ci hanno impedito di realizzare il progetto. Per l’Arena, il cui Festival è nato nel 1913 e che da sempre ha come obiettivo quello di diffondere la cultura e l’amore per l’opera, è importante proseguire la propria vocazione garantendo la presenza di un indiscusso artista, i cui successi sul podio sono sotto gli occhi di tutti, e che è al contempo un grandissimo divulgatore, capace di ampliare il pubblico della classica in uno dei momenti storici più difficili per essa. E poi vogliamo iniziare a portare nomi nuovi su questo palco, nomi freschi, di appeal internazionale e nazionale, nomi che segnino anche un cambio di passo: l’invito a Bosso fa parte di questo percorso di attenzione al contesto internazionale e italiano. E poi ci piace che Bologna e l’Emilia gli vogliano bene e gli riservino lo stesso affetto che storicamente rivolgono all’Arena di Verona». Il Maestro Ezio Bosso ricorda: «Quando mi ha chiamato la signora Gasdia, per confermarmi questo immenso onore, mi ha detto una frase che racchiude tutto: “Quando ci parliamo noi musicisti, le cose succedono”. Ed è proprio così, e la partitura di Orff ne è un esempio, capace di inventare un suono di una parola antica. Un suono non ancora scoperto, ma che diventa quel suono. Capace di essere inclusivo, didattico, propedeutico di ogni disciplina. E poi Un Inno alla vita in tutte le sue forme. Allo stesso tempo una partitura talmente immediata da restare su quel precipizio del non essere esplorata per troppa bellezza. A questo, mi dedicherò con tutte le mie forze, con tutti i miei compagni di viaggio: a questo rispetto e allo scavare insieme, come in quei canti che da terra, parlando di vita, sapore, amore, fratellanza, portano a toccare il cielo e a guardarlo meglio. Perché l’Arena di Verona non ha paragoni ed è innegabile: è il palcoscenico dei sogni di tutti i direttori e cantanti e musicisti. E a volte dei loro genitori. È il palcoscenico dei sogni di amanti della musica e degli innamorati. Andare all’Arena è un gesto ricco di commozione, che fa la storia di chi c’è potuto essere e non è solo andare a un concerto, se ci pensate. Una responsabilità ancora più evidente per me, anche se la metto sempre in ogni cosa che faccio. E tanti veronesi lo sanno perché lo dissi senza remore nei miei concerti passati, è il sogno della mia mamma (e anche del mio papà). Perché Verona l’ha protetta negli anni della guerra. Quello che dissi fu: “se non ci fosse Verona, non sarei nato”. E l’Arena fu il primo regalo che potei fare insieme a mia sorella ai nostri genitori: farla tornare ad andare all’Arena dove non era potuta andare in quegli anni. E questo credo dica tutto, soprattutto la gratitudine che ci sarà in ogni gesto da direttore – e non solo – che vedrete in quei giorni. Quindi, grazie, ancora, Verona e grazie, signora Gasdia, e grazie, Arena. Perché Verona è l’Arena e l’Arena è Verona. È proprio vero, i musicisti quando fanno tra di loro, esaudiscono desideri senza tempo». Arena romana e veronese, centro mondiale della lirica, più grande teatro, al mondo, all’aperto, che, con la sua immensità, al lume di luna, fa maggiormente apprezzare il vero bello della vera musica. Biglietteria: via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona, tel.: (+39) 045 59.65.17 - fax (+39) 045 801.3287 – email: biglietteria@arenadiverona.it, call center (+39) 045 800.51.51 - www.arena.it.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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