ECONOMIA VERONESE | martedì 20 agosto 2019 23:28

ECONOMIA VERONESE | 11 agosto 2019, 22:25

Al voto si o no?

I partiti stanno legittimamente discutendo cosa fare a crisi aperta, noi diciamo che a forza di impedire al popolo di votare , la certezza immediato è il distacco dalla politica e mentre il rischio più nascosto è quello di indurre nella democrazia pericolose reazioni.

Al voto si o no?

 
Poche le speranze di votare.
La partita non è ancora finita, l'arbitro non ha ancora emesso il triplice fischio di fine legislatura. La repubblica parlamentare di prima categoria  non ha ancora superato i suoi tabù: il voto al popolo ignorante e inetto si dà solo  quando  i politici preparati e responsabili che sanno  quello che il popolo  vuole son pronti. La democrazia  è sempre rappresentata, anceh se Grillo diceva tempo fa di no.  La democrazia diretta del popolo di Grillo, che ha scoperto quanto sia diverso  andare  in piazza e gridare ..vaffa.., e quanto sia più complicato  mandare avanti  con certosina pazienza un Paese, questa volta non si affida alla rete nascosta della piattaforma Rousseau ed ai  suoi  principi. Metà dei principi che erano stati sbandierati prima della campagna elettorale  sono stati  sacrificati , per fortuna, sull'altare della ragion di Stato inun anno diGoverno, l'altra metà viene tradita ora per puro calcolo elettorale dai  servitori del popolo che abbiamo mandato a Roma . E qui , i savi parlamentari  trombati in più e più elezioni, trombati dal popolo bue cornuto e ignorante che non capisce quanto sia bello pagare le tasse, quanto sia bello mantenere una classe di  avventori  da bar di professione, ora potranno   gestire a piacere   quello che  normalmente  è un cambio di potere democratico.  La regola sarebbe che chi  ha perso va a casa. Prova a giocare la partita  chi ha il consenso del popolo. Ma l'arbitro  non ha ancora fischiato, per cui, si dice,   è possibile fare ancora tanto e puntare a ribaltare  anche in zona cesarini il risultato. Ecco allora spuntare  dagli angusti  sepolchi imbiancati,  simulacri di politici che gridano, occorre rinviare il voto, prendere tempo,  fare barriere  contro  coloro che portano allo sfascio. Il popolo sarà con  noi, no,non ora, ma più avanti...   C'è ancora una piccola parte d'Italia che  vive e lavora democraticamente , pochi, sparsi in tutto lo Stivale , peccato che siano invece costoro che intravedono la possibilità di  uscire dal tunnel andando a votare. Nulla di certo, la soma è  pesante ed i  carico  da undici, ma costoro,  credono  di poter cambiare e non credono più nell'attuale parlamento.  Tutti sanno  che in  questi decenni di politica del spartiamoci tutto,  del voto  di scambio legalizzato e non perseguito,  che dietro la facciata dei molti  politici che si prestano a questi domino,  i potenti, nazionali e stranieri,  si tengono le  imprese, le banche ed il potere che conta  si arricciano il pelo  con i soldi  degli imprenditori e della gente che , sarà pure ignorante ma non stupida.  Grillo si richiamano i sacripricipi della carta costituzionale, ovvio, scontato, accettabile, corretto,  ma si interpretano a piacere, si applicano  ad personam, e si sbandierano come vessilli  di parte.   Le crisi ci sono sempre state, economiche e politiche;  specie in democrazia ci si intestardisce  a confronti  pubblici  anche aspri, mai accettati quelli violenti, ma alla fine  il popolo vota, con le sue pecche, le su  miserie, le sue ignoranze, perchè è ilopolo che paga, sempre e comunque tutto, sulle sue spalle, sul lavoro, sui figli . Alla fine quando la gente vuole il cambiamento glielo si deve dare, questa e libertà consapevole partecipata e rispettosa del patto sociale.

mz

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