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ECONOMIA VERONESE | 06 agosto 2019, 23:15

“La sfoglia d’oro”, alla “Sàgra de l’”Ànara Pitànara” e al “Maravilia festival” 2019. Le iscrizioni al Concorso della “sfoglia” sono aperte fino al 9 agosto 2019.

Dieci concorrenti, un unico vincitore: colui, che convincerà il giudice stellato che la sua è la “migliore sfoglia, tirata a mano”. Iscrizioni, gratuite, aperte sino al 9 agosto 2019. “La Sfoglia d’Oro”, è la sfida, a colpi di mattarello, tra cuochi – non professionisti – che, come da tradizione, inaugura la Sàgra de l’Ànara Pitànara e il Maravilia Festival. Lo scontro gastronomico avverrà sul palco, allestito all’interno del parco di Villa Guarienti Baja e andrà in scena mercoledì 4 settembre, a partire dalle 21.

“La sfoglia d’oro”, alla “Sàgra de l’”Ànara Pitànara” e al “Maravilia festival” 2019. Le iscrizioni al Concorso della “sfoglia” sono aperte fino al 9 agosto 2019.

I concorrenti dovranno tirare a mano le migliori “lasagnette”, da abbinare al ragù con l’anatra, partendo da 4 uova e un kg di farina. Giudicherà, in maniera inappellabile, l’ospite d’eccezione e chef stellato Davide Botta. La competizione è aperta a tutti gli appassionati di cucina, dai 18 ai 99 anni di età. Ci si può iscrivere gratuitamente, scaricando il regolamento e l’apposito modulo dal sito www.anarapitanara.it, compilandolo e inviandolo a concorso.lasfogliadoro@gmail.com, entro il 9 agosto 2019. La richiesta d’iscrizione può essere consegnata anche a mano, chiamando, preventivamente il numero 340.2413323. “La sfida per chi sa tirare la miglior sfoglia – spiega Elena Meneghelli, presidente dell’Associazione “La Compagnia de l’Ànara”, che organizza la sagra e il Maravilia Festival – è diventata un evento nell’evento. I partecipanti giungono da tutta la provincia e, quest’anno, c’è chi arriva, per concorrere, perfino da Roma. Le fettuccine, o come diciamo noi, le lasagnette, con il ragù d’anatra, sono il simbolo della nostra manifestazione, ma sono anche il piatto tipico della Bassa Veronese. Ognuno, in casa, le ha mangiate, secondo la ricetta di famiglia, e ognuno le interpreta a modo proprio. Vedremo, quali saranno quelle ritenute migliori”. Ricordiamo benissimo, quando nostra Madre, “la tiràva la sfòia, có’ tanto de méscola”, e come avvenisse, quindi, a sfoglia riposata, il taglio della stessa in “lasàgne” o “paparèle” o in “tóndi”, fàti có’l bicér a róvèrso”, par fàr i capéléti… Era un piacere vedere l’operazione, che sembrava la celebrazione d’una liturgia, che, ora dimenticata, ci riviene felicemente riproposta dalla Compagnia de l’Ànara. Bella iniziativa, che fa conoscere ai giovani, l’essenza d’un indimenticabile passato.

Pierantonio Braggio.

Pierantonio Braggio

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