ECONOMIA VERONESE | martedì 20 agosto 2019 23:33

ECONOMIA VERONESE | 19 luglio 2019, 11:25

XXV San Giò Verona Video Festival 2019. Si terrà dal23 al 27 luglio 2019.

Venticinque anni, un quarto di secolo, un evento per un piccolo Festival internazionale, nato dalle fresche ceneri di un altro festival, segnato subito dalla necessità di comunicare, di usare le immagini in movimento, per cambiare le idee, non per divertire, ma, con grande serietà. Nel 1994, con ‘Le arti al cinema’, al Centro Mazziano, una struttura, capace di orientare l’idea di cinema negli anni ’70 negli ’80 dello scorso secolo, gli ultimi, in cui le sale si riempivano, insieme a Fausto Pavesi, avevamo pensato a quell’idea di cinema, come arte, da indagare e da offrire. Ad aiutarci, era venuto Sirio Luginbühl, artista video, legato all’underground.

XXV San Giò Verona Video Festival 2019. Si terrà dal23 al 27 luglio 2019.

L’idea era piaciuta a Igino Maggiotto, all’epoca assessore alla cultura del Comune di San Giovanni Lupatoto. L’anno dopo, nasceva il San Giò Video Festival. Quattro anni dopo, ritornavamo a Verona, a occuparne le piazze d’estate, per cinque giorni, dal 23 al 27 luglio, le date fisse del Festival. Un festival è tante storie e tante figure, è fatto di immagini e di persone, è fatto di arrivi e partenze, di ricordi e anche di rimpianti, per film non avuti, per i soldi sempre troppo pochi, per gli amici, che se ne sono andati nel tempo dopo essere stati fondamentali per far crescere e vivere la manifestazione come Fausto, Igino, Sirio, insieme a Mario Dell’Argine, a Corso Salani, a Giorgio Trentin e altri ancora, sono loro le stelle, protettrici di questo che è diventato ‘San Giò Verona Video Festival’. Ma non è tempo per festeggiare, e neppure per mettere le pantofole, e ricordare. Dopo aver passato, al chiuso di una sala, la scorsa edizione, problemi di organizzazione logistica e economici ci spingono alla stessa scelta, anche quest’anno, una scelta che rende ancor più selettiva la programmazione: non è la stessa cosa, avere lo spazio all’aperto e al chiuso…, siamo dimezzati.  Nella città di Giulietta e Romeo, un piccolo festival che porta decine e decine di opere, da nazioni di tutto il mondo, non trova luce perché non ha un tappeto rosso, non cerca ospiti da copertina, ma, offre una grande qualità di produzione, e se questo basta a noi, che l’organizziamo, evidentemente non basta a chi, ormai, ha un’idea di cinema legata alle proposte televisive. Così  stiamo affrontando l’Edizione numero 25, con le solite paure e le solite certezze, ma, la qualità dei film arrivati, fino ad oggi, è di gran rilievo e i temi trattati sono un dipinto preciso del mondo, in cui viviamo. Senso di un festival è aprire al pubblico finestre, troppo spesso chiuse, sul mondo in cui viviamo. 13 lungometraggi in competizione, rappresentando otto nazioni, lungometraggi fiction e documentari capaci di emozionare: pensiamo a “Laila at the Bridge” di Elissa Sylvia Mirzaei e Gulistan Mirzaei, storia vera di una sposa bambina nell’Afghanistan di oggi, salutato come un capolavoro all’ultimo festival di Locarno, o al delicato “Be Kind” di Sabrina Paravicini, per non dire del premiatissimo internazionalmente “Fausto”di Andrea Bussmann” o dell’anteprima di “A prescindere”,  che  Francesco Torre ha dedicato a Toto! Proiezioni, tutti i pomeriggi, dalle ore 16, a Santa Maria in Chiavica. 51 i cortometraggi in concorso, in rappresentanza di oltre trenta nazioni, di tutti i Continenti.  Tra questi, opere di giovani studenti e di studentesse delle scuole di cinema, il Festival  ha voluto una pari distribuzione di opere tra registi e registe, e autori e autrici già affermati, con un film già Premio Oscar “Skin” di Guy Nattiv, che passerà la prima sera, in un vero potente confronto di immagini, proprio nella stessa serata, che si aprirà con “The Bird and the Whale” di Carol Freeman, film d’animazione, diventato un cult in tutto il mondo, e si chiuderà con il russo “The Return”, di Mila Komrakova. Per cinque sere, dalle 20.30, la sala di Santa Maria in Chiavica si riempirà di un mondo  storie. La via è aperta. Sarà un grande Festival, anche quest’anno. Viva il Cinema, viva il San Giò Verona Video Festival! L'ingresso alle proiezioni è libero.

Ugo Brusaporco. Sappiamo benissimo, quanto Ugo Brusaporco abbia fatto e faccia per la diffusione della cultura, che si coglie certamente, attraverso il libro e, talvolta, anche con visite in loco, ma, sappiamo anche, che massima importanza, per la creazione di conoscenza, hanno tanto la vecchia pellicola, che il dischetto e il video. Ed è quanto ci ha spiegato nel testo, che precede, Ugo Brusaporco, direttore artistico e organizzatore, assieme al presidente, Michael Benson, del San Giò Verona Video Festival. Il quale merita forte supporto, per i suoi grandi contenuti culturali e per lo stesso flusso turistico, ch’esso apporta, garantendo ulteriore anore e pretigio all’internazionale Verona degli Scaligeri. Ha presentato ufficialmente la XV edizione del Festival 2019 – che è storia, realtà, considerazione, motivo di apprendimento, di riflessione e, appunto, di cultura – l’assessore del Comune di Verona, Filippo Prando, nella magnifica Sala Arazzi del Municipio di Verona.

Pierantonio Braggio


PIerantonio Braggio

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