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ECONOMIA VERONESE | 19 luglio 2019, 11:42

Verona e la nuova filovia.

39 vetture, 4 linee, 24 km di percorso – 8 corsie riservate – dei quali, 17, con alimentazione a filo, e 7, senza filo. Costo: € 143.000.000, di cui, il 63%, finanziati dallo Stato. Alberi: ne cadranno circa 300, ma, saranno subito sostituiti

Verona e la nuova filovia.

Sei i cantieri previsti, che alla fine del lavoro, supereranno una superficie occupata (e, quindi, liberata) di oltre 100 km. Il 18 luglio 2019, s’aprirà il cantiere lungo via Paganella, San Michele, Verona, con durata di 10 giorni. Il 22 luglio, s’inizierà nell’area di via Città di Nîmes e di via Ludovico dal Cero, con le indagini Georadar, aventi lo scopo d’individuare, se vi siano residuati bellici, nel terreno. L’operazione – eseguita nelle ore, dalle 20 alle 6 del mattino – durerà circa 15 notti. Come sopra menzionato il complesso filoviario prevede 39 vetture, quattro linee, 24 km di percorso – 8 corsie riservate, per consentire un movimento spedito, al mezzo pubblico – dei quali 17, con alimentazione a filo, e 7, con alimentazione, sempre elettrica, ma,senza filo; costo € 143.000.000, dei quali il 63% finanziati dallo Stato, che ha considerato la filovia in tema, strategica per Verona. Alberi: Verona gode del verde di 60.000 piante, delle quali 250 cadranno, a seguito dei citati lavori, ma, saranno subito sostituite, con esemplari autoctoni e adatti alla zona (il fatto di avere rimosso diversi esemplari di Pino marittimo (famiglia dei Pinus pinaster) è stata cosa, in qualche modo, positiva, in quanto tale specie, dispone di radici, che si sviluppano piuttosto in superficie, creando danni ai marciapiedi ed alle strade; i Pinus, inoltre, per le radici, appunto, per nulla profonde, risentono più facilmente dell’effetto bandiera, derivante da forti ventate, e sono esposti, quindi, a facili cadute, con possibili danni all’uomo ed alle cose. La rimozione di alberi sarà limitata alla più stretta necessità, per dare spazio a pali o banchine di fermata e sempre con il supporto di esperti forestali ed in base ad una preciso protocollo, stabilito dal settore Giardini del Comune di Verona. Ove possibile, anziché rimuovere un albero, si preferirà un alternativo posizionamento del palo o della banchina. L’occasione permetterà di esaminare tutti gli alberi in questione, per eliminare quelli malati o pericolosi. Non saranno toccati gli alberi di via XXIV Maggio e di via Guido D’Arezzo. Circa la nidificazione di uccelli, fattore che va tenuto nella massima considerazione, AMT si è accertata “di persona”, se sugli alberi abbattuti o da abbattere vi fossero nidi e, per fortuna, non ne sono stati trovati. In tema, è da escludere, nel modo più certo, che vengano danneggiate le rondini, le quali, come è noto, nidificano, solo al riparo di edifici. Quanto ai menzionati e necessari “pali” di sostegno ai fili elettrici, essi sono previsti solo fuori dal centro storico e troveranno spazio nei tratti Ca’ di Còzzi - Piazzale Stefani, e San Michele - via Zeviani, per riprendere la presenza, dalla Stazione di Porta Nuova. I lavori, saranno motivo, pure, per risistemare marciapiedi o strade dissestati. Il tutto – compreso anche un cavidotto – prevede grande attenzione ad impattare il meno possibile sul movimento della cittadinanza e che il nuovo mezzo pubblico sia operativo, dal gennaio 2022. Cura l’imponente impegno AMT Verona, di cui è presidente Francesco Barini.

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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