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ECONOMIA VERONESE | 19 luglio 2019, 11:21

Dati demografici di Verona, al 31 dicembre 2018. Presentati dall’assessore comunale, Francesca Toffoli.

Conoscere i dati demografici della propria città è fattore importante, d’informazione e, al tempo, culturale. Nel nostro caso, anche motivo di riflessione, visto che stiamo assistendo ad una diminuzione del numero dei cittadini e a un pesante crollo delle nascite, che, come è noto, è fenomeno, pericolosissimo, anche a livello nazionale. Scrive, in merito, il Comune di Verona: ”A Verona, il 2018, è stato l’anno con meno nascite di sempre, con soli 1.910 nuovi nati, il 20 per cento in meno, rispetto a 10 anni fa. Costante, invece, il numero dei morti. Un saldo negativo della popolazione, che non conosce stop, nella nostra città, dal 1978, con un’unica eccezione nel 2004, e che ha portato ad un innalzamento dell’età media, che attualmente si aggira, sui 46 anni. A seguire i trends, non solo i veronesi doc, ma anche gli stranieri residenti, nella nostra città, che si sono adeguati a ritmi e stili di vita”.

fonte immagine: L'Arena.it

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Ha esposto, in ogni dettaglio, quanto segue, l’assessore alle Politiche demografiche, Francesca Toffali. “La situazione del ricambio generazionale è preoccupante, se gli andamenti rimanessero uguali a quelli attuali, nel 2049, fra trent’anni: le nascite calerebbero dell’80 per cento e, a Verona, avremmo poco meno di 500 nuovi nati ogni anno -. Ecco perché, nonostante il Comune non abbia gli strumenti normativi, per mettere in atto politiche significative, per una crescita demografica, stiamo studiando agevolazioni e servizi per le famiglie con figli. Da fidelity card e sconti dedicati ai neonati da promuovere, con le farmacie comunali, ad iniziative gratuite, pensate apposta, per famiglie con bambini, come la festa della mamma e l’evento in piazza San Zeno, per l’ultimo dell’anno. Volontà dell’Amministrazione è fare tutto il possibile per supportare i genitori, nei primi anni di vita dei loro bimbi e cercare di controvertire l’andamento generale. Nel 2019, abbiamo inserito a bilancio tre milioni in più, per i servizi sociali, che, visto il continuo aumento di over 70, serviranno a sostenere gli anziani. E se da un lato è positivo che la vita si sia allungata, dall’altro, va preso in seria considerazione il rovesciamento della piramide demografica”. Ulteriori dati: 1. Popolazione residente - Al 31 dicembre 2018, la popolazione residente, nel Comune di Verona, era di 257.993 abitanti, di cui 122.292 uomini (47,2%) e 135.701 donne (52,6%). L’area più popolosa è quella di Borgo Milano e San Massimo, con 59.508 residenti.  2. Eta’ media - La popolazione residente a Verona ha un’età media di 46,3 anni (48,5 per gli italiani e 33,4 anni, per gli stranieri). Al 31 dicembre 2009 i cittadini veronesi avevano un'età media di 44,5 anni (46,7 per gli italiani e 30,8 anni per gli stranieri). In merito, va detto che il quartiere più ‘anziano’ è Borgo Trento, con un’età media di 49,24 anni. ‘Giovani’, invece, i quartieri, a sud (gli unici a rimanere sotto i 45 anni di età media): a Borgo Roma, l’età media è di 44,16; a Golosine 44,33; a Santa Lucia 44,47. Dieci anni fa, il quartiere più ‘vecchio’ era sempre Borgo Trento, mentre l’età media più bassa era nelle frazioni di Mizzole, Montorio e Santa Maria in Stelle, con un’età media che si attestava attorno ai 41 anni. Gli anziani, over 70, sono in continuo aumento e sono passati dai 45.611 del 2009 ai 51.303 del 2018. Diminuiscono invece i minori, che sono passati dai 41.148 del 2009 ai 38.902 del 2018. 3. Saldo naturale - È dal 1978 che il saldo naturale tra nascite e morti è negativo (unica eccezione nel 2004). Negli ultimi 10 anni, la forbice si è via via allargata, passando da una differenza negativa di 304 persone nel 2009 ad una di 897 nel 2018. 4. Nati - Il numero dei nati negli ultimi 10 anni ha avuto un trend in costante calo. Rispetto al 2009 le nascite nel 2018 sono diminuite del 20 per cento. Se nel 2009 i nati erano stati 2.403, nel 2018 sono stati 1.910. Di fatto il 2018 risulta l’anno con meno nati degli ultimi dieci anni. Cresce l’età dei genitori. Nel 2018, 659 donne sono diventate madri, tra i 30 e i 34 anni, e 50, tra i 35 e i 39 anni; 577 gli uomini diventati padri, tra i 35 e i 39 anni, e 475 quelli, tra i 30 e i 34. Nel 2018 sono diventate mamme 120 donne con meno di 25 anni, nel 2009 erano 231. Nel 2018 le donne, che sono diventate madri, a più di 40 anni sono state 236, contro le 169 del 2009. La zona in cui nascono più bambini è il centro storico (città antica, cittadella, San Zeno e Veronetta) con 624 nascite nel 2018. Seguono Borgo Milano-San Massimo con 337 nati; Borgo Roma-Cadidavid con 238; Santa Lucia-Golosine con 167; Borgo Venezia con 166; Borgo Trento - Valdonega – Avesa - Parona-Quinzano - Ponte Crencano, con 162; Porto San Pancrazio-San Michele con 132. La zona in cui nascono meno bambini è quella di Quinto-Montorio-Mizzole-Santa Maria in Stelle con 84 nati. Morti - Ogni anno a Verona ci sono dai 2700 ai 2800 decessi. Il numero è rimasto pressoché invariato negli ultimi 10 anni (2707 morti nel 2009 – 2807 morti nel 2018). 6. Dinamica demografica - Nel 2018, dopo tre anni di costante calo dei residenti la popolazione scaligera è tornata a crescere complessivamente. Tra nascite e morti, immigrati ed emigrati, l’anno scorso il saldo è stato positivo, con +718 veronesi. A compensare il saldo naturale negativo (-897 unità) è il saldo migratorio (+1.615 unità). Il picco della popolazione residente a Verona, negli ultimi 10 anni, si è avuto proprio nel 2009, con 265.368 abitanti. Era, dal 1983, che non si superavano i 265 mila residenti. Bene ha fatto il Comune di Verona a stanziare un importante importo, a favore delle giovani madri e dei relativi bambini, visto che l’attuale situazione economica delle famiglie non è brillante e che i tempi non concedono tempo sufficiente alle eroiche madri, di dedicarsi, come vorrebbero, ai propri possibili bebè. Occorrono aiuti consistenti, cui non possono rispondere i Comuni. Il tema, il problema sono nazionali e un intervento radicale di aiuto studiato, nel senso citato, deve venire dallo Stato, se questo vorrà, tra l’altro, avere giovani leve e vitale continuità.

Pierantonio Braggio

    


Pierantonio Braggio

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