ANNUNCI E VARIE | mercoledì 16 ottobre 2019 07:45

ANNUNCI E VARIE | 16 luglio 2019, 00:01

Migranti. L’aiuto, doveroso, dev’essere condiviso. Urgente una soluzione a livello di “Unione Europea”.

L’Italia ha, purtroppo, diversi problemi da risolvere, primo fra tutti, quello del pauroso debito pubblico, che impone una spesa statale molto contenuta o, addirittura, di non spesa. Il giusto aiuto ai migranti significa, ovviamente, per gli aspetti, che da esso derivano, anche spesa o costo. I quali influiscono, sul nostro già debole bilancio pubblico: fattore, questo, che va, comunque, tenuto bene presente, accanto alla considerazione, che l’Italia stessa non manca di cittadini, bisognosi di sostegno o di contributi sociali.

Fonte immagine: La Repubblica

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Premesso, che, non da oggi, ma dal 1956, siamo per un’Europa veramente Unita e solidale, non siamo d’accordo con Bruxelles, quando questa, in fatto di migranti, non considera concretamente i continui arrivi sulle coste italiane. Come l’Unione si preoccupa – e ciò è corretto – della spesa pubblica italiana,

del deficit e del debito pubblico italiani, considerati, giustamente, pericolosi, anche per altri Stati dell’UE, la stessa deve seriamente considerare come l’ospitalità, che l’Italia ha, da tempo, accordato ed accorda ai sempre numerosi richiedenti asilo, abbia pure un costo, come dianzi cennato, non solo derivante da adeguati accoglienza e sostentamento, ma, anche dalle operazioni in mare, e, quindi, dai punti di raccolta a terra, nonché, dal settore dell’ordine pubblico. Costo, che, ovviamente, incide, in sede di spesa pubblica. Riassumendo: l’Europa deve fare suo il problema, risolverlo, con una normativa ad hoc, che preveda l’equa distribuzione dei nuovi arrivati, fra tutti i Paesi membri – chiaro, che non si tratta, qui, certo, d’una richiesta-novità – tenendo, naturalmente, conto, del numero d’abitanti e delle finanze d’ogni Paese, chiamato a creare ospitalità. Con una soluzione ‘europea’ dell’assunto, da trovarsi, assolutamente, nel più breve termine, l’Unione Europea dimostrerebbe sensibilità verso un proprio membro, l’Italia, fra l’altro, cofondatore dell’Unione stessa, e il più preso di mira, geograficamente, come meta, dai continui approdi. Soluzione “europea”, dunque, che superi la Convenzione di Dublino, anche se la cosa non appare facile da realizzarsi, non mancando opposizioni, da parte di alcuni Stati membri. Non va, comunque, trascurato il fatto, che Unione Europea non può significare solo vantaggi, ma, anche obblighi, in questo caso, a livello di solidarietà, sempre “europea”. Il tutto, non dimenticando che dev’essere radicalmente eliminato, in sede internazionale, il gravissimo, triste problema del commercio, basato su “esseri umani”, in istato di bisogno.

Pierantonio Braggio.



Pierantonio Braggio

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