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ECONOMIA VERONESE | 15 luglio 2019, 23:47

Errori di storia italiana e veneta, in un testo scolastico.

La dolorosa tragedia di Caporetto (1917), trasformata in vittoria, e il fiume Brenta, a Bassano del Grappa, ridenominato Piave. Significativi rilievi dell’assessore regionale veneto all’Istruzione, Elena Donazzan.

Fonte immagine: you tube

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La storia, nelle sue particolarità, è difficile da raccontare, in modo perfetto, molte essendo le varianti, che, qui e là, s’incontrano, nell’accertare la verità. Anche quando si dispone di fonti bibliografiche di rilievo, non vi è mai certezza, su quanto si vuole sapere e, eventualmente, riportare. Inoltre, consultando testi, osservando contenuti di documentari e ascoltando la voce, che gli stessi accompagna, emergono spesso dati, o sconosciuti, o addirittura nuovi, per l’osservatore, o, ancora, differenti da quelli sinora appresi. Tuttavia, di grande aiuto è la massima attenzione, nella consultazione, che garantisce, anche se non sempre, la precisione desiderata. Consultando, comunque, com’è normale, anche opere di pregio, non si può dirsi certi di riportare il massimo corretto, perché l’estensore di tali lavori, ha pur fatto riferimento ad opere precedenti, che, considerate ottime, posso proporre dati, che, certi, per l’estensore, non lo erano nemmeno, ovviamente, a sua insaputa, anche per l’autore consultato. Premesse queste modestissime considerazioni, leggiamo il comunicato di Regione Veneto, che segue, e rileveremo, come, in un attuale libro di testo scolastico, l’assessore Elena Donazzan, abbia rilevato, con massima onestà, una non verità, circa la Battaglia di Caporetto – oggi, purtroppo, non più italiana, a seguito del secondo conflitto mondiale e denominata Kobarid – avvenuta durante la prima guerra mondiale, nel 1917, e che il nome del fiume Brenta, che scorre sotto il Ponte di Bassano, sarebbe “Piave”… Dice giustamente l’assessore Donazzan:

C’è da mettersi le mani nei capelli: Caporetto fu lo sfondamento del fronte, ad opera dell’Esercito italiano, ai danni degli Austriaci. Anche questo si trova, nel libro, che una nota casa editrice ha ritirato dal commercio, dopo il mio intervento e quello dell’Associazione Nazionale Alpini, a seguito della segnalazione di un genitore indignato, nel leggere, in una didascalia, che il Ponte degli Alpini di Bassano si trova sul Piave”. Così l’Assessore all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan, segnala il nuovo grave errore, contenuto in un testo di storia, destinato alla preparazione scolastica dei giovani, si rileva nel Comunicato no. 1138-2019 (Istruzione) FB -12 luglio 2019. “È grazie alla professoressa Cavalli, docente della Scuola di formazione professionale ENAIP di Bassano del Grappa, che siamo venuti a conoscenza di quest’altra chicca - continua l’assessore Donazzan -. Un errore, da bocciatura, senza appello, visto che non solo la storia, ma, anche il linguaggio comune intendono Caporetto, come il paradigma di una sconfitta disastrosa, visto che fu la più grave rottura del nostro fronte, ad opera degli Austroungarici, nella Prima guerra mondiale. Nel libro, invece, l’autrice del testo, con somma superficialità, altrimenti dovremmo chiederci che laurea ha conseguito, mette nero su bianco uno dei più grossolani errori, che si possano immaginare perché scrive che Caporetto fu lo sfondamento del fronte nemico da parte dell’Esercito italiano”. “C’è da chiedersi, quante altre inesattezze ci siano, in questo testo, che fino a ieri era adottat, dalle scuole italiane e forse lo è ancora oggi – aggiunge l’Assessore -. Ha fatto bene la Casa editrice a ritirarlo dal mercato, ma, dovrebbe intervenire con una comunicazione ancora più chiara, affinché chi lo ha in dotazione, ne sospenda l’utilizzo. La storia va maneggiata con cura, nello spirito di verità, che concorre, a formare la coscienza civica di una comunità ed è alle radici della propria identità”. “Lo svarione, che ho letto - conclude Donazzan - mi indigna profondamente e torno a chiedermi, come vengano selezionati i volumi, che sono indicati, tra le scelte, per il libro di testo obbligatorio. L’editore ha fatto la sua parte e spero non si avvalga più di simili collaboratori, ma, sono preoccupata, anche, per l’approssimazione di chi, invece, dovrebbe essere il primo a vigilare, sulla qualità dei testi, che dovrebbero aprire le porte della conoscenza ai nostri giovani, nelle scuole”. Un intervento importante, che pone in luce richiede anche come, al di là dell’evento erroneamente descritto, i libri di testo, per la scuola, debbano essere estremamente perfetti e lontani, pure, da qualsiasi visione politica o di parte, quanto a contenuti, per trasmettere ai giovani un visione perfetta della realtà, negativa o positiva, dalla quale trarre, ove possibile, meditato insegnamento.

Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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