ECONOMIA VERONESE | mercoledì 16 ottobre 2019 07:41

ECONOMIA VERONESE | 08 luglio 2019, 18:54

Da paesaggio a patrimonio… Il percorso virtuoso del Soave. Gestione attiva del paesaggio, per valorizzare produzione vinicola e territorio

Il Consorzio di Tutela del vino Soave, continua la sua incisiva azione nella valorizzazione del proprio paesaggio vitivinicolo, anche nel quadro del progetto GIAHS - Globally Important Heritage Sistems, della FAO, che racchiude in sé paesaggi eccezionali, d’armoniosa bellezza, di biodiversità agricola, di duraturi ecosistemi e, quindi, d’un patrimonio di alto valore, da conservare.

Da paesaggio a patrimonio…                                                                                                  Il percorso virtuoso del Soave. Gestione attiva del paesaggio, per valorizzare produzione vinicola e territorio

Tutto, per una sostenibilità, che procura una molteplicità di beni e servizi, cibo e sicurezza di vita, in sede nazionale e internazionale, per milioni di piccole aziende agricole. L’Action Plan sta diventando una linea guida, per viticoltori, amministrazioni pubbliche, associazioni di categoria e istituzioni, per uno sviluppo del territorio armonico, teso a valorizzarne la produzione, grazie a strumenti innovativi. Un importante progetto coinvolge, oltre il Consorzio di Tutela del Soave, l’Università di Venezia, l’Assoenologi, la World Biodiversity Association, il Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta e il Comune di Soave, progetto, che ha come obiettivo, la realizzazione di una carta della qualità paesaggistica del vigneto Soave, caratterizzato, tra l’altro, dall’antica e nota ‘pergola’ veronese e dal sistema giroappoggio, creando, conservazione dinamica di un territorio, secondo la FAO, pilastro fondamentale per il futuro del pianeta e per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Una sorta di “pagella” del Vigneto, valuterà qualitativamente ed economicamente l’uva DOC, tenendo conto di tutti quegli elementi valorizzanti la biodiversità, come siepi o alberature e gestioni agronomiche, in armonia con l’ambiente, e la lotta integrata  all’uso di materiali, nel vigneto, tali da non comprometterne l’estetica. Tali fattori sono utili, non solo per la viticoltura stessa, ma, anche per dare nuova vitalità alle attività culturali locali, creando, anche, opportunità di lavoro, e per la fare in modo che i piccoli produttori continuino a operare, come custodi e depositari della tradizione e del suolo stesso, oggi sottoposto a continua minaccia, tra cemento e cambiamenti climatici. «Vogliamo che Soave non sia solo sinonimo di un vino bianco eccezionale, ma anche di un territorio di bellezza mozzafiato – afferma Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio – bellezza, intesa, non solo in chiave estetica, ma, anche in chiave ambientale. Vogliamo una viticoltura, in grado d’essere in armonia con la natura, che la circonda. La parola integrità non è stata scelta a caso, ma indica un progetto di importante conservazione del territorio, volto al futuro». Importante, dunque, diffondere tali essenziali concetti, per creare cultura del territorio, che non va solo promosso, per ottenere il meglio da esso, ma anche per fare in modo che lo stesso migliori e si mantenga sano e, quindi, produttivo, anche in fatto di turismo. Il quale lo visita e l’apprezza, solo se esso si presenta ordinato e accogliente, attraverso idee e misure costruttive, quali quelle cennate. E proponiamo al visitatore un calice di Soave, all’ombra delle viti, figlie dell’impegno, costante ed attento, dell’agricoltore. Che è creatore di straordinario paesaggio, www.ilsoave.com.

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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