ECONOMIA VERONESE | sabato 20 luglio 2019 06:08

ECONOMIA VERONESE | 02 luglio 2019, 18:53

Troppo caldo… In stalla, 10-15% di latte in meno.

Anche gli animali soffrono il caldo. Ne è dimostrazione il fatto che, con le alte temperature, di questi giorni le mucche stanno producendo dal 10 al 15% di latte in meno, rispetto ai periodi estivi, nei quali è normale un calo. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti di Verona, sugli effetti dell’innalzamento della colonna di mercurio, nell’ultima settimana, e con previsioni simil, anche per quella in corso. Il clima ideale è fra i 22 e i 24 gradi. “Con il caldo torrido – fa presente Giorgio Marconi, allevatore di Nogara e membro di Giunta di Coldiretti Verona – gli animali mangiano meno, bevono di più e producono meno latte. Già da tempo abbiamo attivato i ventilatori e le doccette refrigeranti, in stall, per aiutare le mucche a combattere l’afa, ma chi non è dotato di tali attrezzature è destinato a una perdita di produzione consistente.

Troppo caldo… In stalla, 10-15% di latte in meno.

Inoltre, per lo stress da caldo, le bovine più deboli sono affaticate e fanno fatica ad alzarsi, aumentando così i rischi sanitari”. Marconi segnala anche, su altro comparto, “il calo di produzione del mais – importante nell’alimentazione del bestiame – che, per il clima piovoso di maggio, al momento è il 30% più basso, degli altri anni”. Roberto Serpelloni, allevatore di Villafranca: ”Oltre al raffrescamento, con ventilatori, che funzionano 24 ore su 24, con sonde, che aumentano la velocità delle pale e doccette, ogni ora, alimentiamo gli animal, con prodotti freschi e meno concentrati, come foraggio, frumento e trinciato”. Va segnalato, quindi, che anche gli abbeveratoi lavorano, con acqua sempre fresca, a pieno ritmo, tenendo conto, peraltro, che ogni singolo animale beve, ad alte temperature, fsno a 140 litri di acqua al giorno, contro i 70 dei periodi più freschi. Ciò comporta, ovviamente, non pochi disagi alle aziende zootecniche, in quanto, oltre al calo delle produzioni di latte, si aggiunge anche un aumento dei costi alla stalla, per i maggiori consumi di acqua e di energia, che gli allevatori devono sostenere. Quanto sopra invita a considerare, come il latte, che beviamo o utlizziamo, in diversi settori produttivi, e la carne, che giunge sulle nostre tavole, siano frutto d’impegno e di lavoro e, spesso, di preoccupazione, sotto vari aspetti, per gli allevatori.

Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore