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ECONOMIA VERONESE | 29 giugno 2019, 17:53

Regione Veneto. Carenza di stagionali.

L’assessore Donazzan: “Verificare subito le ragioni dei rifiuti. Su RdC, manca sistema informativo”

Regione Veneto. Carenza di stagionali.

Venezia, 28 giugno 2019: Comunicato n. 1043/2019 di Regione Veneto. “Ciò che viene segnalato dalla struttura turistica è grave e purtroppo era tra le preoccupazioni che fin da subito avevo sollevato. Ovvero che il Reddito di Cittadinanza fosse sfruttato per restare a casa, per percepire solamente l’indennità”.   Questa la reazione dell’assessore regionale al lavoro, Elena Donazzan, alla denuncia del titolare del parco acquatico Caribe Bay di Jesolo, che con i suoi 220 dipendenti, rappresenta la struttura turistica più grande del centro balneare veneto, in difficoltà nel trovare personale, per la stagione in corso. A differenza degli altri anni, la struttura turistica non riesce a reperire stagionali, e, anche tra i giovani, in cerca di prima occupazione. “Farò monitorare tutte le proposte pervenute e a chi, per capire le ragioni di un rifiuto – dichiara l’Assessore. – Purtroppo il sistema informativo creato e utilizzato da Anpal non è ancora a regime, pertanto non conosciamo ancora il rapporto che intercorre tra  l‘erogazione dell’assegno del reddito di cittadinanza e l’offerta di opportunità lavorative.  Questo è, al momento attuale, un limite  del reddito di cittadinanza, che le Regioni stanno osservando e, rispetto al qual, e intendono intervenire”.  “Di fronte ad un posto di lavoro, solo per gravi ragioni, si può opporre un rifiuto – prosegue Donazzan. – L’impegno delle nostre strutture e dei servizi per il lavoro, in Veneto, è storicamente quello di trovare lavoro per le persone disoccupate e di aiutare le aziende a restare a produrre in Veneto, trovando risposte alle loro esigenze lavorative. Il Veneto è regione turistica e ha bisogno come l’ossigeno di lavoratori. Certo, si tratta di occupazioni stagionali, ma sempre di lavoro si tratta. Non si può opporre un rifiuto perché è più conveniente restare a casa: guai a quelli che preferiscono restare a casa nonostante le offerte di lavoro, è un’offesa all’intera comunità e al bilancio dello Stato”.  Certo che, in un Paese, nel quale si lamenta grande numero, purtroppo, di giovani senza lavoro, la notizia, di cui sopra, sorprende e merita attenta riflessione, anche perché, come sottolinea Donazzan, qualsiasi opportunità d’occupazione, in attesa di una migliore, non va mai lasciata cadere. Almeno, così, si pensava un tempo.

Pierantonio Braggio

 

 

 

Pierantonio Braggio

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