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ECONOMIA VERONESE | 26 giugno 2019, 09:00

Consorzio Valpolicella e Assemblea dei Soci. Approvato il bilancio e le politiche di contenimento della produzione.

Sant’Ambrogio di Valpolicella, Verona, 20 giugno 2019. L’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha approvato il bilancio 2018. Il Consorzio rappresenta oltre l’80% dei produttori, a denominazione ‘Valpolicella’. Di 2,1 milioni di euro è stato il fatturato dello scorso anno, sul quale, fra l’altro, incidono le iniziative di promozione in Italia e all’estero, oltre che le azioni di tutela dei marchi. “Il bilancio 2018 – ha detto il direttore del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Olga Bussinello – da un lato certifica un ulteriore miglioramento della solidità strutturale dell’ente, dall’altro evidenzia una migliore efficienza nella gestione dei crediti e della liquidità a fronte di investimenti effettuati per la nuova sede, oggi anche luogo di cultura e conoscenza del vino per wine lover e professionisti internazionali con Valpolicella Wine Planet.

Consorzio Valpolicella e Assemblea dei Soci.				                                                                                       Approvato il bilancio e le politiche di contenimento della produzione.


Un concept multisensoriale di 200 metri quadri a Villa Brenzoni Bassani – ha concluso il direttore – oggi area permanente anche per la formazione degli Wine Specialist nell’ambito del Vep, Valpolicella education program”. Importante ed essenziale l’azione svolta in fatto di lotta alla contraffazione, di promozione all’estero, in nove Paesi, e del progetto RRR – riduci, risparmia e rispetta. L’Assemblea, quindi, ha ratificato decisioni legate alle politiche di contenimento delle produzioni della D.O., già oggetto di delibere in Consiglio, e ora al vaglio della Regione Veneto. Approvate la riduzione per la vendemmia 2019 della resa totale per ettaro (110 quintali, anziché 120) e la riduzione della cernita per la messa a riposo delle uve per la produzione di Amarone e Recioto al 40% (da disciplinare è al 65%), cernita che però può crescere del 5% per le aziende certificate bio o RRR. Per il presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Andrea Sartori: “Si tratta di misure contenitive strategiche per garantire qualità e redditività di una filiera che, negli ultimi 10 anni, ha visto crescere di quasi il 30% la superficie dei propri impianti. Per questo motivo – ha proseguito Sartori -, a salvaguardia dell’esclusività in particolare del nostro prodotto di punta, l’Amarone, stiamo dialogando con la Regione per importanti decisioni legate alla gestione in equilibrio del nostro vigneto”. Quanto alla storia del Consorzio, esso è sorto, nel 1924, ed è una realtà associativa che comprende viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della zona di produzione dei vini della Valpolicella, su un territorio, di 19 comuni della provincia di Verona. La rappresentatività molto elevata (80% dei produttori che utilizzano la denominazione) consente al Consorzio di realizzare iniziative, che valorizzano l’intero territorio: il vino e la sua terra d’origine, la sua storia, le tradizioni e le peculiarità che la rendono unica al mondo. Il Consorzio si occupa della promozione, valorizzazione, informazione dei vini e del territorio della Valpolicella, della tutela del marchio e della viticoltura, della vigilanza, salvaguardia e difesa della denominazione. L’area di produzione è molto ampia ed è data da tre zone : la zona Classica: Sant’Ambrogio di Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Negrar; la zona Valpantena, comprendente l’omonima valle; la zona DOC Valpolicella, con Verona, Illasi, Tramigna e Mezzane. Le varietà autoctone che danno vita ai vini delle denominazioni vini Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara. I vini della denominazione sono il Valpolicella doc, il Valpolicella Ripasso doc, l’Amarone della Valpolicella e il Recioto della Valpolicella entrambi docg. Quanto sopra, per corretta informazione, ma, chi leggesse, con attenzione, il dettagliato contenuto del comunicato, mentre deve congratularsi per i risultati di bilancio e per quanto, di cui il Consorzio si occupa, gode dell’opportunità di meglio conoscere, da vicino, il mondo veronese del vino e, contemporaneamente, apprendere quale complesso di compiti vanno espletati, prima di giungere ad una bottiglia di qualità.

Pierantonio Braggio



Pierantonio Braggio

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