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ECONOMIA VERONESE | 13 giugno 2019, 08:41

Al Museo degli Affreschi, Verona.

Il pittore Bernardino India (1522-1590) e Fiorio dei Fiori, o, della Seta, lodevolmente onorati da Inner Wheel, Verona. Finalmente, la foto originale dell’affresco restaurato.

Al Museo degli Affreschi, Verona.

Già abbiamo trattato, su questo foglio on line – www.veronaeconomia.it – il tema del restauro di un affresco di Bernardino India, strappato, da un grande palazzo cinquecentesco veronese, completamente affrescato, per volontà del suo proprietario, Fiorio dei Fiori. Detto palazzo, affacciato sull’Adige,  fu abbattuto, nel 1891, per lasciare posto al possente “muraglione”, costruito, per evitare future esondazioni dell’Adige, dopo la terribile alluvione del 1882, che colpì Verona. In merito, oggi, dobbiamo segnalare tre importanti avvenimenti, che hanno avuto luogo, nel veronese Museo degli Affreschi “Cavalcaselle”: l’incontro del 7 maggio 2019, per festeggiare il completamento dei lavori di restauro del citato affresco, iniziati circa tre mesi orsono; la relazione di Anna Lucchini, restauratrice dell’affresco, e l’apposizione della targa, accanto all’affresco stesso, che indica autore, denominazione dell’opera – Allegorie di Verona, di Rovigo e di Treviso, con uno stupendo volto d’un Nettuno, che versa acqua nell’Adige – e la scritta “1555 circa, affresco, staccato, nel 1891, dalla facciata meridionale di Palazzo Fiorio della Seta, Verona. Restauro, realizzato, nel 2019, con il contributo di Inner Wheel, Club di Verona, Distretto 206”.  “Inner Wheel ha contribuito, come Associazione, anche con il ricavato dell’importante concerto, tenutosi, nella chiesa di San Fermo Maggiore, gentilmente concessa, dal parroco, don Maurizio Viviani, con un successo insperato, segno che l’iniziativa di sostegno al restauro dell’Affresco di Bernardino India è piaciuto e condiviso…. Inner Wheel ha, inoltre, lavorato, un anno, per reperire, il più possibile, la somma, finalizzata alla donazione pro restauro, organizzando anche un mercatino Vintage, con vendita di cose firmate, di proprietà delle socie o fatte a mano, da loro desse.  Organizzati sono stati pure, sempre, in collaborazione fra socie, un “Burraco di Beneficenza” ed una lotteria, con oggetti-premio, provenienti dalle case delle socie, nel pieno rispetto delle norme in vigore. Da ultimo, approfittando della grande disponibilità di tre musicisti e di Don Viviani, Parroco di San Fermo – segnala la presidente del Club veronese, Paola Raffaelli Riva – abbiamo organizzato il bellissimo Concerto di musica Barocca, già menzionato”. L’intervento di restauro – così, ancora,  Paola Raffaelli Riva – ha avuto l’intento di condividere un affresco del barocco europeo, attraverso un repertorio decisamente poco eseguito, ma, di sicuro interesse e piacevolezza d’ascolto. Così, come il restauro riporta alla luce qualcosa di ”nascosto”, miriamo a riscoprire una letteratura “lirica, spesso, immeritatamente adombrata, dal melodramma operistico Ottocentesco. Trattasi di un “service” – di una collaborazione – a sostegno della valorizzazione del Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, alla Tomba di Giulietta”. Circa il lavoro eseguito, per dare la sua vera luce all’affresco, Raffaelli Riva sottolinea, quindi, con grande competenza e passione, che: Sono state trovate anche incisioni, nell’affresco e tracce d’uso di cartone, che permettono di sapere che il pittore ha fatto, anzitutto, un disegno su carta e dopo averla appoggiata sull’intonaco, con uno stecchino di legno arrotondato, attraverso la carta, ha ripassato tutto il disegno, ricalcandolo sull’intonaco stesso. Sono stati fatti anche test, per capire quali metodi di pulitura si potessero utilizzare, la sensibilità della pittura all’acqua e ai vari solventi, per trovare quello più adatto. La prima operazione è stata quella di spolverarla, con pennelli leggeri, per cercare di togliere i sali di deposito. Quindi, è stata fatta una pulitura con acqua deionizzata ed un’altra con vapore caldo, pensato al consolidamento della pellicola pittorica, che, in alcune, zone era precaria. Sono state curate le abrasioni, stuccandole e reintegrandole con il colore. Il lavoro è stato lungo e certosino, ma, alla fine, lo splendore, frutto di fatica, ci ha sorriso…”!  Le considerazioni, dianzi esposte,  ci fanno profondamente pensare a quanto sia utile e altamente produttivo l’apporto del volontariato e di chi, per amore del bello e, in questo caso dell’Arte – A grande – dedica giornate, per porla in grado d’essere, come minimo, osservata e, quindi, ammirata, ed anche per conservarla, in modo, che possa essere fruibile – nella sua bellezza e come testimonianza d’un passato, che non tornerà più – dalle future generazioni. Grande e lodevolissima, dunque, l’opera del veronese Inner Wheel!

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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