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ECONOMIA VERONESE | 01 giugno 2019, 08:33

Don Angelo Vinco (1819-1853). Celebrano il grande sacerdote e missionario Cerro Veronese e Verona, nel 200° anniversario della nascita.

Angelo Vinco nasce a Cerro, Verona, il 29 maggio 1819, nella povera contrada Lavello. In un periodo di difficoltà e di miseria, tanto per la popolazione del tempo, che per la sua famiglia, è avviato, molto attentamente, agli studi dal parroco dell'epoca, don Giuseppe Menegatti. Angelo, quindi, si trasferisce a Verona, entra nell'Istituto Don Nicola Mazza e vi manifesta la volontà di diventare sacerdote e missionario.

Don Angelo Vinco (1819-1853). Celebrano il grande sacerdote e missionario Cerro Veronese e Verona, nel 200° anniversario della nascita.

In tal senso, il 3 dicembre 1845, Vinco lascia Verona, per studiare nel Collegio di Propaganda Fide, Roma, per prepararsi – come da suo sentito desiderio – alla vita missionaria. Entusiasta del futuro che lo attende e ricevuta, in seguito, la notizia d’una destinazione africana, si dice consapevole dei rischi e, al tempo, del privilegio riservatogli. Di conseguenza, Angelo e alcuni compagni si trasferiscono, nel 1847, in Libano, per lo studio della lingua araba, prima di raggiungere, nel 1848, Khartoum, Sudan, attraverso Alessandria ed Il Cairo, Egitto. La prima missione del Missionario di Cerro, nell'Alto Nilo, inizia l'8 ottobre 1849, appunto, da Khartoum, con destinazione la zona della tribù dei Bari, per studiarne, in situ, lingua e costumi, fattori importanti, per il migliore contatto con i locali. Dopo altri due viaggi, pur criticato da alcuni missionari di Khartoum, ritorna, in missione, nelle terre dei Bari e, a Gondòkor, muore il 23 gennaio 1853, assistito da alcuni compagni. Parlando di Vinco, il prof. Roberto Almagià, geografo, storico e noto cartografo, nonché docente presso le Università di Padova e di Roma, nel suo dotto studio, da titolo: " D. Angelo Vinco - relazione delle sue esplorazioni sull'Alto Nilo (1849-1853)", lo definisce "il primo esploratore europeo delle regioni dell'Alto Nilo, il primo ad additare gli itinerari verso le sorgenti del Nilo, per via di terra, i soli utilizzabili, dopo dimostrata l'impossibilità di risalire il Nilo, con imbarcazioni, nella zona delle cateratte"… Noi, a completo chiarimento, dei meriti del Missionario veronese, che dalla Lessinia si spinse sino al Nilo, riportiamo, ammirati, dopo i dati offertici dalla Segreteria operativa della Celebrazione, anche quanto scrive Radio-Telepace, Verona, che sottolinea come Vinco sia stato grande conoscitore ed esploratore dell’Africa Centrale, antropologo e geografo ed iniziatore di un vasto movimento di cristianizzazione dell’Africa Centrale. Come missionario, aggiungiamo, egli fu l'iniziatore di quel movimento di cristianizzazione dell'Africa Centrale. Vinco era mosso dal fuoco dell’Uomo, che desidera incontrare altri uomini, diventarne amico e compagno di viaggio, nelle sue esplorazioni, intorno alle sorgenti del Nilo, dove un insaziabile desiderio di conoscenza continuamente lo portava. I missionari dell’epoca poterono conoscere gli strumenti della geografia e le annotazioni lasciate da Angelo Vinco, che costituivano una documentazione fondamentale per gli esploratori, che in seguito scesero lungo il Nilo. Il suo nome si trova in quasi tutti i diari degli esploratori, che a lui succedettero in quelle zone. Anche Jules Verne lo ricorda, nell’introduzione del suo primo romanzo “Cinque settimane in pallone”, uscito nel 1863… Un grande personaggio, dunque, celebrano Cerro e Verona, quest’anno, in collaborazione con il Comune di Verona stesso e con un nutrito programma di incontri e di eventi, che s’estenderà sino a fine 2019. Per il detto programma ed altri dati, contattare donangelovinco2019@gmail.com o www.donangelovinco.org.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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