ECONOMIA VERONESE | domenica 16 giugno 2019 11:33

Cerca nel web

ECONOMIA VERONESE | 25 maggio 2019, 18:09

Dedicato ad Antonio Avena (1882- 1967) il Parco giardini di Castel San Pietro. A lui è dovuta buona parte della bellezza e della notorietà mondiale di Verona.

Il 23 maggio 2019, i veronesi hanno potuto sapere qualcosa di più della storia della propria città, in occasione della dedicazione ufficiale del Parco dei giardini di Castel San Pietro, al veronese Antonio Avena. Il quale, inizialmente, bibliotecario della Civica Biblioteca, e, poi, direttore del Museo Civico di Verona, negli anni 1920-1955, seppe ideare ed attuare, per rendere bella la Verona del suo tempo, un insieme di incisivi interventi e ritocchi ad edifici e monumenti cittadini, che hanno dato incisivamente il via a quell’attrattività della città scaligera, oggi al centro dell’attenzione di sì numerosi e preziosi flussi turistici. Ad Avena si devono: – la ricognizione, nel 1921, della tomba di Cangrande della Scala, posta all’esterno della chiesetta dcaligera di Santa Maria Antica, con il recupero di vesti ed armi, ora, esposte in Castelvecchio; – il restauro, negli anni 1923-1926, dello scaligero Castelvecchio, sino al 1923, adibito a caserma, in collaborazione, con l'architetto Ferdinando Forlati, e la creazione delle sale del Museo d'Arte – ha avuto, così, inizio l’attuale Museo di Castelvecchio – e, successivamente, del Salone della Musica, la Sala Boggian;

Dedicato ad Antonio Avena (1882- 1967) il Parco giardini di Castel San Pietro. 				       A lui è dovuta buona parte della bellezza e della notorietà mondiale di Verona.

– la creazione del Museo Archeologico al Teatro Romano, aperto nel 1924: inizialmente, limitato al Convento dei Gesuati, detto di San Girolamo, è oggi grande museo d’antichissimi sculture in marmo e pezzi decorativi; nel 1927, la documentazione, relativa al Museo Maffeiano, che passò dall'allestimento settecentesco, ad un nuovo aspetto, in base al progetto di Ettore Fagiuoli; – la revisione, con manto in cotto ed in stile medievale, fra gli anni 1930 e il 1940, della Casa dei Capuleti o di Giulietta, l’attuale edificio del 1200, che ospitava, in via Cappello, uomini e cavalli, e l’allocazione, sulla facciata interna del quale, del noto “balcone”. Il tutto, contribuendo a ulteriormente richiamare l’attenzione turistica, sul dramma shakespeariano di Giulietta e, quindi, su Verona; – il restauro, a fine anni Venti del 1900, dei Palazzi scaligeri, in Piazza dei Signori, restituendo loro l’attuale aspetto; – l’accorta ricostruzione, nel 1932, del romano Arco dei Gavi, demolito dai napoleonici, nel 1805, alla destra Castelvecchio; – nel 1932, il trasferimento al Comune di Verona della proprietà dell’ex caserma austriaca di Castel San Pietro, divenuta e rimasta, per breve tempo, sede dell’Accademia d’Arte Cignaroli; – il posizionamento, nel 1937, della Tomba di Giulietta, in marmo rosso, nella cripta dell’ex Convento cappuccino di San Francesco al Corso, degli anni 1300, nel quale ha, oggi, sede anche il Museo degli Affreschi veronese, dedicato a Giovanni Battista Cavalcaselle; – la realizzazione della Galleria d’Arte Moderna e del Museo del Risorgimento, a fine anni Trenta del 1900, in Palazzo Forti. Quanto sopra costituisce un impegno ed un lavoro eccezionali, geniali e studiati, durante un lungo arco del secolo scorso, delle cui positive ricadute Verona, oggi, gode e per le quali essa dev’essere altamente grata al saggio Antonio. La cerimonia di dedicazione è avvenuta alla presenza del Sindaco e degli Assessori ai Servizi Demografici, Cultura, Patrimonio e Bilancio del Comune di Verona, nonché dei Nipoti del prof. Avena. “Oggi rendiamo merito ad un protagonista della vita culturale veronese del ‘900 – ha sottolineato il sindaco Federico Sboarina –. La città di Verona deve ad Avena la sua fama Shakespeariana, nel mondo e parte del suo attuale ed importante sviluppo turistico. La sua straordinaria visione culturale e l’amore per la conservazione e la valorizzazione di tutto il patrimonio monumentale ed artistico cittadino, rappresentano i segni distintivi di Avena e del suo lungo ed importante impegno a favore di Verona. Per tretntacinque anni, direttore del Museo Civico di Verona, Avena è stato il propulsore di progetti straordinari, oggi ammirati ed apprezzati da veronesi e turisti di tutto il mondo”. “Una storica giornata per la città di Verona – ha detto l’assessore Servizi Demografici, Daniele Polato – che, con questa intitolazione, rende finalmente omaggio ad uno dei suoi cittadini più illustri. Da oggi, in questo luogo suggestivo, da cui ogni giorno veronesi e turisti salgono per ammirare lo splendido panorama sulla città, la memoria e le tante opere, realizzate da Avena, non saranno mai più dimenticate”. La sua genialità e il suo amore per la città – ha ricordato l’assessore alla Cultura, Francesca Briani – hanno consentito, in oltre trent’anni di attività, la realizzazione di progetti dallo straordinario valore culturale. Sua, la creazione della Casa e Tomba di Giulietta e, ancora, il progetto di realizzazione del Museo Archeologico al Teatro Romano, come il restauro di Castelvecchio e dei palazzi Scaligeri, in piazza dei Signori, e la ricostruzione dell’Arco dei Gavi. Tutti grandi interventi, frutto di un unico uomo straordinario che, attraverso la sua vita ed il suo lavoro, è riuscito a lasciarci un patrimonio culturale importantissimo”. Dal 23 maggio, Avena ammira, dal Parco San Pietro, la sua grande, storica ed artistica Verona, le cui bellezze e particolarità sono costantemente raccontate dallo scorrere delle acque del generoso Adige, il quale, a nome dei veronesi, gli rende grazie.

Pierantonio Braggio

 

 


Pierantonio Braggio

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore