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ECONOMIA VERONESE | 17 maggio 2019, 19:19

Sisma de L’Aquila. Dieci anni dopo, Alpini e Verona vicini.

A dieci anni da quel 6 aprile 2009, la ferita inferta dal sisma, a L’Aquila, è ancora aperta e sanguinante. A ricordo della presenza in loco, in quei terribili giorni, degli Alpini del Veronese, per essere d’aiuto alle popolazioni terremotate, i gruppi d’Alpini di Borgo Venezia e di Buttapietra, nonché l’Associazione Logos, con il patrocinio del Comune di Verona, organizzano un pranzo aperto a tutta la cittadinanza e, quindi, a tutti. L’evento è fissato per il 25 maggio 2019, presso il Circolo 1° maggio di Montorio, Verona, con prodotti tipici abruzzesi econ una mostra fotografica sull’impegno degli alpini stessi all’Aquila.

Sisma de L’Aquila. 										           Dieci anni dopo, Alpini e Verona vicini.

Allieterà il pranzo il coro Alpini di Borgo Venezia. L’incontro si concluderà con una lotteria, il cui ricavato sarà devoluto a favore della parrocchia di Civitaretenga, in provincia dell’Aquila, dove Padre Massimiliano si prodiga, per tenere in vita una casa di accoglienza per padri separati.

Tranquilla città di provincia, bella, ma, non al centro dei circuiti turistici, L’Aquila era “solo” il capoluogo dell’Abruzzo. Fino a quel giorno, fino al 6 aprile 2009, quando, suo malgrado, è entrata nel cuore di tutti gli italiani. Alle 3,32 di quella notte, un sisma del 6° grado della scala Richter ha raso al suolo quella città, arroccata a 700 metri d’altezza, sull’appennino abruzzese. 309 persone hanno perso la vita, migliaia di altre hanno perso tutto il resto. "Il Comune e i veronesi tutti - ha affermato l'assessore Marco Padovani - sono stati vicini all'Aquila in quei mesi e continuano a prodigarsi per sostenere le tante situazioni di disagio che ancora sono sentite in quei territori". Sono trascorsi dieci anni da quel giorno,infatti, e se la vita della gente è ripartita, il loro cuore invece no. Il centro della città fatica a rinascere. E ancora più ardua, se possibile, è la ripresa per i piccoli paesi di montagna, quelli che subito dopo il terremoto sono stati abbandonati da chi ha potuto, quelli dimenticati dalle cronache, quelli in cui sono rimaste solo le persone anziane e i parroci a presidiare chiese diroccate. Di quei giorni di dolore, gli aquilani ricordano la solidarietà di tutta la nazione e in particolare degli Alpini, arrivati per primi e rimasti a lungo per dare sostegno, sollievo, amicizia. La solidarietà, dunque, non manca. La vicinanza a chi soffre è ottimamente organizzata. Contribuire a creare aiuto è dovere di tutti. Partecipare al pranzo del 25 maggio, poi, è cosa certamente gradita, ricordando che il costo di partecipazione è di 18.-€, a persona. Hanno presentato l’evento l’assessore Marco Padovani, Renzo Begalli - Cassa Edile, Clelia Faraone, presidente, e Maria Vascon, durettore dell’Associazione Logos, Verona, www.comunicazionelogos.com.

Pierantonio Braggio



A dieci anni da quel 6 aprile 2009, la ferita inferta dal sisma, a L’Aquila, è ancora aperta e sanguinante. A ricordo della presenza in loco, in quei terribili giorni, degli Alpini del Veronese, per essere d’aiuto alle popolazioni terremotate, i gruppi d’Alpini di Borgo Venezia e di Buttapietra, nonché l’Associazione Logos, con il patrocinio del Comune di Verona, organizzano un pranzo aperto a tutta la cittadinanza e, quindi, a tutti. L’evento è fissato per il 25 maggio 2019, presso il Circolo 1° maggio di Montorio, Verona, con prodotti tipici abruzzesi econ una mostra fotografica sull’impegno degli alpini stessi all’Aquila. Allieterà il pranzo il coro Alpini di Borgo Venezia. L’incontro si concluderà con una lotteria, il cui ricavato sarà devoluto a favore della parrocchia di Civitaretenga, in provincia dell’Aquila, dove Padre Massimiliano si prodiga, per tenere in vita una casa di accoglienza per padri separati.

Tranquilla città di provincia, bella, ma, non al centro dei circuiti turistici, L’Aquila era “solo” il capoluogo dell’Abruzzo. Fino a quel giorno, fino al 6 aprile 2009, quando, suo malgrado, è entrata nel cuore di tutti gli italiani. Alle 3,32 di quella notte, un sisma del 6° grado della scala Richter ha raso al suolo quella città, arroccata a 700 metri d’altezza, sull’appennino abruzzese. 309 persone hanno perso la vita, migliaia di altre hanno perso tutto il resto. "Il Comune e i veronesi tutti - ha affermato l'assessore Marco Padovani - sono stati vicini all'Aquila in quei mesi e continuano a prodigarsi per sostenere le tante situazioni di disagio che ancora sono sentite in quei territori". Sono trascorsi dieci anni da quel giorno,infatti, e se la vita della gente è ripartita, il loro cuore invece no. Il centro della città fatica a rinascere. E ancora più ardua, se possibile, è la ripresa per i piccoli paesi di montagna, quelli che subito dopo il terremoto sono stati abbandonati da chi ha potuto, quelli dimenticati dalle cronache, quelli in cui sono rimaste solo le persone anziane e i parroci a presidiare chiese diroccate. Di quei giorni di dolore, gli aquilani ricordano la solidarietà di tutta la nazione e in particolare degli Alpini, arrivati per primi e rimasti a lungo per dare sostegno, sollievo, amicizia. La solidarietà, dunque, non manca. La vicinanza a chi soffre è ottimamente organizzata. Contribuire a creare aiuto è dovere di tutti. Partecipare al pranzo del 25 maggio, poi, è cosa certamente gradita, ricordando che il costo di partecipazione è di 18.-€, a persona. Hanno presentato l’evento l’assessore Marco Padovani, Renzo Begalli - Cassa Edile, Clelia Faraone, presidente, e Maria Vascon, durettore dell’Associazione Logos, Verona, www.comunicazionelogos.com.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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