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ECONOMIA VERONESE | 17 maggio 2019, 19:23

Festa di San Zeno, Patrono di Verona. Nella grande piazza della meravigliosa Basilica, al Santo dedicata, grandi eventi, nei giorni 17-21 maggio 2019.

A celebrare il Patrono di Verona, San Zeno, sarà dal 7 al 21 maggio 2019, appunto, il Quartiere di San Zeno, dominato dalla sua grande e straordinaria Basilica. Coinvolta sarà anche la vicina e verde Piazza Corrubio. Il tutto sarà caratterizzato dalla presenza di artigianato creativo, con lavoro esclusivamente a mano – determinanti i lavori del gruppo “La Réngàia”, o róncola –, dalla proposta di sapori e gusti della feconda terra veronese, elaborati dalla tipica e tradizionale cucina scaligera, non mancando gnòchi, bìgoli, risòti e altro…

Festa di San Zeno, Patrono di Verona. Nella grande piazza della meravigliosa Basilica, al Santo dedicata, grandi eventi, nei giorni 17-21 maggio 2019.


Una grande ludoteca, con tanto di animatori, coinvolgerà bambini, ragazzi e genitori, trasformando le piazze in luoghi di divertimento e di gioco. Chiaro, che non mancherà musica dal vivo, con concerti, spettacoli ed esibizioni varie, animate anche da ballerini, offrendo ai frequentatori, ad ingresso gratuito, una visione di giorni allegri e sereni, espressione di massima veronesità. Tenuto presente che ogni sera, gli eventi termineranno alle 24,00, essi inizieranno venerdì 17, alle ore 17; sabato 18 e domenica 19, alle ore 10; lunedì 20, alle 18, e martedì 21, alle 10. Chi è in grado di farlo, è invitato a recarsi alla manifestazione, indossando un capo, un accessorio o un dettaglio giallo o blu, i colori, determinanti della la storia di Verona antica, con le sue corporazioni, e di oggi.

Hanno presentato la manifestazione l’assessore Filippo Rando e Gianfranco Casale, presidente dell’Associazione Zeno Calcio, che creata nel1919, compie, quest’anno cento anni, info@retrobottegalab.it, 334 945 4883. Circa il Santo Patrono veronese, scrive il sito della Diocesi di Verona: San Zeno, ottavo vescovo di Verona, è vissuto nel IV secolo d. C. (morì, nel 380) ed era originario della Mauritania. Proprio per questo motivo, egli viene spesso chiamato “ Vescovo Moro”, da cui anche il colore scuro della sua statua. Si conosce molto poco della sua vita: le testimonianze storiche lo descrivono come una persona di grande cultura (si era formato alla scuola di retorica africana, i cui massimi esponenti erano Apuleio di Madaura, Tertulliano, Cipriano e Lattanzio), che visse in austerità e semplicità, tant’è vero che pescava il suo pasto, quotidianamente, nelle vicine acque dell’Adige, e che diede grande impulso al cattolicesimo in Verona, combattendo il paganesimo e l’arianesimo, dilaganti. Circa il “San Zén, che ride”, come si dice a Verona, con riferimento alla sua statua, che si trova, nella parte superiore sinistra della citata Basilica, a San Zeno dedicata, scrive sempre la Diocesi: San Zen che ride” è uno dei più importanti simboli della città di Verona. Ne rappresenta l’anima cattolica, che, assieme all’Arena, testimonianza dell’antica presenza romana, e a Giulietta e Romeo, rappresentanti del Medioevo, sono un inconfondibile biglietto da visita della città nel mondo. Ma cos’è “San Zen che ride”? E’ la statua del Santo Patrono San Zeno, protettore dei veronesi e dei pescatori d’acqua dolce, la cui festa è il 21 maggio, in corrispondenza del trasferimento della sua salma nella Basilica, a lui dedicata – in realtà, la festa del Patrono sarebbe, ed è stata festeggiata, in tal senso, sino ad anni orsono, secondo il calendario del martirologio, il 12 di aprile.

Pierantonio Braggio








Pierantonio Braggio

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