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ANNUNCI E VARIE | 08 maggio 2019, 15:15

Per il Museo della Radio, Verona, nuova vita e la sigla MU.RA.

MU sta, sia per MUSEO, che per MURA – voce, quest’ultima, che si riferisce alla significativa e sammicheliana Porta Nuova, Verona – mentre RA bene riassume la voce Radiocomunicazione, lo straordinario patrimonio espositivo del Museo.

Per il Museo della Radio, Verona, nuova vita e la sigla MU.RA.

Più semplicemente, MU.RA vuole significare “Museo della Radiocomunicazione” e, al tempo, evocrare anche la cinta muraria veneziana, di cui è parte principale Porta Nuova (ca. 1540) a Verona, che è pure patrimonio Unesco. Porta, che, oggi a disposizione del Museo, avrà il suo punto focale nell’antenna marconiana, centralmente collocata all’interno di un’esposizione permanente, costituita, fra l’altro, da una selezione di cimeli pregiati e simbolici, quali pietre miliari-tappe, nella storia del wireless, da Marconi ai giorni nostri. Amplieranno il tutto mostre temporanee, per valorizzare l’importante resto della collezione Chiàntera, ricca di centinaia di pezzi. L’ottimamente pensato progetto MU.RA ha alzato le ‘antenne, nel 2018, per dare spazio ad un Museo della Radiocomunicazione, nel centro di Verona, e farne conoscere i grandi contenuti, per iniziativa di Francesco Chiàntera, presidente e curatore del preesistente Museo della Radiocomunicazione, frutto della paziente e sapiente opera di collezione, nel settore, iniziata, decenni orsono – con divulgazione della cultura relativa – dal padre Alberto. Nel quadro di MU.RA, il Museo della Radiocomunicazione, ha trovato, finalmente, in Porta Nuova, Verona, una magnifica sede espositiva. Ovvio, che MU.RA. avrà un suo bell’impegno, per creare nella Porta un ambiente museale adatto, ma lo staff, che affianca Francesco coprirà ogni aspetto legato all’ottimale compimento della pianificazione operativa: new media e strategie d’impresa, marketing, relazioni pubbliche e strategie di comunicazione, architettura ed allestimento interni. Gli esperti lavoreranno in sinergia, fino al 2021, data prevista data di apertura del MU.RA in Porta Nuova, condividendo metodi, tempi, filosofia. Va da sé che MU.RA arricchirà Verona di un ulteriore riferimento culturale – restituendo alla pubblica fruizione l’edificio di Porta Nuova, anche restituendolo, oltre che con l’imponente restauro, con l’allocazione del Museo in parola, al suo importante compito di biglietto da visita della Città scaligera; – per l’unicità e il valore della collezione, sia per qualità, che per quantità, che troverà sistemazione nella Porta, e – per l’originalità del Museo, che si propone con una tipologia innovativa: “pop” per la sua trasversalità di interesse (fasce sociali ed anagrafiche), vivo per la sua attualità, e iconico, per l’allestimento. Evidente la localizzazione strategica, del futuro Museo, fra la Stazione ferroviaria e l’ingresso del centro storico, Museo, che, per i suoi compiti, sarà socialmente inclusivo e a ridottissimo impatto ambientale. Verona, dunque, godrà di un Porta Nuova, saggiamente restaurata – che permetterà d’essere ammirata, così come l’avrà vista il suo edificatore, il grande architetto veronese Michele Sammicheli (1484-1559), ed impreziosita da un internazionale “Museo della Radiocomunicazione”, fra i migliori al mondo. Pierantonio Braggio 


Pierantonio Braggio

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