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ECONOMIA VERONESE | 22 aprile 2019, 16:38

Svizzera. Un Paese, di grande stabilità e sviluppo, dal quale, fra gli altri, conviene copiare il “come fare”, per migliorare la nostra situazione economica.

Ci ha spinto a pesare, come sopra, appena cennato il seguente comunicato del 18 aprile 2019, della Camera di Commercio di Verona: “Ha un Pil pro capite più che doppio rispetto all’Italia, finanze dello Stato solide, è il Paese che cresce di più, rispetto a quelli europei e ha un’occupazione elevata: è la Svizzera.

Svizzera. Un Paese, di grande stabilità e sviluppo, dal quale, fra gli altri, conviene copiare il “come fare”, per migliorare la nostra situazione economica.

Le opportunità di business nel Paese elvetico sono state presentate, in Camera di Commercio, dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (Ccis). “L’Italia è il secondo partner commerciale della Svizzera, vi esporta quasi 20 miliardi di franchi svizzeri – ha spiegato Riccardo Borghero, vice segretario generale della Camera di Commercio di Verona – il primo è la Germania. Diversa è la situazione, per la provincia scaligera: la Svizzera occupa il settimo posto, fra i top ten dei mercati stranieri, per le merci veronesi, con un export di 374 milioni di euro, in calo del 3,1% nel 2018. Le nostre imprese debbono intensificare gli sforz. per cogliere le numerose possibilità offerte da questo Paese”. Verona vi esporta vino, ortofrutta, macchinari e abbigliamento. Il calo dell’export è dovuto, principalmente, al comparto vinicolo e dei macchinari. Come ha spiegato Fabrizio Macrì, segretario generale della Ccis, la Svizzera, però, offre altre opportunità in particolare nei comparti dell’edilizia, soprattutto infrastrutture pubbliche, dei complementi d’arredo e dell’industria elettromeccanica… Non essendo nell’Unione Europea, le esportazioni in Svizzera sono soggette a particolari normative doganali e obblighi fiscali, che sono stati affrontati da Fabio Franceschini, responsabile Ccis di Lugano. Al termine dell’incontro, si sono tenuti incontri one-to-one, tra gli imprenditori presenti e i rappresentanti della Ccis. “Questo è il primo di quattro incontri, dedicato a Paesi particolarmente appetibili – ha concluso Borghero – per le nostre imprese: il 22 maggio presenteremo la Spagna, il 28 maggio gli Stati Uniti e il 14 giugno lo Stato di San Marino”. Leggendo quanto sopra, è chiaro che ci venga spontaneo di considerare come della Svizzera mai si senta parlare – mentre essa è Paese della stabilità politica e dell’ordine, e, quindi, Paese modello –, mai si dica che in essa la prosperità della situazione economica viene meno, mentre la cosa può, ovviamente, benissimo accadere, per fattori alla Confederazione esterni, mai si dica, ancora, che data la sua forte economia, la Svizzera stessa – aiutata fortemente dal suo sistema bancario – abbia costanti problemi di rivalutazione del Franco, che, come tale, crea pericoli per l’esportazione… Il silenzio, attorno alla Confederatio helvetica, significa, dunque, che, in essa, tutto funziona e bene. Questo, tenendo presente che la Svizzera è data da 26 Cantoni – specie, in qualche modo, di regioni, con tradizioni, legislazioni e, talvolta, lingue diverse, quali il tedesco, il francese, l’ italiano e il romancio, uniti in Confederazione e, comunque, costituenti, assieme, un Paese libero e altamente creatore di occupazione e di ricchezza. Andiamo, dunque, in Svizzera – il viaggio è breve – e copiamo da essa il meglio, facendolo diventare legge. Forse, qualche legge-medicina elvetica, potrà esserci d’aiuto.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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