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ECONOMIA VERONESE | 22 aprile 2019, 16:34

C’è calendario e calendario… Quello di Davide Ortombina propone, in fotografia, la più straordinaria e poco nota Venezia nascosta.

Pensiamo a un elegantissimo calendario, relativo all’anno in corso, ma, se ancora attualissimo, per i mesi a venire, da maggio a dicembre, esso lo è, soprattutto, per un’eccezionale Venezia nascosta, che solo la passione, per il bello e per l’antico, ha indotto Davide Ortombina, più che eccellente fotografo, a riprendere e a offrire, in fotografia – bianco e nero, come richiede la solennità dei luoghi ripresi – a chi ama il meraviglioso del passato e delle vetuste calli e ed umide rive veneziane. Di tale calendario 2019, non conoscevamo l’esistenza e ringraziamo l’amico Allegro Danese, Villafranca, Verona, che ha voluto farcene gentilmente omaggio. Ne siamo entusiasti, già conoscendo la grande Venezia dei Dogi, in molti suoi particolari, per ammirare i quali, una volta lasciata la Stazione di Santa Lucia, anche se in compagnia di Valeria, ci imponiamo silenzio e meditazione.

C’è calendario e calendario… Quello di Davide Ortombina propone, in fotografia, la più straordinaria e poco nota Venezia nascosta.

Due elementi, questi, rigorosamente necessari per cogliere il meglio dello spettacolare, che Venezia, sempre amichevolmente, di se stessa propone. Il calendario in parola attira su sé l’attenzione con ventiquattro fotografie – 12, in formato grande, e 12, in formato ridotto – molte delle quali, scattate, navigando fra rii e in canali…, e tali da presentare all’osservatore momenti veneziani, che solo Davide s’è preso la briga di fotografare, da tali angolazioni, per farceli scoprire da vicino, con i loro particolari, ed apprezzare. Esaminando le foto e soffermandoci sulle stesse, ci sembra d’essere, in persona, non nella Venezia d’oggi, ma, in quella di Carlo Goldoni, con le sue “càle”, con i suoi “campièli”, con i suoi “sotopòrteghi”e con qualche “squéro” –  fabbrica, o punto di manutenzione di gondole – con i gradini dei suoi ponti e con angoli, oggi, fin troppo affollati, ma, sempre capaci d’attrarre e di fare sognare, Foto, in  bianco e nero, dicevamo, e spazi, su ottima carta, dedicati a giorni, mesi ed anno, sono elegantemente raccolti – accompagnati da un’ottima introduzione di Morello Pecchioli – in straordinario cartone dorato, sulla copertina del quale appare, fra ornamenti, l’antico bassorilievo d’un “Leone di San Marco” e la scritta-titolo ”Venezia, Rio terà, Canàl”, davideortombina@icloud.com.

Pierantonio Braggio

Pierantonio Braggio

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