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ECONOMIA VERONESE | 13 aprile 2019, 22:48

Prestiti INPDAP 2019: chi può richiederli e con quali requisiti

Esistono ancora i prestiti INPDAP nel 2019? La risposta è sì. Quella che chiamavamo INPDAP e che, dal 1 gennaio 2012, è diventata INPS Gestione Dipendenti Pubblici, offre a lavoratori pubblici, pensionati pubblici e alle loro famiglie l’opportunità di ottenere prestiti a tasso agevolato. Ci sono, sostanzialmente, due tipologie di questi prestiti: quelli che vengono erogati direttamente dall'ente previdenziale e quelli che provengono da banche e società finanziare che hanno stipulato una convenzione con l'INPS.

Fonte immagine: www.prestitoinpapok.com

Fonte immagine: www.prestitoinpapok.com


Riguardo il primo tipo, il finanziamento proviene dal "Fondo Credito", il quale esiste grazie ai contributi versati dai dipendenti e dai pensionati pubblici. Questo è un fatto importante: l'erogazione di tali prestiti dipende dalla disponibilità di fondi.

 

Chi può richiederli?

 

Tutti i lavoratori e i pensionati che risultano iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici dell'INPS, e i dipendenti e pensionati pubblici di altre amministrazioni che siano iscritti al Fondo Credito. Possono accedere a questo tipo di prestito anche gli iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM) oltre ai dipendenti delle aziende del Gruppo Poste Italiane SpA. I pensionati pubblici, poi, hanno la possibilità di usufruire della cessione del quinto della pensione per richiedere il prestito.

 

I requisiti dei finanziamenti inpdap

 

Questa forma di prestito di liquidità viene concessa a chi ha necessità di affrontare una specifica spesa, da dichiarare all’atto della domanda e che deve essere prevista tra le tipologie del Regolamento. In merito alla spesa, bisogna presentare documentazione accertata.

Bisogna rispondere a determinati, e documentabili, requisiti. Il dipendente pubblico o il pensionato pubblico deve essere iscritto alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e deve aver versato per quattro anni i contributi alla stessa Gestione, deve avere quattro anni di anzianità di servizio utile per la pensione e deve avere, inoltre, un contratto a tempo indeterminato. Chi non possiede quest’ultimo requisito può comunque accedere a questi prestiti ma solo se ha un contratto superiore ai tre anni e, come garanzia, deve cedere una parte del trattamento di fine rapporto.

Come richiedere un prestito inpdap?

 

Come viene spiegato molto bene su www.prestitoinpdapok.com, la domanda per i prestiti pluriennali va presentata entro un anno a partire da quando la documentazione con le varie spese sostenute venga attestata. La richiesta è telematica e va presentata online: bisogna accedere all’area riservata del sito dell’INPS, andare nella sezione Ex INPDAP e, quindi, selezionare “Domande web prestiti pluriennali”. Con la domanda vanno presentati tutti i moduli e le autocertificazioni del caso. Si potrà estinguere il debito in 5 (60 rate mensili) o 10 anni (120 rate mensili) e le rate non supereranno un quinto dello stipendio o della pensione. Sono, infatti, i famosi prestiti con cessione del quinto, in base ai quali la rata mensile non può andare oltre il valore di 1/5 dello stipendio o della pensione netta. Per la prestazione c’è un tasso d’interesse fisso che ha valore annuo del 3,50% (TAN), ad esso va aggiunta la percentuale per le spese di amministrazione (0,50%) e una per i fondi rischi. Le condizioni di quest’ultima sono dettate dal Regolamento. Quando sarà nota anche l’aliquota del fondo rischi, che dipende dall’età del richiedente e dalla durata dell’ammortamento, si potrà calcolare il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), che riporta il costo complessivo del finanziamento. Parliamo di un prestito finalizzato, l’importo varia in base al tipo di spesa da finanziare. I prestiti quinquennali possono essere richiesti per coprire determinate spese, relative per esempio a calamità naturali, rapina, furto o incendio oppure trasloco per ragioni familiari o trasferimento in una nuova sede di lavoro. I prestiti decennali coprono altre spese, come il riscatto di alloggi popolari o di alloggi di enti pubblici in cui si era in locazione o la costruzione di un’abitazione destinata a residenza.  (I.P.)

S.S.

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