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ECONOMIA VERONESE | 20 marzo 2019, 11:20

Il lavoro digitale e le nuove professioni per i più giovani

Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato profondamente il nostro modo di vivere e il nostro modo di concepire il lavoro, cambiando le regole del mercato e producendo effetti di portata globale alla quale la società non è stata sempre in grado di adattarsi.

Il lavoro digitale e le nuove professioni per i più giovani

È convinzione comune che molte professioni e mestieri siano scomparsi con l’arrivo di internet, della globalizzazione e della digitalizzazione creando nelle società, soprattutto quella occidentale, un senso di smarrimento che ha fortemente influenzato il mondo del lavoro: questo è vero solo in parte. In effetti gli stravolgimenti portati dal nuovo millennio hanno cancellato il concetto del lavoro così come lo aveva introdotto la rivoluzione industriale e ne hanno introdotto uno nuovo dettato dalla rivoluzione tecnologica ancora in atto.  

Scompaiono alcuni mestieri ma ne nascono di nuovi, portati proprio dalla rivoluzione digitale, mentre sul piano occupazionale la questione rimane ardua soprattutto per l’oggettivo disallineamento che è riscontrabile tra domanda e offerta di lavoro. Questo ultimo dato riguarda la scarsa capacità, di chi cerca lavoro, di implementare le proprie competenze per fronteggiare il continuo evolvere del mondo dell’impresa. Quindi da un lato c’è penuria di personale e dall’altro molta disoccupazione che non riesce però a specializzarsi per rientrare nel sistema lavoro. In questo senso la formazione dovrebbe accorrere in soccorso e garantire alla forza lavoro una continua specializzazione ed agli imprenditori le competenze necessarie

 

 

Chi è stato capace di adattarsi, aumentando e implementando le proprie competenze, è riuscito a farsi strada in un mondo fatto di nuove professioni ricercate e ben retribuite. Basta rivolgersi ai principali motori di ricerca per capirne la portata: migliaia di offerte di lavoro per data analyst, web content manager, cybersecurity manager, social media manager o digital storyteller(qui puoi capire esattamente cos’è il digital storytelling e come applicarlo ad un business). Internet ed il digitale dunque hanno aperto la strada a nuovi talenti creando nuove opportunità soprattutto per i più giovani che sono riusciti al meglio ad interpretare questo segnale. Il problema rimane legato all’aspetto della formazione che fatica a stare al passo con i tempi, una formazione ancorata a logiche datate di alcune decine di anni.

Il Veneto, una delle poche regioni che ha fatto registrare dati di crescita occupazionale positivi negli ultimi 4 anni, è l’esempio fulgido di come la formazione sia alla base di un buon funzionamento del mondo del lavoro. Una formazione che deve essere non solo un “affare” tra stato e aziende, ma deve riguardare soprattutto la sfera personale dell’individuo che deve entrare nell’ottica che l’acquisizione di nuove competenze deve rimanere al passo con la domanda di capacità specifiche e mirate. Le competenze digitali sono, oramai, la base della nostra società e del mondo del lavoro; è necessario possedere competenze digitali sia di cittadinanza che professionali e nel settore delle micro-imprese, cioè l’ossatura portante dell’economia italiana e di regioni come il Veneto, rappresentano un tassello fondamentale. Le competenze digitali, e le figure professionali collegate, sono importanti per permettere alle micro-imprese di rimanere competitive nel mondo del lavoro.  
Il settore della cybersecurity, ad esempio, è una di quelle figure sempre più necessarie per la sicurezza dei sistemi informatici delle aziende e della protezione dei suoi dati così come è impensabile al giorno d’oggi che non ci si affidi ad un social media manager per aprirsi una finestra sul mondo e rimanere competitivi nel mercato globale sulle principali piattaforme telematiche. Sempre più in crescita il digitalstorytelling che rappresenta una breve forma di produzione di media digitali che consente alle persone di tutti i giorni di condividere aspetti della loro storia. I campi di applicazione sono i più svariati: dalla scuola agli ospedali, dalle aziende ai musei e persino in campo religioso. Nel campo del business lo storyteller crea supporti multimediali che possono allenare la capacità di problemsolving, la condivisione di nozioni e competenze oltre che armonizzare gruppi di professionisti per farli rendere al meglio. Una figura ancora poco conosciuta che potrebbe essere sintetizzata come designer di esperienze(Inf.Pubbl.)

s.s.

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