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ECONOMIA VERONESE | 13 marzo 2019, 21:58

“Salonicco 1943 - Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani”. L’opera di Nico Pirozzi sarà presentata a Verona.

Il lavoro “Salonicco 1943 - Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani”, 232 pagine, Edizioni dell’Ippogrifo, 2019, sarà ufficialmente presentato, nella Sala Farinati della veronese Biblioteca Civica, via Cappello, 43, mercoledì, 13 marzo alle ore 17,15. Curano l’evento la Biblioteca Civica stessa, il Comune di Verona e la Comunità Ebraica di Verona. Con l’Autore dialogherà Guariente Guarienti, per offrire al pubblico una più ampia e completa visione del contenuto dell’opera.

La straordinaria facciata della Sinagoga di Verona

La straordinaria facciata della Sinagoga di Verona

La quale presenta un momento terribile della vita ebraica in Salonicco, come segnala brevemente la seguente descrizione: Salonicco, marzo 1943. Per la comunità di Ebrei sefarditi, più rappresentativa d’Europa, scatta l’ora delle deportazioni naziste. Ad ostacolare i programmi di Eichmann e di Himmler, ci sono solo gli inquilini di Villa Olgas, sede del Regio Consolato italiano, in terra macedone. Pochi uomini, che, a di là delle convinzioni politiche, e muniti delle sole armi della burocrazia, scelgono di agire, permettendo a centinaia di Ebrei di riparare nella zona occupata dagli italiani. A svelarlo, non è solo la fitta corrispondenza intercorsa, fra le sedi diplomatiche di Salonicco e di Atene, da un lato, e alcuni funzionari del Ministero degli Esteri, dall’altro, ma, anche le pagine del diario di Lucillo Merci. Appunti, trascritti con grafia minuta, nella tarda primavera del 1983, integrati, per la prima volta, dalle pagine del memoriale steso, quarant’anni prima, che la vedova dell’ex-capitano del Regio Esercito fece recapitare, in fotocopia, a Yad Vashem, nel novembre 1987. Un lavoro interessante, che merita attenzione, per meglio conoscere come, di fronte alla brutalità dei satrapi nazisti, vi siano stati anche animi forti, italiani, che, hanno voluto e saputo essere d’aiuto a fratelli in grave, imminente pericolo.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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