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POLITICA & CONGRESSI | 10 marzo 2019, 23:41

La crisi del TAV risolta dal burattino "Arlecchino" Conte

Ospitiamo l'opinione di un lettore che vede il Presidente Conte riuscire a districarsi nell'agone politico e, dato che in Europa è stato bollato come un burattino in mano a due mastri burattinai, si complimenta con lo stesso Conte per essersi destreggiato come la maschera Arlecchino     Bravo Presidente Giuseppe Conte ! L' Europa di Bruxelles, che ha definito il nostro Presidente del Consiglio come “burattino”, NON comprendendo forse che Arlecchino per essere “servitor di due padroni” era anche furbo, dovrà ora accettare la rinegoziazione di tutto l'insieme del progetto TAV Torino-Lione, elaborato ventotto anni or sono e NON concluso dai vari governi succedutisi negli anni passati in Italia e in Francia, malgrado la promessa di finanziamenti europei. La “chimera” delle forze economiche e politiche “suddite” della tecnocrazia di Bruxelles nel considerare la tratta Lione-Torino come un pezzo di un progetto sovranazionale Lisbona- Kiev era già stata respinta dalla nuova realtà della logistica e dell'economia continentale, che aveva lasciato decadere la costruzione di altri tratti della super-ferrovia transeuropea sia nelle “periferie” di Portogallo e di Ucraina, che nei tratti centrali dal Veneto orientale e Friuli fino a Slovenia ed Ungheria. Anche in Italia le forze politiche dell'”ancien régime”, già sconfittte alle elezioni del 4 marzo 2018, come Forza Italia e Partito Democratico, che fanno ancora coincidere lo sviluppo economico ed il progresso civile con il mancato rispetto del territorio naturale, hanno dovuto subire una ennesima sconfitta politica, come si rileva dalla reazione scomposta ed isterica del presidente piemontese Chiamparino e delle sue alleate, le “madamine” della borghesia torinese, che propugnano l'arricchimento della Nazione con appalti pubblici e con prevedibili tangenti, già verificate in altri “grandi lavori” come l'Expo di Milano o il Mose di Venezia. Anche il preventivato ulteriore sperpero di risorse finanziarie ed ambientali della tratta Brescia-Mestre, testimoniato dall'ampiezza dei preventivati espropri con devastazione territoriale delle colline moreniche del Garda, già pubblicati su L'ARENA, potrà essere riverificata e farà probabilmente la stessa fine del traforo delle Torricelle di “tosiana memoria”, per il quale pure erano già stati pubblicati i paventati espropri di terreni privati, rimasti provvidenzialmente “carta straccia”. Le poche risorse pubbliche italiane e venete potranno così venir investite negli ammodernamenti delle ferrovie e delle autostrade esistenti, senza bisogno di costruire una specie di "vallo" o di “muraglia cinese” dalla Val di Susa alla Laguna di Venezia, in mezzo alla Valpadana, già satura di asfalto e cemento. Solo i nostalgici renziani o berlusconiani, rimasti senza appalti e conseguenti tangenti, dovranno rimpiangere l'”ancien régime” dei facili guadagni a danno delle tasse dei cittadini e dovranno riconsiderare le richieste mondiali di “rispetto dell'ambiente” interpretate anche dalla ragazzina svedese che per fine settimana ha mobilitato la gioventù europea contro questi politici che “giocano con il futuro delle prossime generazioni” perchè vogliono far credere che la devastazione dell' ambiente naturale costituisca un “volano per l'economia”, come in Valpolicella con la “negrarizzazione” credevano i passati sindaci e come ancora propugnano i nuovi candidati sindaci di Negrar coordinati dai “sopravissuti” di Forza Italia!   Ugo Zanetti, Arbizzano di Valpolicella.

La crisi del TAV  risolta dal burattino "Arlecchino" Conte

mz

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