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ECONOMIA VERONESE | 07 marzo 2019, 12:47

Consorzio Tutela Vini Soave e Reciòto di Soave I dati del primo anno di gestione Sandro Gini. Spinta promozionale in Italia e nei Paesi chiave, i punti fondamentali della programmazione 2019.

In occasione della recente presentazione al Consiglio d’Amministrazione dei dati, relativi al bilancio 2018, il presidente del Consorzio Soave, Sandro Gini, a fine primo anno della sua presidenza, non solo ha esposto i numeri, favorevoli, ma, anche espresso la sua opinione, su quanto fatto e sulla programmazione, prevista per il 2019. In merito, riportiamo il comunicato 5/2019, emesso da Consorzio stesso.

Consorzio Tutela Vini Soave e Reciòto di Soave I dati del primo anno di gestione Sandro Gini. Spinta promozionale in Italia e nei Paesi chiave, i punti fondamentali della programmazione 2019.

Un Consorzio sempre più unito, pronto ad affrontare, con entusiasmo, il 2019. Il 2018 è stato, per il Soave, l’anno del cinquantesimo, del rinnovo della presidenza e, soprattutto, del riconoscimento a Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale. Un anno, in cui, con forte senso di responsabilità, tutte le aziende del Comprensorio hanno deciso di selezionare i vigneti destinati alla DOC e d’indirizzare i più produttivi ad altre denominazioni: i risultati si sono visti, con prezzi stabili o addirittura in crescita e fermento nei contratti di vendita, grazie alla scarsità del prodotto, che si è tradotto in una maggiorazione della remunerazione finale del produttore. Per una denominazione, che ha trovato slancio nuovo e voglia di partecipare alla promozione comune, segnali positivi vengono dai mercati inglesi e giapponesi, dove si stanno concentrando le campagne promozionali. La produzione imbottigliata è solida, a 50 milioni di bottiglie, le giacenze sono ai minimi e il carico d’uva dell’annata 2018, per 420.000 ettolitri, è perfettamente in linea con quanto richiesto dal mercato. Interessante anche il dato riguardante le aziende agricole, che passano da 3109 del 2002 alle 3281 del 2017, con una crescita delle private, che hanno iniziato a produrre proprie etichette. Il 2018 si è chiuso, anche con ottime notizie, sul fronte della registrazione del marchio collettivo del Soave, ora, protetto, sia negli Stati Uniti, che in Russia, con la ratifica da parte del Parlamento Europeo dell’Accordo di libero scambio, tra Giappone e Comunità Europea, che permetterà a 26 DO italiane, tra cui il Soave, di accedere al mercato nipponico, senza dazi, creando un vantaggio concorrenziale non indifferente. Ed è la terza generazione dei produttori, che sta prendendo in mano la ’denominazione’: ragazzi giovani, con grande entusiasmo e visione del futuro. Il passaggio generazionale sta segnando il 60% delle aziende soavesi e avviene, sia con l’apertura di nuovi mercati, come l’Est Europa, la Nuova Zelanda o i Paesi asiatici emergenti, come Malesia e Thailandia, sia con il restiling delle etichette, che evidenziano l’identità del territorio e richiamano un attaccamento profondo delle nuove generazioni ad esso. Il Riconoscimento GIAHS-FAO, arrivato alla fine del 2018, sancisce, in maniera forte, il passaggio del Soave tra i grandi territori agricoli del mondo, territori, che hanno segnato la storia e lo sviluppo delle comunità, attraverso i secoli, attraverso le sfide e le vittorie, che hanno affrontato sempre con un occhio verso il futuro. C’è ottimismo, quando parlo con i produttori c’è voglia di lavorare verso un obbiettivo comune, un forte orgoglio delle proprie radici e una forte consapevolezza delle proprie possibilità”. Una relazione, dunque, polposa, frutto di alta cura e di oculata amministrazione, con attenzione ad un futuro, che i dati, di cui sopra, fanno ritenere più che roseo e reso particolarmente interessante dalla favorevole notizia del costante inserimento, fecondo di risultati, dei giovani, nel grande mondo della vitivinicoltura. Brindiamo con un buon Soave!

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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