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ESPRIME CULTURA | 04 marzo 2019, 08:57

Concerto-Evento al Teatro Ristori di Verona: Suonando Chaplin

L’Orchestra della Fondazione Arena cambia provvisoriamente “casa”. Venerdì 8 e sabato 9 marzo, presso il Teatro Ristori di Verona, la compagine scaligera presenterà alla città un evento inedito, un amarcord di note che hanno segnato la storia del cinema.

Concerto-Evento al Teatro Ristori di Verona: Suonando Chaplin

Luci della città è un film del 1931 scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin, che ne curò anche la colonna sonora. Musica viva e frizzante, ironica e profonda al tempo stesso, che potenzia e compensa la mancanza della parola. Una modalità di fare cinema che avvicina, nelle sue sfaccettature, il cinema muto al più commerciale e recente musical ma anche (anzi, soprattutto) all’opera lirica. È per questo dunque che la Fondazione Arena propone, in collaborazione con il Teatro Ristori, sede dell’evento, una proiezione del film con l’esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora. “Suonando Chaplin” verrà diretto da Timothy Brock, compositore e direttore di origini statunitensi, specializzato nella restaurazione delle musiche di film muti, in particolar modo del decennio 1920-1930. Molto forte è il legame che lega Brock al cinema di Chaplin, ormai di ventennale durata. Nel 1998 infatti gli venne commissionata la ripresa e trascrizione della partitura di Tempi Moderni; dopo questa grande e riuscita sfida Brock recupererà altri 11 film dell’attore britannico, tra cui anche la trascrizione e la riscrittura inedita di quasi 13 ore di musica registrata privatamente dallo stesso Chaplin al pianoforte.
 
Un’opera grandiosa, che offre al pubblico veronese i presupposti migliori per avvicinarsi a questa novità concertistica tanto affascinante quanto di pregiata delicatezza e coordinazione. Un’occasione, mi viene da dire, che più orchestre dovrebbero prendere in considerazione per favorire e promuovere l’avvicinamento del grande pubblico, dei giovani e dei “non addetti ai lavori” alla musica classica. Sì, perché anche questa è musica “colta”!

F. Avesani

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