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ECONOMIA VERONESE | 12 febbraio 2019, 00:25

Alla Biblioteca Civica, Verona, Mostra fotodocumentaria, da titolo: ” Opere pubbliche, nell’area di San Giorgio, tra Ottocento e Novecento”. Rimarrà aperta sino al 9 marzo 2019.

Cento immagini storiche, tra cui molte inedite, raccontano degli imponenti lavori, che rinnovarono parte di Verona, a partire dal 1934, nella zona di Porta San Giorgio e di riva Sant’Alessio. Ci riferiamo alla costruzione del solare lungadige “del Littorio”, che costituisce il più innovativo e spettacolare percorso cittadino.

Alla Biblioteca Civica, Verona, Mostra fotodocumentaria, da titolo: ” Opere pubbliche, nell’area di San Giorgio, tra Ottocento e Novecento”. Rimarrà aperta sino al 9 marzo 2019.

La mostra, che testimonia la trasformazione di Verona e Provincia tra gli anni ’20 e ’50 del Novecento, anche con molto materiale inedito, è dovuta alla collaborazione fra l’Associazione AGILE, la Biblioteca Civica, l’Archivio di Stato e l’Archivio Generale del Comune di Verona, nel quadro del progetto Archivi del Costruito del Territorio Veronese in Rete (ARCOVER), realizzato grazie al contributo di Fondazione Cariverona. ARCOVER sta lavorando sulla digitalizzazione, valorizzazione e condivisione del patrimonio archivistico della città, per raccontarne le trasformazioni lungo il Novecento. I lavori, che hanno interessato la zona di San Giorgio e di via Sant’Alessio, nella prima metà del Novecento, sono documentati da fotografe, provenienti dal fondo del Regio Genio Civile, custodite nell’Archivio di Stato di Verona e dal materiale dell’Archivio Generale del Comune e dell’archivio della Biblioteca Civica, testimoniano il fervore edilizio, che contrassegnò Verona negli anni tra le due Guerre e che, attraverso interventi infrastrutturali, non solo assecondarono lo sviluppo verso l’esterno, ma, trasformarono profondamente l’immagine storicamente consolidata della città. Importante e significativo, il disegno originale a penna, con colorazione ad acquerello, del 1817, che riproduce la zona di via Sant’Alessio, firmato dall’ing. Giuseppe Barbieri, che rappresenta una importante testimonianza grafica dell’area, in rielaborazione, nell’Ottocento. Vi sono le indicazioni per la rettifica della “Strada postale interna, che da Porta San Giorgio, arriva a Ponte Pietra”: vi si segnala la necessità di occupazione degli Orti annessi alla Chiesa di San Giorgio e l’individuazione delle porzioni di case da demolire, “la spina di case”, nell’incrocio tra il ponte Pietra e Piazza Santo Stefano. Quanto al lungadige “del Littorio”, oggi, Lungadige San Giorgio, va detto che nel 1934 prende il via la trasformazione della riva sinistra dell’Adige, tra Ponte Pietra e Ponte Garibaldi, area, che era rimasta ancora incompiuta, dopo la costruzione dei muraglioni tra il 1887 e il 1895, in seguito alla piena del 1882. Sotto la direzione del Magistrato delle Acque e dell’Ufficio Tecnico Comunale, ma, contro il volere del Consiglio Superiore di Antichità e della Sovrintendenza alle Belle Arti, nonché di intellettuali ed artisti del tempo, capitanati dal pittore Dall’Oca Bianca, nell’arco poco meno di due anni - tra il gennaio 1935 e il 4 novembre 1936, giorno dell’inaugurazione del lungadige “del Littorio” - inizia il progetto messo a punto dal Genio Civile, che prevedeva appunto, la rimozione di tutti i caseggiati danneggiati, lungo il Fiume, in via Sant’Alessio e Santo Stefano, ultima preziosa testimonianza delle stretto legame, fra la città e l’Adige. Negli scatti in bianco e nero, sono ritratti minuziosamente le fasi del cantiere: dalla costruzione della nuova scarpata inclinata, con specchiature di verde, inquadrate da lastre di pietra bianca; ai muri di fondazione e sostegno in calcestruzzo armato; all’arretramento della stessa scarpata, per lasciare lo spazio al camminamento, che inaugura un nuovo rapporto diretto con il Fiume. Il Lungadige “del Littorio” crea così un percorso continuo lungo tutta la riva sinistra che collega il Centro Storico, con il nuovo quartiere di Borgo Trento, che si andava sviluppando, verso la Campagnola. Le immagini testimoniano inoltre il rifacimento del nuovo Ponte Garibaldi (1932-33): la struttura metallica viene sostituita con un nuovo ponte a tre arcate, in calcestruzzo armato, rivestito in pietra. Vennero rifatte, inoltre, entrambe le testate, così da assecondare la nuova viabilità. tra Centro Storico e Borgo Trento. Una mostra, quindi, molto interessante e documentatissima, che pone nella dovuta luce un’opera, che tanto dona a Verona, con la sua spettacolarità, sia dal punto di vista delle bellezze naturali, che da quello delle particolarità artistico-storiche, che essa vigorosamente propone, avvolte in una solarità, che le rende quasi impensabili. Un suggerimento: in occasione della Mostra, o anche successivamente alla stessa, dovrebbe essere riposta al proprio posto – vi è ancora il riquadro, in cui, la stessa era incastonata – la targa in bronzo, che ricordava, con bassorilievo e data, la costruzione dell’oggi lungadige San Giorgio. Essa si trovava sul primo, iniziale grande pilone sinistro, ad inizio scalette, verso l’alzaia, che s’incontra sul lungadige in tema, provenendo, da Ponte Garibaldi.

Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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