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ECONOMIA VERONESE | 05 febbraio 2019, 14:36

A Custoza, Verona, Natura ha donato, anche per il 2019, il noto “Brócoléto”.

Descrive la grande verdura il volumetto di Morello Pecchioli – Il Broccoletto di Custoza – dedicato, quest’anno, al noto cuoco veronese, Giorgio Gioco.

A Custoza, Verona, Natura ha donato, anche per il 2019, il noto “Brócoléto”.

Ovviamente, quanto a tipo e caratteristiche del dolce ed eccellente “Broccoletto di Custoza”, nulla è cambiato, rispetto al passato e, ovviamente, nulla cambierà. Resta assodato il fatto, che siamo dinanzi alla grande riscoperta d’una verdura, dovuta all’azione dell’Associazione Produttori del Broccoletto di Custoza, per il quale, data la stagione invernale, non prodiga di verde, e la disponibilità d’un prodotto straordinario, alta è la volontà di degustazione e, quindi, la richiesta. Ogni anno, la verdura di nicchia “Bròcoléto” è festeggiata anche con un elegante e piacevole volumetto, dal titolo “Il Broccoletto di Custoza - Ricette, Territorio, Storia”, curato dal giornalista, storico e esperto in enogastronomia, Morello Pecchioli, in collaborazione con Allegro Danese, Flavio Marchesini e Davide Ortombrina, nell’ampio quadro dei “Mercati della Terra”, Sommacampagna, Verona, attivi sotto l’egida del Comune di Sommacampagna, del Presidio Slow Food e della Società Cooperativa Sociale “I Piosi”. Mercati della Terra, nei quali è offerta ortofrutta di qualità, proveniente da produttori selezionati e proposta, a prezzo giusto e contenuto, tutto con occhio di riguardo, per l’ambiente. Un certo numero di copie del volumetto 2018, citato, è stata dedicata, da Allegro Danese, Villafranca, Verona, al grande cuoco veronese Giorgio Gioco, che, non solo ha utilizzato, per primo, in cucina, il “Bròcoléto, ma, ha pure fortemente contribuito a rendere nota la cucina di Verona, nel mondo, con piatti tradizionali, nel suo antico ristorante “12 Apostoli”. Per tale occasione, scrive Morello Pecchioli, che, per il grande Giorgio Gioco, “il Broccoletto di Custoza è buono con tutto. .Il Broccoletto di Custoza è un ortaggio straordinario, che soddisfa, ti prende e ti fa mangiare bene e fa bene. Ha tutte le caratteristiche salubri del broccolo. Dire che è buono, è dire poco. Esso si esalta con un filo d’olio extravergine d’oliva. È come il colore grigio nella moda: sta bene su tutto. La tradizione lo vuole in compagnia di “óvi dùri”, e questo è davvero un mangiare semplice, ma, nello stesso tempo, regale. Con il salame, esso va altrettanto d’accordo. Il Broccoletto è ottimo, con sua maestà, la soppressa, Ma, allunghiamo il braccio anche verso la vicina Mantova, abbinando al Broccoletto il salame mantovano, che ha un sapore ed una personalità decisi. Un altro suggerimento? Lo vedrei bene trasformato in paté, con un formaggio saporito, magar, coi un bel gorgonzola. Poi, non occorre altro, se non un goccio di vino buono, un pezzo di pane e un musetto simpatico, seduto accanto”… L’edizione 2017 del menzionato volumetto aveva visto un certo numero di copie dedicate a Giuseppe Lugo, il tenore, che, nel 1959, aprì il Ristorante Villavento, nei locali dell’antica dimora dei Canossa, a Custoza, e ad Adriano Danese, villafranchese, che, pure tenore, assieme ad altri cantori lirici, negli anni Sessanta, andava a rendere visita a Lugo, da lui considerato “il più grande cantore di tutti i tempi”… Dal punto di vista scientifico, il “Brócoléto” – fattoci cortesemente assaporare dagli amici Allegro Danese e Agostino Grizzi, amante del lavoro della terra, scrivevamo su www.veronaeconomia.it, 31 gennaio 2018: si tratta di una ‘brassicacea’, che si distingue dalle altre, per il suo fusto allungato, con foglie poco numerose, che partono dal livello del suolo, dato dalle feconde colline di Custoza. Contrariamente a quanto si può pensare, il Broccoletto non propone la nota inflorescenza bianca, ma un cuore a fogliette, nella sua parte bassa, contornato da lunghe foglie a costa morbida e dolce e, quindi, da usare. La coltivazione del Broccoletto richiede la semina a giugno, la messa a dimora delle piantine, e, dopo altre attenzioni, la raccolta – la pianta prospera, in particolare, in un secondo tempo, in un clima freddo – da dicembre in poi. Per portarlo in tavola, si bolle l’intera pianta: le foglie lunghe, vanno quindi soffritte con aglio ed accompagnate da un uovo all’occhio di bue e qualche fettina di salame, mentre i cuori, vanno serviti, solo bolliti, conditi con olio e uniti a uova sode. Specialità, dunque, di facile preparazione e di alta soddisfazione, perché dal gusto molto delicato, leggermente dolce e inconfondibile.. Ci troviamo dinanzi ad una eccezionale, positiva molteplicità d’iniziative, frutto, tutte di buona volontà e d’impegno, che promuovono molto incisivamente il territorio, la storia e la cultura veronesi, non trascurando la massima attenzione alla tutela dell’ambiente.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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