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ECONOMIA VERONESE | 30 gennaio 2019, 18:36

Regione Veneto e foibe. Il pensiero del presidente Zaia. Assessori Corazzari e Donazzan rispondono al negazionismo.

Del 29 gennaio 2019, è un importante comunicato della Regione Veneto, che chiarisce, riporta, giustamente e correttamente, in viva luce, ristabilendo la verità, i terribili fatti delle “foibe” di Basovizza – attraverso le sentite parole di due Assessori – ricordandone le purtroppo numerose, innocenti vittime. Ciò, in risposta ad una frase, che nega la realtà storica.

Regione Veneto e foibe. 								                          Il pensiero del presidente Zaia. Assessori Corazzari e Donazzan rispondono al negazionismo.

Gli assessori regionali all’istruzione Elena Donazzan e alla cultura Cristiano Corazzari intervengono in merito alla pubblicazione sul profilo facebok dell’Anpi di Rovigo di affermazioni negazioniste rispetto all’eccidio delle foibe. “Poche righe, ma una grande vergogna, quelle dell’Anpi di Rovigo”, commenta Corazzari. “Le parole "Basovizza è una fandonia" scritte, per pochi minuti, sulla bacheca di facebook sono sbagliate e gravi, offendono la memoria, la storia e aumentano un dolore che non può essere dimenticato. Siamo tutti chiamati, come istituzioni e come cittadini, ad impegnarci concretamente per restituire dignità di memoria, ma siamo anche tutti chiamati a riflettere prima di esprimerci in affermazioni così gravi che immettono, nel dibattito, falsità da respingere e inquinano il bisogno di conoscenza e riflessione per un sano sviluppo sociale e culturale”. “Uno sviluppo sociale e culturale – aggiunge – che passa necessariamente attraverso la formazione dei giovani per diffondere la conoscenza dei tragici eventi, che hanno colpito le popolazioni italiane dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale. Impegno che la Regione del Veneto, nel corso degli anni ha sempre realizzato con iniziative volte a favorire la conoscenza storica, sostenendo progetti di cooperazione, in territori, in cui siano persistenti o storicamente rilevanti la cultura e la tradizione veneta, o che registrino la presenza significativa di comunità italiane di origine veneta”. “Condivido il pensiero del Presidente Zaia – conclude Corazzari – quando dice che ci lascia sgomenti che l’Anpi, che dovrebbe storicamente e istituzionalmente essere dalla parte degli oppressi e dei perseguitati, possa aver sostenuto, anche soltanto per pochi istanti, che le foibe e Basovizza sono un’invenzione”. Da parte sua, l’assessore Donazzan si dice “profondamente indignata che a più di 70 anni dalla tragedia delle foibe e dell’esodo fiumano, giuliano e dalmata, esista ancora qualcuno che si permette di definirla un’invenzione”. “L’Anpi di Rovigo con queste affermazioni – prosegue – conferma ancora volta di avere una visione parziale e distorta della storia, dimostrandosi incapace di lavorare per un’effettiva Pacificazione Nazionale che tutti noi auspichiamo, compresi gli esuli ancora oggi in vita”. “Farò tutto ciò che mi compete come Assessore all’Istruzione della Regione del Veneto – rincara – affinché l’Anpi non vada a parlare di Foibe ed Esodo nelle scuole di ogni ordine e grado. Siamo tutti chiamati, come istituzioni e come cittadini, ad impegnarci concretamente per restituire dignità di memoria alle migliaia di connazionali infoibati ed ai 350.000 esuli privati dei loro beni e della loro dignità, colpevoli soltanto di essere Italiani”. Ricordando la vicenda di Norma Cossetto seviziata, stuprata e uccisa da un gruppo di partigiani comunisti titini, Donazzan conclude: “Norma è l’esempio delle atrocità e delle violenze del comunismo di Tito, negare simili atrocità è vergognoso. L’Anpi chieda scusa immediatamente. Mi auguro, inoltre, che, fino a quando l’Associazione in questione, a livello nazionale, non deciderà di dipanare questa coltre di menzogne e di falsi storici, non percepisca più contributi pubblici”. Senza consultare tanti libri, basta assistere alla proiezione della pellicola – dal grande contenuto storico, interessante e, quasi parlante – “Istria Rossa”, per rendersi conto della veridicità degli atroci fatti delle foibe, che hanno ingoiato donne ed uomini, solo perché “italiani”.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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