ECONOMIA VERONESE | mercoledì 24 luglio 2019 05:32

ECONOMIA VERONESE | 30 gennaio 2019, 18:31

NESSUNO DI NOI RITORNERA’ Storia del Blocco 31

Alla Gran Guardia, Verona, recital studentesco ricorda i martiri di Auschwitz-Birkenau. Il titolo: “Nessuno di noi ritornerà”…

NESSUNO DI NOI   RITORNERA’ Storia del Blocco 31

La “Giornata della Memoria”, vuole fare sapere quanto è accaduto ad Auschwitz, Oświęcim, nella Polonia, occupata dalle truppe di Adolf Hitler e ricordare il dovere del massimo rispetto per il prossimo, di qualsiasi origine e di qualsiasi credo. In tal senso, giovedì 31 gennaio, alle ore 9.00, si terrà nell’Auditorium della Gran Guardia il recital dal titolo “Nessuno di noi ritornerà. Storia del blocco 31”, uno dei numerosi blocchi-baracca, nei quali era suddiviso il campo di eliminazione di Auschwitz-Birkenau.

L’iniziativa, frutto della collaborazione fra “Scuola e Territorio: educare insieme”, l’Associazione “Prospettiva Famiglia”, l’Istituto Copernico-Pasoli e l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Verona, è rivolta agli studenti degli Istituti di II° grado. Il recital si giova della partecipazione di attori professionisti – Andrea De Manincor e Sabrina Modenini – e di un gruppo di studenti del laboratorio teatrale del Liceo Copernico, Verona. Accompagna il procedere del lavoro la voce e la presenza di una bambina e la voce, fuori campo, del prof. Paolo Tricarico, che ha curato attentamente l’organizzazione, la struttura e i testi dello spettacolo, il quale ripropone un momento preciso della storia di Auschwitz, tragicamente realizzatosi, per mano di ‘uomini’, nazisti, la notte dell’8 marzo 1944, prima dello sterminio degli ebrei, prigionieri nel settore BBIIb di Birkenau. Qui erano rinchiusi uomini, donne e bambini ebrei, provenienti dal campo di concentramento di Terezin – denominato, in tedesco ‘Theresienstadt”, ubicato, nell’allora Cecoslovacchia – con un trasporto del settembre 1943. Questo luogo era mantenuto in condizioni più accettabili, che altri, dovendo esso servire per eventuali ispezioni, da parte della Croce Rossa. Nel mezzo del settore citato, sorgeva la baracca 3, adibita a raccogliere, di giorno, i bambini, mentre i loro genitori, divisi, uomini da donne, venivano costretti al lavoro nei campi, fuori Auschwitz. Dopo sei mesi, arrivò l’ordine di chiudere quel settore e la baracca 31 e di mandare al forno crematorio tutti i rinchiusi. Il lavoro teatrale è mirato a realizzare una significativa e autonoma produzione culturale, all’interno della scuola pubblica, fuori dagli schemi della tradizionale lezione scolastica ed è dato da testi originali, poesie, testimonianze e lettere dell’epoca, recitati con musica, dal vivo.

L’assessore alle Politiche Giovanili, Francesca Briani: ”L’iniziativa si propone come occasione di conoscenza e memoria della Shoah, anche da parte delle generazioni più giovani, che devono essere consapevoli dell’importanza di non dimenticare il dramma, per poter sperare che l’umanità non debba mai più conoscere tragedie di tale portata”. Portare i giovani in scena, trattando il tragico tema della Shoah, è iniziativa di massima importanza, lodevolissima, perché significa indurli a riflettere, ad approfondire, in questo caso, fino a quale punto di bestialità sia arrivato l’uomo verso l’uomo-fratello e fare in modo che mai più si verifichi quanto, purtroppo, si è accaduto, per mano del nazismo e del fascismo.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore