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ECONOMIA VERONESE | 11 gennaio 2019, 12:49

Cessato il QE - quantitative easing o, allentamento monetario. La Banca Centrale Europea, tuttavia, acquisterà le nuove emissioni, a rinnovo dei Bonds in scadenza.

Com’è noto, dal marzo 2015, la saggia politica monetaria di Mario Draghi – avente lo scopo di stimolare la crescita economica nell Unione Europea, e, in particolare, dei Paesi membri del Sud, scossi dalla crisi, iniziatasi nel 2008 – aveva posto in atto il QE o allentamento monetario, metodo non convenzionale di governo della circolazione monetaria, realizzato, attraverso l’acquisto, da parte della BCE, di titoli di Stato o Bonds – in Italia, detti Bot – emessi dai vari Stati dell’Unione Europea.

Cessato il QE - quantitative easing o, allentamento monetario. La Banca Centrale Europea, tuttavia, acquisterà le nuove emissioni, a rinnovo dei Bonds in scadenza.

Il pagamento degli acquisti avveniva attraverso denaro, all’uopo creato. Intento di tale operazione, cessata il 31 dicembre 2018, era che le banche private usassero il denaro, che ricevevano in cambio dei titoli, ceduti alla BCE, per concedere più facilmente credito e a tasso molto contenuto, originando, nell’economia, maggiore liquidità e corrispondente crescita. Cosa, molto significativa, ma, sinora, solo in parte raggiunta, mentre già si prevede una nuova, pur modesta, caduta della crescita, in parte, già in atto... Considerato segno di economia in risveglio o in istato positivo, è il tasso d’inflazione, che definiremmo nobile, e che, per il mondo economico, non deve essere inferiore, né superiore al 2%. Un tasso, che, purtroppo, nel nostro Paese, ancora non abbiamo. A parte ciò, per mantenere il livello d’inflazione menzionato, sinora raggiunto in sede europea, a circa l’l,9%, e, ove possibile, per aumentarlo al detto 2% – cosa, difficile per ora, per il prossimo anno e per qualche anno a seguire, salvo evento particolare – la BCE, ritenendo necessario un ulteriore, intervento, apportatore, appunto, di liquidità, per i motivi appena citati, acquisterà titoli europei di nuova emissione, con il liquido derivante dal rimborso, a scadenza, di quelli, a suo tempo acquistati e che tiene in portafoglio. Nel quale, sono ospitati 2600 miliardi di Bonds europei, oltre 350 dei quali sono italiani. Una decisione importantissima e incisiva per l’Italia, quella diazi descritta, perché contribuisce a sostenere la quotazione anche dei nostri Bot, a permettere nuove emissioni di rinnovo di Bot in scadenza – circa 400 miliardi l’anno – e, a tenere basso il tasso di remunerazione degli stessi, che incide negativamente sul nostro debito pubblico, oggi, ad oltre il 130% del Pil, per un importo di circa 70 miliardi l’anno. Quanto, ancora, al QE di Draghi – QE criticatissimo, negli ambienti dei Paesi UE ad economia sostenuta, ma, ammesso, recentemente, sotto altro aspetto, del resto, dalla Corte di Giustizia Europea, anche come causa dell’assenza di quell’interesse, su depositi e obbligazioni, che normalmente permetteva d’arrotondare salari e stipendi – esso, non solo è stato potenziale salvatore dell’euro, ma, anche sostegno monetario ed economico al nostro Paese, che ha risparmiato miliardi, in fatto di tasso d’interesse per la remunerazione dei Bot, e che ha visto circolare denaro a buon prezzo (tassi bassi, in fatto di linee di credito e di mutui, per esempio), quale grande respiro per la nostra economia stessa. Certo, accennavamo, la cosa non è stata favorevole per chi migliorava, la proria contenuta entrata, con pur modeste cedole, sul proprio investimento in Bot, e, tantomeno, per le banche. Un aumento di tassi, comunque, non è pensabile, se non dopo, dato anche l’attuale rallentamento dell’economia europea, sino al 2020. Ma, se lo stesso avesse luogo, in entità superiore al citato 2%, non favorirebbe, certo, l’economia e la società.

Pierantonio Braggio


Pierantonio Braggio

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