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ECONOMIA VERONESE | 18 dicembre 2018, 17:49

Negrar, Verona - Tarragona, Catalogna. In Valpolicella, Sal-Lustià Álvarez Vidal, presidente del Consorzio del vino Priorat, la cui vite cresce. in suolo di “viticoltura eroica”.

Dal 20 al 21 dicembre 2018, sarà a Negrar, Sal-Lustià Álvarez Vidal, presidente del Consorzio del Priorat, il prestigioso vino DOC, prodotto nell’omonima provincia di Tarragona, nella quale si pratica la cosidetta “viticoltura eroica”, ossia, la coltivazione della vite, in terreni di difficile e pericolosa agibilità. Motivo della gradita visita: Valpolicella e Priorat presentano molte similitudini.

Negrar, Verona - Tarragona, Catalogna. In Valpolicella, Sal-Lustià Álvarez Vidal, presidente del Consorzio del vino Priorat, la cui vite cresce. in suolo di “viticoltura eroica”.

La due giorni di Álvarez Vidal, in Valpolicella, è diretta conseguenza del viaggio annuale, intrapreso lo scorso giugno, nel Priorat, dai soci della Cantina veronese, nell’ambito dell’attività di conoscenza di altre realtà vinicole. “E' stato un viaggio di estremo interesse – ricorda Daniele Accordini, direttore generale ed enologo della Cantina – perché abbiamo scoperto un territorio, situato tra massicce montagne, ricco di biodiversità, composto da circa 1900 ettari vitati a fortissima pendenza, dislocati su terrazzamenti lavorati a mano, fra i duecento e gli ottocento metri di altitudine. Una denominazione che, come la Valpolicella, vent’anni fa, ha incontrato, nel tempo, difficoltà, da loro superate, anche grazie al lavoro delle cantine sociali, che sono riuscite a non far scomparire la produzione vinicola nel territorio. Ci è sembrato naturale e di grande interesse, ricambiare l’ospitalità offerta, organizzando questa due giorni in cui, giovedì 20 dicembre, pomeriggio, Assoenologi del Veneto Orientale e, venerdì 21, pomeriggio, altri soci, che non erano riusciti a partecipare al tour, conosceranno meglio viticoltura ed enologia del Priorat, mentre i catalani avranno modo di visitare il nostro territorio e di degustare i vini, più rappresentativi della Valpolicella”. Uno scambio d’idee, di conoscenze e di amicizia, in loco e de visu, che non solo incuriosisce, ma, contribuirà, non poco a rafforzare legami, fra produttori europei, e, al tempo, anche a trasmettersi informazioni, su metodi e risultati di produzione, che potrebbero dimostrarsi utili, per ambe le parti.

Pierantonio Braggio




Pierantonio Braggio

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