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ECONOMIA VERONESE | 15 dicembre 2018, 18:39

Fondazione Cariverona e Comune di Verona hanno presentato il nuovo “Piano Folin”. Non interventi singoli, ma, realizzati in una visione unica.

Fondazione Cariverona e Comune di Verona hanno presentato lo “Studio sulla valorizzazione economica e sociale di alcuni immobili, situati nel centro storico di Verona” Uno studio, meglio noto come Piano Folin, derivante da di oltre due anni di ricerca, analisi e interpretazione dei significativi patrimoni immobiliari della Fondazione, coordinato dall’architetto e urbanista, prof. Marino Folin. Tutto, per “ricentralizzare il centro storico” scaligero, come hanno sottolineato il presidente della Fondazione, Alessandro Mazzucco, e il sindaco di Verona, Federico Sboarina.

Fondazione Cariverona e Comune di Verona hanno presentato il nuovo “Piano Folin”. Non interventi singoli, ma, realizzati in una visione unica.

Trattasi d’una nuova ed ampia visione di sviluppo, che inizia dal cuore della città, creando una “città, che cambia“, a seguito di mutamenti sociali ed economici irreversibili e in continuo procedere. Lo studio si pone alcuni obiettivi ispiratori di azioni precise: dall’insediamento di nuove attività produttive, al potenziamento dell’offerta turistica, dall’ampliamento di servizi culturali, anche sviluppando le reti esistenti, alla connessione di diverse polarità urbane e di nuovi legami funzionali, tra il centro di Verona e il suo contesto. Gli interventi, si possono riassumere nei quattro, seguenti grandi capitoli, corrispondenti a poli articolati o edifici singoli: City hub (= centro), nei palazzi ex Unicredit, di via Garibaldi 1 e 2, e Palazzo Franco - Cattarinetti, in via Rosa; Lab ( = laboratorio) Urbs, a Palazzo del Capitanio e in Castel San Pietro; Palazzo Forti e Monte di Pietà. Il City Hub, di via Garibaldi, composto di Centro Congressi e di spazio enogastronomico, mira a qualificare la città, come grande polo congressuale, facendo rete, con la Gran Guardia e la Fiera, e colmando lacune importanti, per una meta turistica e fieristica del calibro di Verona; Lab Urbs, in correlazione, col precedente Hub, sarà luogo di cultura, aperto, per visitatori e cittadini, con esposizioni permanenti e , sulla storia, il presente e il futuro di Verona; un museo laboratorio della città, fatto di ricerca e di studio, collocato a Palazzo del Capitanio e a Castel San Pietro; seguono Palazzo Forti e il Monte di Pietà, che può diventare luogo di ricerca e d’innovazione, aperto ad imprese creative. Un complesso, tutto ciò, aperto al turismo, alla cultura, alle imprese, a nodi di una rete, che può diffondere fermenti di crescita, favorendo dinamiche di collaborazione, tra diversi soggetti, primariamente economici. Ciò, coinvolgendo, quindi, immobili di pregio, che sono sì luoghi simbolo della città, ma, che, vanno abitati e riempiti di contenuti, non trascurando, al tempo, la sostenibilità economica. Il progetto prevede: lo sviluppo dell’industria dell’ospitalità, nel centro di Verona; una nuova idea di cultura, che sia anche leva di sviluppo e co-creazione, tra pubblico e privato; imprese innovative nel centro storico, e, quindi nuovi lavoro e produzione, nonché modelli di offerta residenziale più redditizia. Questo anche, per guardare al futuro prossimo di Verona, che dal 2008 al 2018 ha visto venire meno il 18% di esercizi/negozi e il 9% di cittadini lasciare il centro urbano. Fenomeni, determinati dai tempi e da un sempre più nuovo modo di vita, che, tuttavia, ci fa correre il rischio di trovarci, in futuro, in una città turistica – fatto, certamente, importante – ma, priva di quell’anima, che la rende vivibile. Provvedere in tempo, quindi, come si sta facendo, con il piano di cui sopra, reso noto, ufficialmente, il 12 dicembre 2018 e che sarà esteso, nel tempo, a tutta l’urbe, significa tenere in vita il centro storico di Verona”. Con le sue tradizioni e le sue più storiche caratteristiche… Cogliamo l’occasione, per suggerire l’illuminazione di Castel San Pietro, ora, che il relativi lavori esterni sono terminati, avendo dato luce ad un importante contenitore veronese, non trascurando un’adatta illuminazione del complesso della Basilica di Santa Anastasia, che offre, dal lungadige di sinistra, una straordinaria visione d’un significativo punto storico cittadino.

Pierantonio Braggio





Pierantonio Braggio

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